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Barbet Schroeder
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Come avranno notato coloro che hanno modo di leggere le mie recensioni postate su Debaser, solitamente analizzo film catalogabili come risalenti al '68 e dintorni. Vuoi per mie ragioni anagrafiche (appartengo alla schiera dei baby boomers), vuoi perché comunque in quel frangente storico gli stimoli culturali erano abbondanti (ed ottimi), spesso e volentieri ritrovo sempre spunti interessanti nei film (e non solo) di allora da analizzare e proporre. A volte incappo in opere curiose e forse non del tutto classificabili come testimonianze coerenti a certo spirito libertario e di rottura rispetto a schemi vigenti ed accettati nella società di quel tempo.

Ed è proprio questa considerazione che mi viene spontanea tutte le volte in cui rivedo "More" realizzato dal regista francese Barbet Schroeder (allora alla sua prima opera) nel 1969. Presentato al festival di Cannes in quell'anno, il film assurse al rango di opera maledetta di nicchia ottenendo solo un discreto successo di pubblico in Francia, mentre da noi fu distribuito non senza subire qualche sforbiciata dall'allora occhiuta censura italiana .

I fatti esposti nella trama sono certamente crudi. Un giovane tedesco laureato di nome Stefan (Klaus Grunberg) parte in autostop da Lubecca alla volta di Parigi. I suoi intenti sono ben chiari tanto da fargli dire, nella voce fuori campo, che "avevo immaginato questo viaggio come una ricerca. Avevo finito gli studi di matematica e volevo cominciare a vivere. Volevo tagliare i ponti, bruciare le formule e se mi bruciavo anche io mi andava bene. Volevo stare al caldo, volevo il sole e andai a cercarlo". Arrivato quindi nella capitale francese, inizia a vivere di espedienti insieme ad un altro ragazzo, scaltro e simpatico, di nome Charlie. Una sera, mentre si trovano in un appartamento ove si tiene un party, Stefan conosce una giovane americana Estelle (interpretata da un'affascinante Mimsy Farmer) e ne rimane attratto. A nulla valgono i saggi consigli di Charlie che cerca di sviarlo da una ragazza inaffidabile come Estelle. Stefan , alla ricerca di nuove esperienze e di mete esotiche immerse nel sole, la segue fino a Ibiza. Qui emerge il lato nascosto e tenebroso della ragazza che, per quanto carina, risulta una tossica marcia e pure già amante di un uomo di mezza età, anche lui tedesco e dai trascorsi nazi, che non solo gestisce alberghi ma arrotonda le entrate con smercio di sostanze stupefacenti sotto banco. Insomma un quadretto pessimo ma Stefan è troppo perso dietro questa bella puttana e finisce così invischiato nel vortice della droga, provando insieme ad Estelle tutte le sostanze proibite immaginabili, in un crescendo rossiniano da cui uscire è molto difficile . Inutile dire che l'esito finale per lui sarà fatale (diversamente dalla femmina fatale Estelle...)

Cosa mi fa ritenere "More" un film non totalmente in linea con gli umori generali di quella fase di passaggio dagli anni 60 agli anni 70 del secolo scorso? Da un punto di vista formale certo si riscontrano gli elementi salienti di quell'epoca : è un'opera picaresca (on the road secondo una formula abusata allora), si respira un anelito di libertà tanto caro alle giovani generazioni del tempo, molto inclini a provare nuove esperienze . Quindi non mancano pratiche di amore libero, nudismo integrale sotto i raggi del sole in quel di Ibiza (allora ancora una vera meta alternativa di vacanza, prima che divenisse una specie di Rimini spagnola...). Per non parlare poi di uso e consumo di sostanze dopanti atte a favorire un'apertura delle coscienze.

Bene c'è tutto questo (senza dimenticare, ca va sans dire, un'eccellente colonna sonora da trip allucinogeno firmata dai Pink Floyd), ma andando oltre la superficie il regista ci induce ad altre riflessioni. Intanto, quello che viene messo in scena è un processo d'innamoramento veramente distruttivo, quando i sentimenti vengono indirizzati a persone sbagliate come Estelle (qui a dimostrazione della sua natura pericolosa, quasi fosse una mantide religiosa che dopo l'accoppiamento uccide il maschio). Stefan, ragazzo tedesco apparentemente molto razionale, incarna quello spirito romantico impetuoso che in Germania caratterizzò il movimento culturale dello Sturm und Drang e che non si dava limiti :qualsiasi esperienza andava vissuta fino in fondo, fino alle estreme conseguenze . Non per nulla, in una scena del film, Stefan in preda agli effetti delle droghe prende un'asta e tenta di caricare un mulino a vento presente nelle campagne di Ibiza . Si atteggia quindi a novello Don Quixote e non può riuscire nell'impresa proprio come quell'eroe letterario. È quindi vana qualsiasi azione intentata da Stefan.

