Amber Run
For A Moment, I Was Lost

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Gli Amber Run, a distanza di due anni dal buon esordio “5 am”, tornano a farsi sentire con un nuovo lavoro in studio.

Per chi non li conoscesse, si tratta di un quartetto inglese proveniente da Nottingham, con all’attivo (oltre al sopracitato disco d’esordio) tre EP tutti licenziati nel 2014. Battezzato “For A Moment, I Was Lost”, il nuovo lavoro è stato anticipato da ben quattro singoli e pubblicato via Easy Life Records (dopo l’esperienza su major – Sony – dell’esordio).

I quattro pezzi già pubblicati avevano già evidenziato una buona ecletticità del combo d’oltremanica: il lead single “Haze” ha sorpreso parecchio, un inusuale buon minuto e mezzo alla Bon Iver che però, a conti fatti, ben poco ha a che spartire col resto dell’opera. “Stranger“ e “No Answer” (bellissima la progressione finale, con incisiva esplosione chitarristica annessa) pescano a piene mani (come in quasi tutto il resto del disco) da Muse e Radiohead era The Bends, il tutto condito da quella marcata malinconia che ha fatto degli Embrace una delle band inglesi più sottovalutate di sempre.

“Fickle Game” è il singolo trainante perfetto, a metà tra i primi One Republic (quelli meno contaminati dal pop da classifica) e Daughter; nella stessa categoria rientra anche la penultima traccia “Are You Home”.

Bella l’apertura frizzante e spedita di “Insomniac”, anche perché le concessioni ad una furia chitarristica piuttosto marcata si contano sulle dita di una mano (vedere alla voce “Perfect”), e notevoli anche le aperture melodiche di “Island” (una delle migliori) e della bellissima chiusura “Wasteland”. Si torna in territorio Muse con “Machine”, ma stavolta sono quelli dimessi e malinconici di “Unintended”, non certo quelli barocchi ed esagerati delle ultime produzioni.

Un buon ritorno questo degli Amber Run, che segna un piccolo passo avanti rispetto al pur buon esordio e li propone come possibile nome di peso nel panorama futuro dell’alt rock d’oltremanica. Se riusciranno ad essere meno derivativi e a smarcarsi da certi modelli ancora troppo influenti nel loro sound, potrebbero davvero spiccare il volo.

Miglior brano: Wastelands

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