Copertina di Audioslave Revelations
the facelift

• Voto:

Per amanti del rock classico e hard rock, fan di chris cornell e della musica con influenze funk e soul vintage
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LA RECENSIONE

Terzo capitolo degli Audioslave, dopo gli annunci di influenze r'n'b, groove alla Earth Wind & Fire e tanto hard-rock zeppeliniano bisogna dire che stavolta hanno fatto un buon lavoro.
Indubbiamente direte che il primo è il migliore e su questo sono d'accordo ma dopo il passo falso di Out of Exile questo Revelations si fa sentire molto di più. Innanzitutto i testi sono migliori del precedente che risentiva di un eccessiva leggerezza sia nella musica che nei testi, e parlano della sua esperienza come padre e di maturità come uomo, poi le musiche sono più potenti e in alcuni episodi ricercate.

Revelations: molto carina, bel riff potente (anke se sa di già sentito) e bei cori con le nuove sfumature black che la voce di Cornell ha acquistato.
One And The Same: la mia preferita di questo disco qui si nota molto l'influenza seventies di Earth Wind & Fire e Led Zeppelin nei riff e nel ritornello che ha un gradevole andamento disco.
Sound Of A Gun: anke questa carina con riff tipici RATM ma con un arrangiamento curato con chitarre acustiche
Until We Fall: ballatona semi-acustica che ricorda Doesn't Remind Me dell'anno scorso. Io ho sentito una versione di Until We Fall con solo Cornell, voce e chitarra che è molto più bella.
Original Fire: il primo singolo molto discusso dai fan per il suo stile particolare che comunque non è male, anche qui molto Earth Wind & Fire  con il suo andamento hand-clapping
Broken City: la canzone più particolare del disco che ricorda qualcosa di Springsteen e glam , bello il DU-DU-DU-DU
Somedays: bella potente l'intro rimanda ai Jane's Addiction con un finale urlato
Shape Of Things To Come: un altro mid-tempo ben arrangiato e hard ma un po' monotono
Jewel Of The Summertime: Voce low-fi bel riff vibrante
Wide Awake: la canzone più politica mai composta dagli Audioslave ke parla dei danni dell'uragano Katrina e del disinteressamento dell'amministrazione Bush musicalmete bella ed epica
Nothing Left To Say Goodbye e Moth: due ballate la prima blueseggiante la seconda un po più monotona.

In finale un buon disco con una prima metà varia e scorrevole, la seconda parte un po' più scontata ma non per questo brutta... 

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Riassunto del Bot

Il terzo album degli Audioslave, Revelations, segna un ritorno di qualità dopo alcune cadute precedenti. Il disco mostra una maggiore maturità nei testi ispirati all’esperienza personale del cantante e un mix interessante di hard rock e influssi funk e soul anni '70. Alcune tracce si distinguono per arrangiamenti curati e significati profondi, mentre la seconda parte risulta più scontata ma comunque valida. Un lavoro complessivamente positivo e ben riuscito.

Tracce testi video

Audioslave

Audioslave è un supergruppo rock statunitense formato da Chris Cornell (già Soundgarden) insieme a Tom Morello, Tim Commerford e Brad Wilk (già Rage Against the Machine).
21 Recensioni

Altre recensioni

Di  dark schneider

 Al primo posto si trova infatti la carica e l'immediatezza dei pezzi che finalmente possiedono una struttura non clonata di brano in brano.

 Per chi era scettico o non riusciva a sopportare questa band di grandi artisti, qui riusciranno a dare la loro giusta interpretazione.


Di  FUCKFOREVER

 Il risultato è un gran bel Cd con ritornelli spumeggianti, acuti alla Cornell che è sempre e comunque cosa buona e sano cazzuto rock.

 Questo è un gran bell'album, merita il vostro ascolto, ci sarà sicuramente qualcosa che vi colpirà, qualcosa di inaspettato.... vi colpirà una rivelazione... magari che siete gay.


Di  Trimalchione

 Non è un album che farà la storia della musica, ma è riuscito a dimostrare che anche gli Audioslave sono stati in grado di creare momenti di musica splendida.

 La vera gemma dell'album è "Wide Awake", una canzone di protesta contro l'immobilismo dell'amministrazione Bush.