Ma ancor più devastante è quello che comporta il consumo di droghe di vario tipo, dal semplice spinello di hashish fino al buco di eroina, passando per fasi intermedie all'insegna di acidi lisergici. I due protagonisti, in particolare Stefan mentre Estelle pare più resistente al rincoglionimento indotto dalle sostanze dopanti, si avviano in una spirale di decadenza psicofisica che pare inarrestabile. A vedere quanto si verifica nel corso della vicenda, mi par quasi di sentire quanto potrebbe commentare qualche vecchia zia, riecheggiando un vecchio adagio popolare tipo "il troppo stroppia!". In realtà il regista non ha intenti moralistici, si limita a registrare i fatti per quello che sono, da osservatore distaccato che svolge una normale disamina scientifica. La quale ha comunque un carattere raggelante dato che in quegli anni l'assunzione di droghe era un po' intrisa di un alone romantico e solo un brano come "Heroin" dei Velvet Underground descriveva obiettivamente l'esatta natura della tossicodipendenza. Solo successivamente si comprenderà che qualsiasi abuso di sostanze illecite (e pure lecite come tabacco ed alcool) non rende sani e liberi chi le consuma. E certamente i personaggi del film come Stefan ed Estelle non si trovano a vivere una condizione ottimale. Tuttalpiù anche per loro vale quanto scrisse il famoso romanziere americano Francis Scott Fitzgerald :"Naturalmente, ogni vita è un processo di demolizione."

Commenti (Sedici)

ZiOn
ZiOn
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Mai visto. L'attualità del messaggio, da te ottimamente sottolineata, potrebbe spingermi alla visione. Anzi, direi che mi ha spinto. Ancora una volta complimenti.


Confaloni: Chi non l'ha visto deve colmare questa lacuna. Buona visione!
pier_paolo_farina
pier_paolo_farina
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La tarda visione del film (erano gli anni novanta suonati) mi deluse.
Il cinema veritè alla Antonioni, tutto silenzi e scene di banale quotidianità, e natura incombente e quasi ostile, ha retto malissimo la sfida del tempo.
Schröder poi fece scempio delle canzoni approntate dai Pink Floyd per il film, montandole in colonna sonora in dosi minime e volumi trascurabili, quando gli scarsi dialoghi e le molte panoramiche avrebbero meritato musica psichedelica a tutto volume. Che era lì, pronta, ottima. Un'occasione perduta.


ZiorPlus
ZiorPlus
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Incuriosito me lo vado a vedere dato che si può trovare sul YTubo (Confermando l'età, eh vabbè, neanche fosse roba XXX...)
Incuriosito dal fatto che lui Stefan, il protagonista, venga descritto come fosse un romantico mentre lei, Estelle, come una puttana.
Ma appunto senza aver prima visto il film inutile porsi domande strane.


ZiorPlus: Apppproposito, per chi volesse > More - ( Francia 1969)
ZiorPlus: Dopo aver visto il film:
Filmetto che si potrebbe in parte salvare, forse, solo se inserito nel contesto di allora. (E mi spiace perchè tutto sommato almeno un po' ci contavo)
I Floyd non si sentono e le rare volte quando per sbaglio si tira l'orecchio era meglio non sentirli affatto.
La "Bella puttana" altro parrebbe essere che una tossica che fà quello che di solito fanno i tossici, senza distinzione di sesso.
Parlare di sostanze come si fà nel film è abbastanza imbarazzante, ma và beh, dovevano ancora succederne di cose.
Lui, Stefan, che se può se le tampina tutte meglio ancora se da fatto senza farsi tanti problemi, di romantico ha ben poco.
E si, è vero, la valutazione è sempre soggettiva.
Confaloni: Hai ragione a notare come dopo di allora (1969) la percezione delle droghe sia molto mutata. I due personaggi, Estelle e Stefan, sono autodistruttivi e finisce come ben vedi. Uscire dal tunnel della droga, poi, per quanto si sa non sarebbe impossibile. Solo che richiede un certo sforzo e non tutti ci sono riusciti. Per quanto riguarda la colonna sonora purtroppo risulta spesso in sordina. Ho compensato a suo tempo acquistando l'omonimo lp, che reputo fondamentale nella mia raccolta di vinili.
Confaloni
Confaloni
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Modifica alla recensione: «Rimetto in ordine il nome del protagonista (Stefan e non Klaus) ». Vedi la vecchia versione More - Barbet Schroeder - recensione Versione 1


Conteverde
Conteverde
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Film giustamente assorto a culto, Mimsy quella cinepresa l'ha bucata da tutte le parti, era un colabrodo alla fine. Bella proposta.


mrbluesky
mrbluesky
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Avrei tanto voluto vederlo ai tempi dei trip Floydiani, oggi certo ne rimarrei deluso ma almeno adesso so di cosa parla
5 al disco, forse qualcosina meno ma chi se ne frega


mrbluesky: Anche (al disco)
Confaloni: Pink Floyd al top della loro qualità musicale.
TataOgg
TataOgg
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"troppo perso dietro questa bella puttana" non mi esprimo neppure.
Non si passa dallo spinello al buco in maniera automatica, questo film forse é pieno di luoghi comuni??
Hai dato cinque a un film che da cinque palle non é.


