Copertina di Andrea Arcangeli Il Divin Codino
Kiodo

• Voto:

Per appassionati di calcio, fan di roberto baggio, amanti dei film biografici e del cinema sportivo, nostalgici degli anni '90
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LA RECENSIONE

All'asilo ero sempre il primo ad arrivare e spesso anche l'ultimo ad andare a casa.

5 luglio '94, scuola materna "Casa del Bambino", Voltana (RA): il primo tempo di Nigeria-Italia nella sua cucina, con lei a cenare a stracchino ed insalata ed io ad aspettare che mio padre venisse a prendermi dopo l'ennesima, interminabile giornata di lavoro: "Ciò, Chioetto! Questi moretti quí hanno del muscolo! Ci vuole del giudizio, altrimenti l'allenatore torna a stare a Fusignano!".

Suora Immacolata é stata membro onorario della famiglia di molti ragazzi cresciuti nella comunitá tipo della provincia, compresa la mia.

“Il Divin Codino” suggerisce soltanto il mito, senza mai farlo respirare. In questo, ed in questo soltanto, riprende fedelmente il personaggio che ha la pretesa di raccontare: il Roberto Baggio calciatore ci ha insegnato ad accettare l'eventualità di restare incompiuti.

Va bene così, l'effetto nostalgia compie sempre il miracolo, la commozione é un effetto collaterale: Roby é stato membro onorario della famiglia di molti ragazzi, compresa la mia.

E questo basta.

Per tutto il resto, un film è solo un film.

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Riassunto del Bot

Il Divin Codino racconta la figura di Roberto Baggio più come mito che come uomo, evocando una forte nostalgia. Il film suscita commozione ma non approfondisce realmente il personaggio, restando su toni emozionali e lirici. La recensione ne riconosce l'efficacia nostalgica, pur sottolineando l'impossibilità di far respirare appieno la complessità del campione.

Andrea Arcangeli


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