Copertina di Banco Del Mutuo Soccorso Darwin!
manliuzzo

• Voto:

Per appassionati di musica progressive, fan del rock anni '70, cultori di concept album e della musica italiana storica
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LA RECENSIONE

Buongiorno! Io sono nuovo di qui e vi presento la mia prima recensione. Vedo che c'è solo una recensione di "Darwin!", capolavoro assoluto del Progressive Italiano!

L'anno è il 1973 e il Banco pubblica il suo secondo album dopo l'omonimo, questa volta un concept basato sul tema dell'evoluzione. L'album si apre con "L'evoluzione", traccia lunga poco meno di 14 minuti, in cui Di Giacomo dice come la pensa sulle origini dell'uomo. Le tastiere dei fratelli Nocenzi si fanno sentire. Il pezzo si divide sostanzialmente in due parti. Nella seconda Di Giacomo si chiede se noi discendiamo d uomini, come la religione dice, o da quadrumani. Il tema della prima viene ripreso alla fine. La seconda traccia è "La conquista della posizione eretta", per lo più strumentale e lunga più o meno 10 minuti. Il testo racconta come la schiena dell'uomo si sia raddrizzata nel corso degli anni, con mille tentativi. Anche qua le tastiere dominano. Il lato A del vinile finisce qui.

Il lato B, comprendente canzoni più brevi, si apre con la leggera "Danza dei grandi rettili", che quasi vuole farci rilassare dopo i due pezzi precedenti. La traccia, completamente strumentale, si apre con il piano (quasi blues), a cui poi si affiancano gli altri strumenti. La successiva "Cento mani e cento occhi" è considerata da molti un capolavoro. Mi dispiace dirvi che non mi fa impazzire, pur trattandosi di un ottima canzone. Il CAPOLAVORO dell'album è "750000 anni fa.... l'amore?", struggente ballata di un rozzo preistorico che vede la sua amata scendere al pozzo a bere e vuole possederla. Il piano trasmette emozioni incredibili e culmina nel finale in qualcosa che non riesco a descrivere. "Miserere alla storia" è inquietante. Già dal suono delle tastiere si sente. La voce distorta, inoltre, contribuisce a rendere spaventoso il messaggio : "Quanta vita ha ancora il tuo intelletto, se dietro a te scompare la tua razza?". Chiude il disco la non eccezionale (e dal lunghissimo titolo) "Ed ora io domando tempo al tempo ed egli mi risponde... non ne ho!).

Questo disco è l'apice del Banco, non superato nè dal primo lp nè dal sopravvalutato "Io sono nato libero". Non credo di avere aggiunto niente di nuovo a quello già detto, ma ho semplicemente voluto recensire uno dei miei dischi preferiti.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Darwin!' del Banco Del Mutuo Soccorso come un capolavoro del progressive italiano del 1973, enfatizzando il concept album basato sull'evoluzione. Particolarmente apprezzate le tastiere, la profondità dei testi e la componente emotiva di brani come '750000 anni fa... l'amore?'. L'album viene considerato il massimo risultato della band, superiore persino al loro esordio e ad altri dischi successivi.

Tracce testi video

01   L'evoluzione (14:01)

02   La conquista della posizione eretta (08:43)

03   La danza dei grandi rettili (03:44)

04   Cento mani, cento occhi (05:24)

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05   750.000 anni fa... l'amore? (05:39)

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06   Miserere alla storia (05:58)

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07   Ed ora io domando tempo al Tempo (ed egli mi risponde: non ne ho!) (03:29)

Banco del Mutuo Soccorso

Fondato nel 1969 dai fratelli Nocenzi, il Banco del Mutuo Soccorso è una delle formazioni più rilevanti del progressive italiano. Ha attraversato epoche e cambi di formazione, alternando concept album di alto livello e periodi di crisi pop.
29 Recensioni

Altre recensioni

Di  mayhem

 «Prova, prova a pensare un po’ diverso, niente da grandi dei fu fabbricato, ma il creato s’è creato da sé»

 «La voce di Di Giacomo è splendida, riesce a creare quella magia che solo il progressive-sinfonico riesce a dare.»


Di  mojo

 Pieni espansivi, dolcissime pianole a spegnersi, cavalli al galoppo, battaglie d’organo, potenza di voce che sale, le parole dapprima una specie di “De rerum natura” a dir la nascita del mondo e poi una specie di qualcos’altro a dir la disillusione.

 Cambia tutto e non cambia niente lo sperma vecchio dei padri... il senso del mondo non si può dir meglio.