Confaloni: La valutazione è sempre soggettiva. Capita anche, e succede ai protagonisti del film, di provare tutte le droghe. A quel punto, se ci sono instabilità caratteriali, si può pure prendere tanto gusto da lasciarci la pelle (a molti, troppi è capitato). A vedere il film, una donna come Estelle è così spregevole da meritarsi certe qualifiche.
TataOgg: Comprendo il fascino del bianco e nero anni 60 perché anche io a lungo mi sono soffermata su questo tipo di cinema, inoltre qua c'è una certa colonna sonora e sono arrivata a vederlo grazie ai Pink Floyd... ma per questo film 5 mi pare eccessivo.
Comunque é quella frase a urtarmi, avresti potuto argomentare diversamente perché lei é spregevole invece non lo fai preferendo utilizzare un termine con ben altre implicazioni. Quindi secondo me non vai in fondo alla questione. Questa é la vera ragione del mio voto basso e sono pronta a rivederlo se cambi quella frase.
TataOgg: Spero che Tullio de Mauro per te sia abbastanza neutro e qualificato affinché tu comprenda cosa intendo dirti. Le parole per ferire - Tullio De Mauro - Internazionale
Confaloni: Intanto è un film a colori. Poi, il personaggio femminile non solo è tossicodipendente, ma ha anche una relazione interessata con un uomo maturo (mezza età) in passato nazista ed ora anche spacciatore di droga. Ho usato un termine crudo, vero, ma non riesco a considerare Estelle un tipo di donna emancipata, dalla sessualità liberata. All'epoca, poi, in certi ambienti alternativi si considerava l'uso di sostanze stupefacenti come un veicolo di liberazione, di rottura verso il sistema borghese. Si è visto come è andata a finire, negli USA un certo andazzo a fine anni 60 ha mandato in crisi l'allora movimento studentesco (con grande sollievo per gli spacciatori mafiosi e per la cosiddetta maggioranza silenziosa che votava per l'allora presidente americano Richard Nixon).
TataOgg: L'ho visto molti anni fa, non so perché ma lo ricordo in bianco e nero.
Ad ogni modo sto cercando di dirti una cosa diversa, ti ho inviato un articolo che non ho certo scritto io e che spiega chiaramente perché utilizzare il termine "puttana" in questo contesto sia sessista e denigratorio, non nei confronti della protagonista del film ma di un genere e di una categoria. Puoi chiaramente avere una cattiva opinione di lei e avere tutte le ragioni di questo mondo, ma le parole che utilizzi per esplicitare il tuo pensiero per me sono importanti. Tra l'altro in questo commento stai mettendo in luce un altro aspetto secondo me molto più importante per poter inquadrare storicamente il film, molto più di quanto tu dica nella recensione stessa e che dà un valore aggiunto alla visione di questo film.
Detto ciò, in risposta a quanto affermi dopo, ogni donna e ogni uomo può avere una relazione con chi preferisce, anche con un altro individuo che abbia molti più anni di sé, se il rapporto é consenziente il fatto non può costituire ragione sufficiente per essere giudicato negativamente. Inoltre essere tossicodipendenti non é una colpa.
CosmicJocker: "puttana" è un termine che, come tanti altri, banalizza un modus vivendi e può risparmiarti la fatica di sviluppare un argomento o entrare nel dettaglio di un certo comportamento.
Siamo in una società maschilista e non è un caso se "puttana" abbia almeno 5 volte i sinonimi di "gigolò".
Io sono certo che se al posto di una donna ci fosse stato un uomo il recensore non avrebbe mai utilizzato il corrispettivo maschile di "puttana" ma si sarebbe cimentato in un periodo più esteso per qualificare meglio il personaggio.
Con questo voglio dire due cose: 1) Tata ha ragione 2) Non penso assolutamente che il recensore sia maschilista, ma che il maschilismo sia talmente radicato in noi che alle volte PENSA e COMUNICA per noi (e con "per noi" intendo maschi e femmine). Bisogna stare sempre all'erta (io per primo eh, sia ben chiaro)..
TataOgg: Esattamente. Io spero che il recensore abbia la voglia di crescere in tal senso, chi finisce a leggere un suo scritto non può giudicare il contenuto sulla base della sua età ma andrà sempre a valutare il messaggio racchiuso, a prescindere.
Confaloni: Ho l'impressione che impiegare certi termini sconvolga il cosiddetto politically correct. Il personaggio femminile, in questo film, è quello che è (come negarlo) e sicuramente non incontra i miei favori. Ma comunque non ne escono bene anche altri. Non solo l'ex nazi, pure Stefan è così accecato dall'amore da risultare patetico. Vuole provare nuove esperienze e finisce con il bruciarsi. Fra Stefan ed Estelle esiste un trait d'union costituito dalle sostanze stupefacenti e il loro rapporto, quindi, non può fare molta strada. È un rapporto, a mio avviso, insano ed infatti finisce male. Lo considero insomma un film che non può passare inosservato, soprattutto se si considera che uscì nel 1969.
TataOgg: Non è che mi sconvolge il termine "puttana", posso provartelo affermando con assoluta serenità che io dico parolacce dalla mattina alla sera. Mica me ne vergogno, del mio linguaggio stra-colorito.
La tua è un'espressione sessista e denigratoria, non vuoi nemmeno sforzarti e provare a mettere in discussione un termine, che è una parola. Anche ridipingendomi tutta la recensione, anche sorvolando sul fatto che tu abbia giudicato male un film (secondo me ma anche secondo la critica, penso tutta la critica) (o forse hai giudicato bene per l'analisi retrospettiva che comunque non hai del tutto messo in luce nella recensione) NON posso fare finta di NON aver letto quella frase.
Anzi ribadisci con forza che debba essere appellata così.
