Copertina di Alessandro Baricco L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin
Stanlio

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Per appassionati di musica classica e contemporanea, lettori di saggi filosofico-musicali, studiosi di estetica musicale, curiosi del rapporto tra arte e società
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LA RECENSIONE

Capita a volte di non aver nulla da fare di preciso o di impellente, come è capitato a me questa domenica mattina, e di aprire la sedia a sdraio nel retro casa accompagnato dal kindle e in mezzo allo fischiettar dei merli cercare un libro a caso e mettersi a leggerlo di buzzo buono, la scelta è capitata su questo titolo uscito per Garzanti nel 1992 (ma nel kindle ce l'ho nell'edizione tascabile Felrinelli del 2009) e chi presumesse che sitratti di qualcosa di umoristico/filosofio si sbaglerebbe di grosso, tant'è che il sottotilo è "Una riflessione su musica colta e modernità", un saggio intriso di una serie di cosiderazioni sulla musica classica o "seria", e sulla Nuova Musica contemporanea, alla luce del momento presente della modernità, o del post-moderno (boh!), devo ammettere che a me i saggi ispirano da sempre pochissima attrazione ma in virtù delle sue poche pagine (96) mi son detto: "ma sì dai se l'hai scaricato tanto vale provare a leggerlo" e così fu che passai 2 orette sotto il sole a seguire le elucubrazioni baricchiane in merito.

Il libro parla poco o nulla di Hegel ed ancora meno delle mucche del Wisconsin, a parte due considerazioni prima del primo capitolo, mentre si profonde a disquisire su come sia nata la musica "colta" a beneficio di borghesi e ceti alti e su come sia finita per diventare un oggetto di "godimento" per pochi fruitori, una sorta di altra "elite" (molto lontana dall'arte a mio modo di vedere), il tutto passando da musica tonale a musica atonale e seriale dodecafonica.

Gli ingredienti sono in ordine di apparizione (copio e incollo pari pari):

- G. W. F. Hegel

- Louis Armstrong

- Beatles

- Berio

- Sting

- Vivaldi

- Elvis

- Beethoven

- Chopin

- U2

- Arancia meccanica

- Strauss

- Adorno (Teoria dell'estetica)

- rock

- jazz

- le Nozze (roduzione mozartiana)

- 45 giri

- Haydin

- Mozart

- Brahms

- Mahler

- Ravel

- Morricone

- Madonna

- i jingles pubblicitari

- Philip Glass

- Liszt

- Schönberg

- Anton Webern

- Wagner

- la sindrome di Wieck e sua figlia Clara

- Schumann

- polifonia fiamminga

- armonie bachiane

- Puccini

- La fanciulla del West

- Turandot

- Berlioz

e niente... anzi no, una volta di più questo libro ha sancito e confermato la mia poca propensione a sfogliare ed immergermi in un "saggio", da questo libro ho invece scoperto:

- Che certe mucche del Wisconsin ascoltando musica sinfonica, producono una quantità maggiore di latte pari al 7,5%.

- Che Louis Armstrong disse per quanto riguarda il jazz: "Se devi chiedere cos'è, non lo saprai mai".

- Che Giacomo Puccini nacque esattamente cent'anni e un giorno prima di me e che morì prima di portare a termine la "Turandot" (essendo un accanitissimo fumatore) per un tumore alla gola a sessantadue primavere.

il che non è poco ma neppure molto!

p.s. ehm, a chi di dovere: noto e faccio presente che nei DeGeneri manca la casella "Saggio" da spuntare.

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Riassunto del Bot

La recensione riflette una lettura scettica e poco coinvolta del saggio di Baricco, uscito nel 1992, che esplora la musica colta e la sua evoluzione nell’era moderna. Nonostante il formato breve, il recensore trova l’opera distante e poco accattivante, considerandola un esempio di scrittura saggistica poco ispirante. Alcuni spunti curiosi emergono, ma il libro in generale conferma la sua scarsa propensione verso saggi di questo tipo.

Alessandro Baricco

Alessandro Baricco (Torino, 25 gennaio 1958) è uno scrittore e saggista italiano. Ha esordito con Castelli di rabbia (1991) ed è autore, tra gli altri, di Seta, Novecento, City e Mr Gwyn. Nel 1994 ha fondato la Scuola Holden a Torino.
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