Copertina di Alleycat Scratch Deadboys in Trash City
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Per amanti del glam/sleaze metal, fan del rock anni '80/'90, collezionisti di musica hard rock e appassionati di sonorità punk vintage.
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LA RECENSIONE

Gli Alleycat Scratch furono una band di Sleaze/Glam Metal nata nel 1988 a San Francisco e poi trasferitasi a Los Angeles, luogo in cui altre band del genere assaporarono il successo (su tutti i Gun N' Roses ma anche Faster Pussycat e L.A. Guns ebbero un discreto riscontro di pubblico all'epoca). Purtroppo però agli Alleycat non toccò la stessa fortunata sorte; il motivo principale è probabilmente che il disco di cui sto per palarvi (che è anche il loro primo ed unico LP) vede la luce soltanto nel 1993, quando, come tutti sappiamo, il Glam era ormai decaduto in favore dell'esplosione Grunge di Seattle. La mancanza di successo commerciale non è però sempre significato di bassa qualità, anzi, in alcuni casi, come in quello degli Alleycat, i due fattori (successo e qualità) risultano inversamente proporzionali.

I quattro Sleazers sfornano infatti un vero e proprio manifesto del genere, il suono è assolutamente rozzo e sporco come da manuale e il loro Hard rock si pregia di venature punk meglio ancora di come fecero i GN'R nell'iper-lodato Appetite For Destruction.

Il  disco parte con due perfetti esempi del sound della band: "Stiletto Strutt" é forse il migliore pezzo dell'album, intro di basso, poi emerge la chitarra, rozza e punkeggiante, il culmine della canzone è il ritornello, coinvolgente e catchy quanto basta, ottimo anche l'assolo di Lovelace. La successiva "Take A Bite (Outta Me)" non è da meno, più soft rispetto alla opener ma non meno coinvolgente. Ottimo anche il terzetto "Soul Survivor"/"Sexual Addiction"/"Love Sick Junkie", da notare l'utilizzo del cowbell all inizio di "Soul Survivor" che ricorda l'intro di "Nightrain"  dei Guns N' Roses. Da seganlare anche "Trash City" con un groove che non ti fa star fermo, degno dei migliori Faster Pussycat.

Unico episodio un po' sotto tono è probabilmente la semi-ballad "Roses On My Grave" abbastanza scontata e simile ad altre mille ballad di band del genere.

Insomma una vera chicca da riscoprire per gli amanti del genere da una delle band più sottovalutate di tutto il filone Sleaze/Glam

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Riassunto del Bot

Gli Alleycat Scratch, band Sleaze/Glam Metal di San Francisco attiva dal 1988, pubblicarono nel 1993 il loro primo e unico LP 'Deadboys in Trash City'. Nonostante l'uscita tardiva in un periodo dominato dal Grunge, il disco è un manifesto del genere, con sonorità punk e hard rock grezze ma coinvolgenti. Brani come 'Stiletto Strutt' e 'Trash City' spiccano per energia e groove, mentre la ballad 'Roses On My Grave' risulta meno originale. Un album da riscoprire per gli appassionati del filone Sleaze.

Tracce video

01   Stilletto Strut (03:47)

02   Take a Bite (Outta Me) (03:27)

03   Cats Got Your Tongue (03:32)

04   Soul Survivor (02:57)

05   Sexual Addiction (03:35)

06   Love Sick Junkie (03:18)

07   Cheap City Thrills (03:50)

08   Roses on My Grave (04:17)

09   Trash City (03:10)

10   Plastic Dolls (02:57)

Alleycat Scratch

Band di sleaze/glam metal nata a San Francisco nel 1988 e trasferitasi a Los Angeles. Hanno pubblicato l'unico LP Deadboys in Trash City (1993). Il loro suono è descritto come rozzo e sporco, con forti venature punk.
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