Tu non fai un solo passo indietro e quindi nemmeno io.
CosmicJocker: Naturalmente non sconvolgi nessuno con il termine "puttana", ma mi pareva che tu non avessi ben compreso quello che Tata cercava di dirti e sul perché la infastidiva quella frase.
"Stefan è troppo perso dietro questa bella puttana": ora, al di là della dubbia gradevolezza della frase (e la parola "puttana" non ne è che il coronamento), mi pare una scorciatoia per qualificare un personaggio e non, magari, cercare di dipingerlo con colori meno abusati e triti.
E poi "puttana" ha - come diceva Tata - tutta una serie di implicazioni che sono per lo totalmente unidirezionali (perché "puttana" ha un senso dispregiativo) e non danno la misura del personaggio.
Ripeto: se fosse stato un uomo avresti usato parole diverse, saresti entrato più nel dettaglio nel suo carattere.
Non voglio certo fare il fenomeno, ma non mi piacciono le frasi fatte.
Se no fra un po' rispolveriamo cose (non dico tu eh, ma in generale) tipo "i maschi guidano meglio" "le donne sono più sensibili"..
Confaloni: È buona cosa che il dibattito sia bello tosto da queste parti. Vengono sollevati vari temi. Intanto posso dire che quel termine (non sto a ripeterlo) certo non ha un'accezione positiva, così come gigolò (un uomo che esercita una certa attività non mi pare proprio encomiabile e lo si vedeva anche nel film "American gigolò" con Richard Gere, pellicola che non mi aveva tanto entusiasmato...). In "More" il personaggio femminile non è ufficialmente una meretrice (non accenna a tariffe orarie..), però che sia anche legata per mero interesse ad un tipo che, fra le altre cose, spaccia sottobanco non è proprio una situazione impeccabile . Come si potrebbe definire una donna così? Libera di andare con chi vuole? E allora fino a che punto è libera?
Ed ecco il tema della libertà. Stefan ed Estelle mi paiono come tanti giovani di quell'epoca, tanto ansiosi di cambiare il mondo circostante, anelanti alla libertà. Ma anche se si trovano in una condizione differente (qui ad Ibiza, immersi nel sole, nel mare, nella natura ) che impiego fanno di quest'occasione? Come si ha modo di vedere finiscono con l'autodistruggersi (ciò vale sia per Stefan, sia per Estelle). Questo tema della libertà è presente anche in un bellissimo film di Agnes Varda dal titolo "Senza tetto né legge" uscito nel 1985 e che consiglio di recuperare. La protagonista è una giovane vagabonda (o clochard) che, nel suo vagabondare, un giorno incontra un uomo. Questi le fa notare che la sua scelta di vita, improntata all'estrema libertà, non la può portare tanto lontano. E ciò semplicemente in quanto l'esser liberi comporta comunque responsabilità e la libertà è come un dono che va gestito in modo avveduto. Questo in sintesi è il concetto espresso in quel passaggio della pellicola. La ragazza vagabonda finirà comunque male, morta assiderata. Un destino che, in modo diverso, la accomuna al personaggio problematico di Stefan in "More".
TataOgg: Infatti, NON è una prostituta.
E questo da adito a diverse questioni:
a) Il fatto che nella recensione venga utilizzato fuori contesto risulta fuorviante per chi ti legge, @[ZiorPlus] te l'ha fatto notare appena ha guardato il film, quindi hai trovato il primo riscontro negativo per un termine utilizzato fuori contesto. Questo fatto toglie forza e obiettività alla tua recensione, parafrasando: ti sei dato la zappa sui piedi;
b) Il termine assume connotati sessisti in quanto sottintendi che ogni donna abietta sia una puttana;
c) Il termine risulta denigratorio in quanto un prostituta non è necessariamente una donna abietta come invece lasci intendere. Nel 98% dei casi (percentuale inventata ma probabilmente verosimile) è un soggetto debole della società, quindi una persona sfruttata, maltrattata, disperata, emarginata, schiava. Una vittima. Perché quindi continuare a utilizzare il termine a scopo spregiativo quando sappiamo perfettamente da chi è rappresentata questa categoria? L'ingiustizia nell'utilizzo del termine viene rafforzato - nel caso specifico - nell'accostamento a "bella". Se avessi utilizzato "bella stronza" avresti avuto lo stesso effetto ma tu hai scelto di usare un termine che induca al disprezzo verso il genere femminile, infatti - come ha giustamente messo in luce CosmicJoker - per un uomo non avresti mai fatto la stessa scelta di terminologia. Sei la vittima di un pregiudizio sociale.
d) Nei commenti hai spiegato le visioni contrastanti sui personaggi stereotipati dell'epoca, quello della tossicodipendenza e della superficialità nello stile di vita. Restiamo sempre nell'ambito del personaggio femminile, come può una persona con una grave tossicodipendenza essere trattata come un mostro che nuoce agli altri con l'intenzione di farlo se lei per prima non ha in mano le redini della propria vita? Lo dici tu stesso che non è "libera", allora perché ti contraddici platealmente utilizzando il termine "puttana" in accezione spregiativa?
Il dibattito si fissa quindi sul termine "puttana" usato a sproposito, tu insisti nel voler portare la discussione su altre direzioni ma capire questo punto fondamentale serve a dare spessore alla recensione nel senso di riuscire a dare alla pellicola (in retrospettiva) l'importanza storica che merita, cosa che tu cerchi di fare nei commenti ma proprio per questo errore grossolano sullo scritto principale - a mio avviso - non ti è riuscito. Anzi, l'effetto è opposto.
Oltre all'aspetto formale c'è il tuo sessismo di fondo, non lo posso accettare.
"Le parole sono importanti", cit.

