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Beppe Donazzan
Dakar. L'inferno nel Sahara

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Voto:

Nella sua lunga storia, la Dakar ha ingoiato la vita di sette giornalisti. I primi in assoluto, su un perfido tratto della Transahariana, due italiani: Giuseppe De Tommaso e Andrea Carisi. Argentini gli ultimi, Dakar del 2014; dinamica identica e identica sorte. Il grande racconto della corsa ha richiesto il suo tributo di sangue, come la corsa stessa, e non poteva essere altrimenti nell’avventura che ha preteso anche la vita del suo stesso creatore, come una bestia selvaggia, che più provi a domarla più lei si dimena, morde, e graffia.
Donazzan è uno che la Dakar l’ha fatta; macchina stampa, s’intende, sempre appresso alla corsa, la carovana infernale. Non sorprende perciò la sicurezza con cui si appropria di intere biografie, per tradurle nella sua lingua romantica. Picco, Orioli, Winkler, Marinoni, De Petri, Terruzzi, Meoni, solo alcuni dei sessanta piloti presenti qui (artisti, sognatori, ribelli, come li chiama lui); tanti, ma nessuno superfluo, ognuno raccontato con acutezza, innato senso del dettaglio, radiografia dei gesti.
Un libro lungo, storiografico, esaustivo quanto lo può essere un semplice libro, riguardo quell’esperienza masochista, pericolosa, spesso tragica, eppure irresistibile chiamata Dakar; una roba che, parafrasando Churchill, produce più Storia di quanta ne possa digerire. E allora dio benedica Gigi Soldano, le sue foto, per completezza: numerose, necessarie, definitive; gli indizi d’asprezza nelle tute sporche di sabbia, l’aria densa di polvere, il nomadismo dei bivacchi alla buona, gli orizzonti africani, vuoti, bellissimi e indifferenti.
Dakar, l’inferno nel Sahara: se non lo avete, compratelo, se già lo possedete, allora rileggetelo, per la tecnica e la passione con cui è scritto, epica del giornalismo sportivo, motivo e valore del tributo pagato.

Commenti (Quattro)

ZiOn
ZiOn
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puntiniCAZpuntini
puntiniCAZpuntini Presidénte onoràrio
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Oh hai rotto il cazzo.


LibriDakariani: Mettiti comodo che ancora è lunga.
ZiOn: @[LibriDakariani]: no, qui non si mette comodo nessuno. DeBaser non è un sito dove si fa pubblicità alla propria casa editrice. Tra l'altro la letteratura di viaggio, salvo rare eccezioni, consiste in libri mediocri, noiosi e scritti malissimo. Direi che puoi fermarti qui.
ZiOn: Consiste *di.
ZiOn: Vabbè insomma, basta con 'ste recensioni e dedicati al giardinaggio creativo. Grazie.
LibriDakariani: Non ricordavo di aver aperto una casa editrice, mah, mistero dell'onniscenza, dono che ti invidio ma che dovresti allenare meglio. Detto ciò, puoi certamente rivolgerti a chi gestisce questa piattaforma così che si possa trovare qualche cavillo per limitare la mia libertà di espressione che, l'ultima volta che ho controllato era uguale alla tua. Fino a quel momento continua a mettere la tua bella stellina, e il tuo bel commentino, comodo comodo, che ancora è lunga.
ZiOn: @[LibriDakariani]: mettiamola così: di questi libri non interessa quasi nulla a nessuno e li leggeranno sì e no i parenti degli autori. Non ho messo nessuna stelletta, per rispondere al tuo commento. Quando una pagina non mi piace solitamente non voto.
ZiOn: Continua pure, verrai ignorato dall'80% degli utenti del sito. Un caro saluto.
LibriDakariani: Lo vedi che ci sei arrivato. Lascia fare, rilassati, che c'è spazio per tutti.
puntiniCAZpuntini: No, duri poco vedrai.

Sei come minimo il 137esimo che dice "c'è spazio per tutti" e "mi sopporterete ancora". L'ultimo è stato bannato 10 giorni fa, a te ne do al massimo altri 45.
LibriDakariani: Qualora l'amministratore di questa piattaforma dovesse ospitarmi in casa sua ancora 45 giorni, la prima cosa che farei dopo essere stato bannato, come dici tu (e poi magari mi spiegherai il perchè), sarebbe ringraziare per lo spazio e l'ospitalità che mi è stata concessa, e della quale continuerò a godere, esattamente come fai tu, fino a quel giorno.
ZiOn: @[LibriDakariani]: secondo me ti bannano prima.
LibriDakariani: Ti stai basando ancora su quella tua onniscenza un po' così, o mi stupisci citando una voce precisa del regolamento di Debaser?
puntiniCAZpuntini: Madò che palle.

