Era la notte tra il 31 dicembre 2014 e il 01/01/2015: alla festa dell'ultimo dell'anno organizzata dall'UNITALSI (acronimo di Unione Internazionale Trasporto a Lourdes e ad altri santuari Internazionali), incontro, per una pura casualità, la ragazza che non riesco a dimenticare. Tra una chiacchiera e l'altra, finiamo a parlare di musica. E mentre chiacchieriamo, scopro che lei apprezza, tra gli altri, i My Chemical Romance (grande band pop punk e emo rock, i cui album Three Cheers For Sweet Revenge e The Black Parade [vera e propria opera pop punk/emo rock, che contiene un autentico capolavoro, ovvero Welcome To The Black Parade] sono due perle miliari del genere), e i Paramore. A quel punto, durante quella festa memorabile, che per quanto mi riguarda finirà negli annali dell'associazione stessa, mi consiglia proprio l'album che sto per recensire: Riot!

Quando ho acquistato il disco ero un po' restio ad ascoltarlo, anche perchè in quel periodo iniziavo davvero a essere in 'fissa' per i mitici Jethro Tull, e pensavo che questo disco andasse ad intaccare questa mia passione. Ma appena ho messo il disco nello stereo e ho schiacciato Play......................... .... BAM!.................... mi sono trovato di fronte a un vero e proprio capolavoro, e mi sono sentito un po' in colpa, proprio perchè mi è dispiaciuto avere avuto delle resistenze iniziali. Ma ai tempi in cui l'ho ascoltato per la prima volta non ero in grado di capirlo e di apprezzare questo disco come merita. Adesso che è un album che ho nel cuore, posso parlarne con dovizia di particolari e in modo abbastanza circostanziato. Ma ne parlerò col linguaggio delle emozioni.

Il disco inizia con For A Pessimist I'm Pretty Optimistic, splendida canzone pop punk. Qui Hayley Williams e company dimostrano tutto il loro potenziale, facendo ascoltare tutta l'energia che la band statunitense sa sprigionare in studio e nei live. Questa è sicuramente una delle tracce più sottovalutate di tutto l'album. La traccia n. 2 è That's What You Get, una delle canzoni più belle dell'album. Questa canzone fa venire veramente la pelle d'oca,soprattutto se si ascolta come si deve il ritornello.

Si prosegue poi con un'ottima canzone di puro pop: Hallelujah. Forse non è la migliore dell'album, ma sottolinea la versatilità dei Paramore e di Hayely Williams, grande artista che, per quanto mi riguarda, ha i numeri per cantare negli album prog.

Ma eccoci alla canzone più bella dell'album: Misery Business. Questo brano è, forse, il capolavoro sommo dei Paramore, con un videoclip davvero splendido. Ci sono poi le altre tracce dell'album per cui vale quanto detto per Hallelujah. Ma poi arriva Crushcrushcrush, altro grande capolavoro pop punk che fa veramente venire la pelle d'oca. Per quanto riguarda la traccia successiva, ovvero We Are Broken, c'è ben poco da dire, anche se bisogna sottolineare che allenta la tensione che si è accumulata, che riesplode nell'ultima canzone: Born For This.

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