Confaloni: E se avessi impiegato il termine meretrice, di derivazione latina, sarei stato egualmente sessista? Anche gigolò, per par condicio, indica una condizione di vita sbagliata da parte di un uomo. Non condivido certe accuse che mi vengono mosse..
Confaloni: Oltretutto, si è liberi di scegliere nel primo approccio alle sostanze stupefacenti. Poi lo si è sempre meno. Come è noto, per uscire dalla droga ci vuole molto impegno, non è comunque impossibile. A vedere il film risalta l'influsso negativo di lei su lui (un curioso della vita che finisce con il bruciarsi). A mio avviso, le parole sono certo importanti, ma i fatti nudi e crudi lo sono anche di più. E vedere il film può essere indicativo in tal senso.
Confaloni: Aggiungo anche che stiamo parlando di un film indicativo di un certo atteggiamento giovanile in quell'epoca (valido sia per ragazze, sia per ragazzi) . Oggi, a distanza di decenni, consapevoli di tutto quello che è successo, chiedo semplicemente : chi approccerebbe la droga come i protagonisti del film? Chi, per bieca convenienza, andrebbe a letto con un pusher? Ne' io, né lei che mi legge (mi corregga se sbaglio) , né molti altri lo farebbero. E ciò perché si maturano convinzioni e scelte nel corso del tempo. Poi della cosiddetta unanimità di consensi non me ne cale, neanche in una sessione plenaria dell'ONU la si raggiunge...
Confaloni: Inoltre, dal momento che lei scrive di aver visto il film tanti anni fa e di ricordarlo in bianco e nero, non sarebbe allora il caso di rivederlo? Magari, a distanza di tempo, ne ricaverebbe nuove impressioni, anziché star qui ad accapigliarsi per un sostantivo. Se no si fa la figura di chi, anziché veder la luna, fissa il dito di chi indica il satellite...
TataOgg: Eppure sono convinta di non aver detto una sola parola negativa sull'analisi del film ma solo ed esclusivamente sull'utilizzo di un termine, nello specifico "puttana", che risulta in questo contesto sessista e denigratorio.
Ancora non hai risposto neanche una volta a quanto ti ho fatto notare.
Nota bene: Neanche una volta Agli appunti che che ti sono stati fatti.

