Copertina di Afterhours Non E' Per Sempre
David Bowie

• Voto:

Per appassionati di rock italiano, fan degli afterhours, amanti della musica alternativa e testi profondi, giovani adulti e cultori di musica d’autore
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LA RECENSIONE

Anticipato dal bel videoclip di 'Non è per sempre', la terza fatica degli Afterhours uscì il 31 maggio '99 e venne salutato come nuova perla discografica, sia per la scena Rock nostrana che per la carriera della band milanese.

Due anni prima, si era già raggiunto l'apice artistico con 'Hai Paura Del Buio?', ma il disco in questione ha il merito di non presentarsi come copia sbiadita e inopportuna del predecessore, bensì come differente capitolo di intuizioni stilistiche, che mantiene il medesimo approccio compositivo del gruppo. Le parole di Manuel Agnelli, trasmettono sempre un'inquieta ironia grazie al consueto utilizzo del cut-up narrativo, le musiche virano verso un Pop curato e mai banale, che favorisce eleganti arrangiamenti d'archi e anticipazioni del loro futuro stile d'autore. Qualcuno penserà che gli Afterhours si siano ammorbiditi a partire da questo disco, ma non è mai stato così per loro, non si sono mai messi in testa d'inseguire il motivetto da classifica o aspirare alla commercialità, semplicemente perchè hanno arte da vendere assieme a gruppi del calibro di Marlene Kuntz e Verdena, che costituiscono la triade del Rock tricolore contemporaneo.

Soprattutto in "Non è per sempre" la vena aggressiva degli Afterhours rimane inalterata, come ben dimostrano brani dall'impatto infuocato quali Le verità che ricordavo, Non si esce vivi dagli anni '80 (che denuncia il pericolo di un ritorno all'era della superficialità collettiva) e L'estate, schizoide e sensuale. La voglia sperimentale del gruppo affiora in Milano circonvallazione esterna, brano pseudoelettronico condotto dall'interpretazione allarmante di Manuel Agnelli, per poi farsi cullare con la serenata dolceamara della title-track, riflessione sull'età che non lascia niente per eterno e sul desiderio di riscatto a cominciare da un innocuo "diploma in fallimento".

Nel disco si alternano composizioni affascinanti, come il climax apocalittico di Oppio, l'illusione senza peccato di Tutto fa un pò male, la sardonica Superenalotto, dove le chitarre di Agnelli e Xabier Iriondo si intrecciano con ubriacante crescendo, L'inutilità della puntualità che ricorda il Battisti più stralunato e la malinconica Oceano di gomma, chiaro segnale della maturità raggiunta dal gruppo, una ballata dalle tinte scure dove si possono collocare in mirabile sintesi vecchi e nuovi Afterhours. E per finire Cose semplici e banali, avvincente brano di Rock genuino, dotato della sorprendente autocritica che il testo mette in risalto:

"E se fossimo noi ad essere sbagliati, e se fossimo noi pazzi e malati (...) Grazie a tutti per davvero, siamo alla fine e ho perso l'inizio, ma ho un senso in più".

Grazie a te Manuel, per le emozioni che ci regali ad ogni disco.

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Riassunto del Bot

L'album 'Non è per sempre' degli Afterhours, uscito nel 1999, conferma la maturità artistica del gruppo milanese. Pur non superando il predecessore 'Hai paura del buio?', propone un'elegante evoluzione stilistica con arrangiamenti curati e testi intensi. La band mantiene la sua vena aggressiva senza scendere nella banalità, offrendo un mix di rock infuocato e sperimentazione, invitando a riflessioni sulla vita e l'età.

Tracce testi video

01   Milano circonvallazione esterna (03:21)

02   Non è per sempre (03:57)

03   La verità che ricordavo (03:12)

04   Oppio (04:34)

05   Non si esce vivi dagli anni '80 (03:56)

06   Baby fiducia (04:04)

07   Tutto fa un po' male (04:06)

08   Superenalotto (04:28)

09   L'inutilità della puntualità (03:52)

10   L'estate (03:08)

11   Bianca (04:33)

Sei il colore che non ho
e non catturerò
ma se ci fosse un metodo
vorrei che fosse il mio
fanne quel che vuoi, di noi
me l'hai insegnato tu
se c'è una cosa che è immorale
è la banalità

lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa

sei il colore che non ho
e che vorrei essere io
ma se ti rende libera
ti regalo il mio

lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa

tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa

vedrai...

12   Oceano di gomma (06:03)

13   Cose semplici e banali (05:02)

Oggi le mie mani sembrano d'avorio
è l'inizio di una nuova era anche per me

Oggi è mattino e mi ha afferrato lucido
e se fossimo noi ad esser sbagliati
e se fossimo noi pazzi e malati
hai il coraggio o no?

Cose semplici e banali per riconcigliarmi
con gli anni sprecati
e dentro ci sei tu
grazie a tutti per davvero
siamo alla fine
e ho perso l'inizio
ma ho un senso in più

Afterhours

Afterhours è una delle band più influenti della scena rock alternativa italiana, nata a Milano nel 1986 e guidata da Manuel Agnelli. Il gruppo ha attraversato generi e decenni, dal noise-rock grunge dei primi anni fino alla sperimentazione raffinata e alla mainstream notorietà recente. Album come 'Germi', 'Hai paura del buio?' e 'Ballate per piccole iene' hanno segnato la storia musicale italiana.
52 Recensioni

Altre recensioni

Di  nadir

 Si può copiare una canzone altrui facendo brillare il proprio personale talento.

 ‘Non è per sempre’ è il disco più difficile della band milanese.