Copertina di Allan Holdsworth The Sixteen Men of Tain
Mirror's_Chest

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Per appassionati di chitarra, fan del jazz fusion e progressive metal, musicisti in cerca di ispirazione tecnica
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LA RECENSIONE

Da prode chitarrista tendenzialmente dedito all'Heavy Metal in tutti i suoi sottogeneri, sopratutto Progressive, lo studio del Jazz era un qualcosa che sarebbe prima o poi, arrivato, e con esso l'ascolto dei vari pilastri del genere, che sia Fusion, Free Jazz o altro, poco importa.

Scoperto nel lontano 2006 nel pieno dell'adolescenza e riscoperto in età adulta, appunto, da studente di chitarra gezz, Allan Holdsworth, per me, assieme a pochissimi altri veri e propri "mostri", rappresenta l'apice di un certo tipo di virtuosismo quasi inarrivabile ai più.

Molti lo citano come il più grande di tutti i tempi, e hanno, secondo me, dannatamente ragione, per chi ci capisce un qualcosina in più: un fraseggio liquido e assolutamente imprevedibile, un senso della melodia praticamente unico, una tecnica, sopratutto nel legato, a dir poco inarrivabile.

"The Sixteen Men of Tain" è un disco che nell'ultimo periodo ho letteralmente consumato, scervellandomi per tirar giù le impossibili parti di chitarra presenti al suo interno, e che per me rappresenta uno dei dischi più belli di Holdsworth: inaspettatamente melodico, ritmicamente e melodicamente evocativo, sognante.

Ma mi voglio fermare qua.

Dico solo che è uno dei pochi dischi "di genere" che consiglio a chiunque: un piccolo capolavoro che secondo me meriterebbe più spazio nella sua sconfinata discografia.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'The Sixteen Men of Tain', album di Allan Holdsworth, come un capolavoro di virtuosismo e melodia nel panorama jazz fusion. L'autore esprime ammirazione per la tecnica inarrivabile di Holdsworth e consiglia caldamente l'ascolto anche a chi non è esperto del genere. L'album viene descritto come evocativo, sognante e uno dei più belli dell'artista.

Tracce

01   0274 (07:45)

02   The Sixteen Men of Tain (06:26)

03   Above and Below (03:08)

04   The Drums Were Yellow (05:57)

05   Texas (05:44)

06   Downside Up (07:06)

07   Eidolon (04:37)

08   Above and Below (reprise) (04:06)

Allan Holdsworth

Allan Holdsworth (1946–2017) è stato un chitarrista inglese di jazz fusion, celebre per il legato fluido, le armonie avanzate e l’uso del SynthAxe. Ha collaborato con Soft Machine, Tony Williams Lifetime, U.K., Gong e Bruford.
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