Permettimi di dirti che io comincio a nutrire dei forti dubbi su questo fatto e le possibilità sono secondo me due: o non hai minimamente compreso dove voglio arrivare (e questo sarebbe davvero grave, dato che costituisce un tema attualissimo che tutti conoscono se si vive su questo pianeta) oppure hai capito benissimo ma non sai minimamente cosa rispondere per cui giri intorno all'argomento pensando di sviare così la discussione. Non é così facile perché io ho le idee molto chiare sul tema, vorrei lo sapessi.
Infatti avrei potuto non aver visto questo film che non cambierebbe di una virgola il mio discorso.
Una "recensione" su un film che non é certo un capolavoro non é certo più importante del tema sessismo, per me.

Puoi stare sereno sul fatto che i fake che stanno venendo a commentare la recensione, qua sotto, se io non avessi iniziato questa discussione, forse (e mi preme sottolineare il forse) non ci sarebbero mai passati. A leggere la tua recensione.
É un giochetto che ho già visto e vissuto nella storia di Debaser, e chiaramente non me ne frega più nulla, a me, dei troll. Mi dispiace di più per te.
Sono molto serena, alla prossima.
TataOgg: Comunque a proposito della recensione letteraria che segue la tua, c'è un suo libro "la particelle elementari" che pur non ambientando il suo romanzo a Ibiza descrive molto bene quel mondo di hippie. Potrebbe interessarti perché ha molto a che fare con questo film. Di certo non annoia e te lo consiglio.
Confaloni: Registro la tua segnalazione libraria (penso valida dal momento che ho letto "Sottomissione" di Houllebecq e non mi è dispiaciuto). Sul tema, invece, di quel termine impiegato non dubito sia crudo (anche se da tempo sdoganato) e possa essere rimpiazzato da tanti sinonimi. La sostanza, però, ci rimanda sempre ad una realtà molto vecchia (forse quanto l'umanità) e riguarda anche persone di sesso maschile che si sono prostituite perché costrette dalle necessità contingenti. E in materia di droga se ne sono viste, anche perché ad un certo punto la tossicodipendenza ha assunto forme di questione sociale (negli anni 70 era così e ho visto anche coetanei e coetanee rovinarsi la vita). C'è anche da notare un fatto : chi fa commercio del proprio corpo spesso e volentieri è sfruttata da un protettore, ma vi sono anche donne (le cosiddette professioniste del sesso) che si autogestiscono e si sono costituite in sindacato (capita in Germania e in altre nazioni del Centro Nord Europa). Giusto o sbagliato che sia, sospendo il giudizio e constato solo quanto sia variegata la realtà e impegnativo interpretarla. Certo, quando qualche anno fa ho visitato Amsterdam e sono passato nel quartiere a luci rosse, non ho potuto non notare le cosiddette ragazze in vetrina, pronte ad invitare i potenziali clienti. Mi sono ulteriormente convinto che un rapporto libero fra due persone consenzienti, immune dalla mediazione del denaro, è infinitamente superiore.
Confaloni: È chiaro comunque quello che intendi : una parola può scappare proprio perché riemerge dall'inconscio. La scacci dalla porta e, quando meno te l'aspetti, rientra dalla finestra. Secondo alcuni filosofi, d'altronde, noi non parliamo una lingua, siamo semmai parlati da essa. Come a dire che abitiamo nella lingua, che è la vera padrona di casa (non agiamo e non parliamo, bensì siamo agiti e parlati).
TataOgg: Ripeto, non è il termine a scandalizzarmi e con meretrice o prostituta o quello che ti pare la sostanza non sarebbe cambiata anche se indubbiamente quei termini non sono volgari.
Provo a spiegarmi in maniera diversa:
Se uomo travia una donna a far qualcosa di nocivo per sé, lei non si doveva fidare di lui e quindi Lei se l'è cercata. La colpa è di lei.
Se la donna travia l'uomo a far qualcosa di nocivo per sé, lui è un ingenuo mentre lei è una "mantide religiosa" che l'ha usato, quindi "puttana". E' sempre colpa di lei e anche con disprezzo.
Finché non sarà colpa di entrambi allo stesso modo vorrà dire che c'è una differenza di trattamento in base al genere, da questa differenza nasce il sessismo.
Io non dico che il personaggio di lei si è comportata bene o male, dico che tu hai usato un termine che nel contesto è sessista perché richiama il caso dell'esempio che ti ho fatto.
Ancora:
Se un uomo fa il mestiere più vecchio del mondo, non viene mai giudicato dalla società tanto male quanto una donna. A meno che l'uomo non sia omosessuale ma qui si aprirebbe un'altra lunghissima serie di considerazioni che ora lasciamo da parte.
Nel caso del film, se le parti fossero state invertite, tu non avresti mai definito lui come "gigolo" o "prostituto" perché sai benissimo che nel linguaggio comune il termine non ha lo stesso impatto sociale di puttana: "gigolo" sarebbe sembrato ridicolo rispetto a quanto volevi esprimere, infatti probabilmente avresti detto "approfittatore" o un suo sinonimo.
Ma "approfittatore" e "puttana" non stanno sullo stesso piano nemmeno per sogno, hai capito cosa voglio dire? Questo è il sessismo.

