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Per appassionati di musica indie/folk, fan di badly drawn boy, spettatori interessati ai concerti dal vivo, lettori di recensioni musicali.
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LA RECENSIONE

Puntuali come due oroligi svizzeri io ed Alfio ci presentiamo alle 20:30 in punto davanti ai portoni del Loft di Berlino. La serata è molto fresca, per non dire autunnale. Dopo qualche minuto d’attesa, mentre la gente già si accalcava nel piazzale antistante, ci sorgono i primi dubbi: Qua tira aria di pacco oltre che di gelo ! Chiamiamo parisg (G__á), alias mr. tirapacchi, al telefonino e, tra una giustificazione e l’altra (non te la prendere) ci informa che il concerto è stato spostato al Metropol, locale più capiente sito direttamente sopra al Loft. Dopo una piccola puntatina all’imbiss e una cannetta confortante decidiamo assieme di andare a vedere le italiane impegnate in Champions nel baretto napoletano poco distante dalla sala. Avviatici da qualche minuto sentiamo un boato della folla, due conti: bon, hanno aperto i cancelli, fra 15 min. inizia il concerto, perdiamo i primi pezzi ma ci vediamo il secondo tempo (beffardo) della Juve. Finito il match ci dirigiamo in fretta al Metropol e, mentre entriamo e saliamo le scale, ci dicono che Baldy ha appena finito il primo brano. Ci infiliamo a sinistra verso il palco e ci piazziamo comodi in ottima posizione. Sono le 22:50, la sala é colma anche sopra (balconcini) di pubblico molto educato, Badly é lì, a due passi da noi e così come lo conosciamo tutti dai video: Caciola di lana in testa, barbetta per coprire le tondeggianti forme del viso (come quella di djd per intenderci), camicia verde e jeans grigio consumato. Dietro di lui una band composta da un bassista, un chitarrista, uno al keyboard e il batterista. Il concerto scorre piacevolmente, anche se sono un po’ troppo pesanti le pause “da cantautore” fra una song e l’altra. Badly spesso si accende una sigaretta, beve un sorso dal suo bicchiere, guarda due foto baciandole (?), parla e scherza con il pubblico, prendendo fra l’altro per il culo gli Strokes e riuscendo pure a conquistare buona parte del pubblico. Noi però siamo più permalosi e critici, recensori, e come tali ci preme evidenziare il pro e contro di questo concerto. Critiche: come detto le pause erano troppo lunghe, in più l’ingiustificata attesa al freddo ci ha seccati, ma quel che più conta è che Badly è in difficoltà quando con la voce dovrebbe dilettarsi come sul primo disco in “sali e scendi”, gli alti vengono sistematicamente sostituiti da bassi oppure cantati malino, spesso inizia una song interrompendola dopo qualche nota per per i motivi sopracitati, sono mancati i bis finali e il nuovo brano presentato in esclusiva alla fine non era molto convincente. Complessivamente fa pesare al resto della band il fatto di essere un Songwriter. Lodi: Suona quasi solo i pezzi di “The Hour of Bewilderbeast”, tra cui “The Shining” (versione corta, ma cantata molto bene), “Everybody’s Stalking”, “Bewilder”, “Fall in a River” (su richiesta di un fan) con gran assolo di chitarra, “Stone on the Water”, “Once Around the Block” (miglior performance, voce impeccabile), “Magic in the Air” (solo lui alla voce e piano), “Disillusion” (il singolo che lo ha reso famoso), “Say It Again” e in chiusura di concerto “Pissing in the Wind (rinominata “Shiting in the Piss”); poi intrattiene simpaticamente il pubblico nelle pause, con cui trova anche il contatto attraverso piccole e costanti gesta (regala le note di chitarra al pubblico indicando a chi, lancio di asciugamani e libretti), prende per il culo gli Strokes, spesso improvvisa alla chitarra strappando applausi, evidenziando le sue qualità da cantautore. Contando anche le pause, il concerto è durato oltre 1 ora e 30 minuti, ovvero fino alle ore 00:20. Bello anche il Metropol rifatto in stile tempio egiziano. Tutto sommato un bel concerto, da consigliare come serata romantica, anche se qualitativamente ancora da perfezionare. djd P.S. Il 22.09 suona a Milano (Alcatraz).

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Riassunto del Bot

La recensione descrive con vivacità l’esperienza al concerto di Badly Drawn Boy al Metropol di Berlino. Nonostante alcune imperfezioni, come le lunghe pause e problemi vocali, l’artista coinvolge il pubblico grazie a simpatia e scelta di brani iconici. L’atmosfera resta piacevole e la serata è raccomandata per chi cerca un concerto intimo e genuino.

Badly Drawn Boy

Badly Drawn Boy è il nome d'arte del cantautore inglese Damon Gough, originario di Manchester, noto per il debutto The Hour of Bewilderbeast e per la colonna sonora del film About a Boy. Mescola elementi lo-fi, folk e pop in un songwriting riconoscibile.
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