Comincio la grande opera di avvicinamento al genio Alfred Hitchcock con questo film, una commedia nera passata abbastanza inosservata se consideriamo gli altri suoi capolavori trasmessi e ritrasmessi da tv e satellite. La cosa che mi ha colpito da subito è stato il Technicolor in una pellicola del 1955, ai miei occhi ingenui e piccini sembrava improbabile. Invece a sottolineare i momenti salienti di questo giallo anomalo intervengono proprio i rossi e gli ocra, così vividi nei contorni della campagna del Massachusetts e nei tantissimi colpi di scena.

C'è un problema grosso da affrontare per una comunità sonnacchiosa in provincia di Boston ("The Trouble With Harry", titolo originale): spunta un cadavere nel bosco, è quello del signor Harry Wrop, a cui si riesce a risalire grazie a una lettera. Questo nome spaventa parecchia gente del posto, molti erano legati a lui da rapporti di amicizia e parentela, e trovarselo morto tra i piedi li disturba non poco. Da qui in poi si vede la maestria di Hitch, che intesse una trama carica di grottesco, dove l'ironia e il sarcasmo la fanno da padrone.

La scomparsa di Harry preoccupa in particolare quattro persone: un vecchio cacciatore che pensa di avergli sparato per sbaglio, una zitella che lo aveva picchiato con foga quando lui le era capitato in casa pensando fosse quella della sua ex (forse l'attempata signorina stava facendo della "scena", ma adesso il panico è reale...), l'ex moglie di Wrop, Jennifer, abbandonata che però trovandoselo davanti gli aveva tirato una bottiglia in testa, e infine Sam, artista amante della donna, che teme di essere accusato di complicità in omicidio. Alla faccia dell'intrico!

Ma il regista ci sguazza come solo lui può. L'angoscia cresce nei cuori dei protagonisti - a proposito, è il debutto sul grande schermo di Shirley MacLaine! - tanto da condurli ad atti davvero stupidi. Come quello di seppellire il cadavere, per poi riesumarlo e seppellirlo nuovamente all'arrivo di qualche ficcanaso della polizia. Il mistero infatti non potrà durare a lungo. Non certo degli intelligentoni i nostri. Ma loro non sanno che lo sceriffo è già sulle tracce del morto... Le scarpe sono state recuperate, si avvicina il momento della verità. I quattro vorrebbero rimettere il corpo al "suo posto" ma succede qualcosa di imprevisto.

Colpi di scena a ripetizione in un giallo che agita e fa sorridere insieme, con una caratterizzazione dei personaggi originale, in cui emergono le donne, molto più agguerrite e decise degli uomini. Strana, bizzarra l'atmosfera su uno scenario da dipinto impressionista.Grande fotografia di Robert Burks. Sinceramente non ricordo se Sir Alfred fa la classica comparsata in una scena, ma può darsi, forse nei panni di un fattore o di un medico di campagna. Appunto.

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Di  withor

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