In Olanda fare la prostituta in centro è molto diverso che da qui, hanno tutele legali, hanno contributi, hanno controlli sanitari e molte donne lo fanno davvero per scelta. Sono ben pagate e lavorano in condizioni umane. L'Olanda ha un tasso di disoccupazione inferiore all'Italia e gli stipendi medi forse tra i più alti d'Europa, E' un altro pianeta ma... la condizione della donna non mi pare diversa, il tasso di femminicidi è altissimo anche là.




TataOgg: Sottomissione è il prossimo che vorrei leggere, casualmente.
Confaloni: Il ragionamento che fai è lineare e condivisibile perché, per radicata convenzione, se chi vende il proprio corpo è una donna c'è poi un'implicita disapprovazione (come traspare da certi vocaboli atti a definire la condizione). Viceversa, se si tratta di un uomo si ricorre ad un termine come gigolò che ha tutta l'aria di sminuire il fatto in sé. È proprio un'assurda convenzione (e concordo) dal momento che resta il commercio del proprio corpo. C'è poi un altro aspetto nella vicenda del film che è bene rammentare. I due protagonisti si comportano come vediamo (perlopiù male) perché persi nel vicolo cieco della droga pesante. È come se fossero risucchiati dalla dose prossima e ventura. Non gliene frega assolutamente niente della portata delle proprie azioni e del male che fanno a sé ed agli altri. È proprio un esempio lampante di quanto sostenevo per altri aspetti come la lingua ed i suoi vocaboli: essere agiti (in questo caso dalla dose quotidiana di droga) anziché agire consapevolmente come quando si prova il primo approccio con certe sostanze.
Andrew65
Andrew65
Opera:
Recensione:
E' uno dei miei cult movies, l'ho visto penso una decina di volte. Hai detto tutto quello che serviva per centrare l'analisi per cui ti do il massimo. Per quanto riguarda il film, secondo me il percorso esistenziale che porta all'autodistruzione del ragazzo è descritto benissimo. Inoltre gli ambienti sono rappresentati in modo magistrale dal regista. Parigi, Ibiza, La casa di Wolf, il viaggio, tutto. Ovviamente a chi non ha interesse particolare per quell'epoca il film può risultare mediocre ma per me è un piccolo masterpece. Per non parlare della colonna sonora dei ragazzi che è splendida.


Confaloni: Purtroppo, in certi passaggi, il commento musicale dei Pink è un po' in sordina. Ma si può compensare poi ascoltando l'lp omonimo...
Green
Green
Opera:
Recensione:
solo una parola : capolavoro! Prima quando ascoltai negli anni 70 il disco e nel 2000 il film


ZenZero
ZenZero
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Credo che More vada visto con quello sguardo perso e proto hippie dei due protagonisti, per poterlo veramente apprezzare. Una visuale in soggettiva, efficientista o addirittura ideologica, avrebbe lo straniante effetto di ricomporre e catechizzare quel disordine mentale dei protagonisti od addirittura offuscare i caldi colori della splendida fotografia di Nestor Almendros...
Un po' d'astio verso Estelle, in fondo anche lei è vittima e mai carnefice.


Valeriorivoli
Valeriorivoli
Opera:
Recensione:
Bella rece, film meraviglioso , ambientazioni bellissime, i debaseristi col nanimoretti rolex si perdono dietro alla parola puttana-e perché? Estelle non è una bitch-stronza o puttana a scelta? Ma fatevi un chilum e lasciatevi andare al fluire delle immagini e della musica di questo trip in celluloide, immergetevi negli arabeschi del design tardo 60ies , dei vestiti a fiori, dell'amore libero, cullatevi in stereofonia tra le onde delle meravigliose songs dei Pink Floyd ancora non banchieri della psichedelia. Estelle-una stratosferica Mimsy Farmer che gioca alla fascinosa dark lady. sembra già una protopunk amica di Lou Reed più che una figlia dll'amore eterno, Stefan ha tutta la mia solidarietà umana : si è trovato ingorgato in una sottocultura non sua e vi annega. A quell'età può succedere; personalmente, ho frequentato un paio di tardone hippies in via di estinzione negli anni 80 ed è facile venire risucchiati da queste streghe con le loro fumose elucubrazioni , prediche misticheggianti, e l'amore libero etc. Ma nonostante todos Maledette hippies vi amo!


Confaloni: Stefan risulta troppo curioso della vita, ma tanti suoi coetanei a quel tempo lo erano.
Andrew65: Bravissimo. Tu almeno sei uno che il film l'ha guardato davvero. it's a Masterpiece.
Valeriorivoli
Valeriorivoli
Opera:
Recensione:
Ps. A Ibiza ci sono stato a ferragosto nel 1989 e la notte non sapendo che fare andavo al Pacha e all'Amnesia.
Di hippies non c n'era uno che uno, la musica tecno lessava il cervello. Tra tutte quella robaccia solo un brano mi colpì, un certo Baby Ford con la cover di Children of the revolution. E il ritornello mi risuonava nella testa come un epitaffio
But you won't fool the children of the revolution...


Confaloni: Concordo. Ho visitato Ibiza e Formentera nel lontano 1999 e, mentre la seconda isola aveva ancora un briciolo di fascino, la prima era scaduta al ruolo di Rimini spagnola (anche se la qualità del mare era migliore rispetto a quella della località italiana).
Green
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Comunque che delusione venire a leggere i commenti su uno dei miei film favoriti e vedere pagine su pagine spese da parte di una infervorata multicul sul sessismo machismo etc...posso dire : che palle o e' maschilismo ( ho citato le palle, o forse per la offesa signora i generi omo e femmina non esistono?)


Confaloni: Una cosa è certa : il mondo è bello (almeno così pare) perché è vario.
Green: hai ragione, pero' a leggere certi commenti e non solo qui, direi che e' avariato...mi si perdoni se non ho ancora lo schwa sulla tastiera da mettere al posto della o di avariato( terribile maschilismo aiutoooooooo!!!!).
Diciamo che il film esemplifica a tinte forti quello che si vede da sempre nella realta' vale a dire che il piu' delle volte gli uomini sono dei boccaloni , anche quando potenti e rispettati, vittime e preda come sono del sesso o di altro e le donne delle mantidi che all'occorrenza sanno quello che vogliono e sfruttano al massimo le proprie potenzialita'. Cosi insegna la storia, ma e' rispauto che i polcor la Storia la aborrono, essendo per loro storia al massimo la nascita di Zuckerberger o di Amazon!
ZiorPlus
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NON è maschilismo ma solo ignoranza della quale almeno un paio di voi sono portatori sani.
Qualcuno ha osato argomentare ad un commento del cazzo, perchè quello è parliamoci chiaro, in un filmetto che a voi piace sviando l'attenzione, ma come si permette.

@[TataOgg] per quel che ha postato e per come lo ha fatto in confronto ai vostri argomentucoli da bar dello sport è troppo, lasciate stare che per lo sforzo sarete a rischio meningite.


Green
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ZiorPlus ma cosa e' Uoma o donno...? scusate non ho ancora sulla tastiera quella lettera neutra che volete tanto imporre.
Qualcuno ha osato argomentare ad un commento del....( non si dicono le paralocce signorino/a!!!)?
A me e' sembrata piu' un pistolotto in perfetto stile sessantottino da parte di una che poi probabilmente e' passata dall'altra parte della barricata come tutti loro ( manager, giornalisti, bancari etc)....
Forse a voi piacciono i filmetti di Moretti mentre mangiate la Nutella dal barattolo...attenti a non ingrassare!!!


Valeriorivoli
Valeriorivoli
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Well, you can bump and grind, it is good for your mind
Well, you can twist and shout, let it all hang out
But you won't fool the children of the revolution
No, you won't fool the children of the revolution, no no no
Well, you can tear a plane in the falling rain
I drive a Rolls Royce 'cause it's good for my voice
But you won't fool the children of the revolution
No, you won't fool the children of the revolution, no no no, yeah
But you won't fool the children of the revolution
No, you won't fool the children of the revolution
No, you won't fool the children of the revolution
No, you won't fool the children of the revolution, no way, yeah, wow


Confaloni: Giusto ricordare Marc Bolan ed i T. Rex!
Valeriorivoli: questa canzon ha un sottile significato anche se a prima svista sembra demenziale...In realtà è profondissima, epica for a generation x come la nostra, forse più di tante strombazzate pseudo liriche di Roger Waters, paul Stanley, Bowie Lou Reed, Bobbo Dylan e dylanologi inebetiti vari. Andrebbe messa nelle antologie scolastiche. Marc Bolan verrà fatto santo a medio termine. Studiatela CHILDREN of THE REVOLUTION!

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