La regola è che sei palloso 🤣
LibriDakariani: Tu invece hai una vita talmente eccitante che la prima cosa che ti è venuta in mente stamattina alle 7 e spicci è stata venire qui a scrivere a me. E c'hai messo pure l'emoticon, che brivido.
puntiniCAZpuntini: Mi sveglio alle cinque. Alle sette stavo facendo pupù, come tutti quelli che scrivono la mattina alle 7.

Sono il presidente, io posso scrivere e fare pupù contemporaneamente. C'è la regola scritta. Per me.
LibriDakariani: Presidè, tu puoi pensarmi tutte le volte che vuoi, non devi mai vergognartene, mai mai mai mai.
puntiniCAZpuntini: Fratè, sei tu che scrivi sotto un mio commento.

Non è che ti penso, mi arrivano le notifiche.
LibriDakariani: Semmai sorè
.... e tu corri qui a leggere, che amore.
puntiniCAZpuntini: Veramente lo leggo nelle notifiche.

Sai, Internet? Quella cosa che non conosci?
LibriDakariani: Presidè, fino a ora abbiamo scambiato che sembrava la finale di wimbledon, e tu te ne esci co sta battutina loffia loffia?
puntiniCAZpuntini: Sinceramente a me sembravano le eliminatorie dell open di Ponsacco, ma va bèh.
LibriDakariani: Sembrava che ci stessimo divertendo. Che fai, prima flirti e poi minimizzi?
GrammarNazi: Che bel dialogo.
Fa il paio con quello tra un venditore di almanacchi e un passaggere.
Bello il passaggio sull'emoticon, l'Open di Ponsacco, quel "non è che ti penso, mi arrivano le notifiche...".
Ma, a me, m'è piaciuta tanto, in particolare, "quella tua onniscenza un po' così", che abbiamo noi prima di andare a Genova.
E pazienza se manca una "i".
puntiniCAZpuntini: Adesso mi dici cos'è un Passaggere, grande capo dal Buco Fiammeggiante (eh, ormai ce l'hai detto...)
LibriDakariani: Diavolo di un @[GrammarNazi] corro a metterti tra i miei preferiti! Qui hanno provato a farmi in tutti i modi e tu mi costringi a gettarmi ai tuoi piedi per una "i". Presidè leggi e impara!
GrammarNazi: Trattasi di prodromico - ma neanche troppo - segno di parkinsonismo, temo.
LibriDakariani: Presidè, mi sa che @[GrammarNazi] qui ce l'ha più grosso.
puntiniCAZpuntini: Esatto.

Infatti io presidenzio, lui è sul campo di Battaglia.
LibriDakariani: Presidè, mi assento na mezzoretta, ho un pacco da ritirare in posta (mi sa che c'è in arrivo una nuova rece). Non continuate senza di me.
asterics
asterics
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Recensione:
Vendo avanzo di mezza porzione abbondate di spaghetti marca Rummo conditi con sugo di pomodoro, leggermente scotti e freddi ma ancora commestibili. Condizioni VG+
Chiamare ore pasti. No perditempo.


ZiOn: Ottima la pasta Rummo e non lo dico per campanilismo. Tiene la cottura in maniera eccellente. Se il sugo è Mutti li compro subito.
Eneathedevil: Ancora con 'sta pasta Rummo? È solo una semplice pasta commerciale la cui discreta qualità è amplificata ad arte da un'efficace operazione di branding e packaging. Ci manca solo che santifichiamo quella chiavica della Garofalo e abbiamo fatto tombola. Tzè.
ZiOn: @[Eneathedevil]: non sarai diventato nordista e comprerai quella chiavica della Barilla? Rummo al primo posto, le seconde scelte sono De Cecco e Garofalo. Le altre fanno veramente schifo.
asterics: enea ho comprato una ventina di chili di questa:
Homepage - Pasta di Martino

la rummo non mi dispiace però.

@[ZiOn] hai scoperchiato una faccenda delicata
asterics: leggi i sottocommenti al commento di puntiniCAZ: Ege Bamyasi - Can - recensione
Eneathedevil: Discreta la Di Martino: ora si è ammantata di una certa aura di celebrità per certi packaging curati da D&G. Sì, @[ZiOn], se hai un po' di tempo da spendere, leggiti quella discussione e avrai la risposta, perché sei decisamente fuori strada con la boutade sulla Barilla.

Volevo inoltre aggiornare l'uditorio sulle ultime paste che sto coltivando a casa: la Gentile di Gragnano, la Mancini delle Marche e la Monograno Felicetti di Predazzo (TN). Poi ho scoperto anche delle costosissime chitarrone dell'abruzzese Primograno (che sostiene che tali spaghettoni siano nati in Abruzzo per influenza degli arabi che avrebbero portato nel Sannio il Qanun, strumento a corde simile alla chitarra) e un discreto produttore di Gioia del Colle di nome Svevo che fa formati di pasta tipici della Puglia. So che non ve ne poteva fregare di meno, ma è uno spunto per dire che veramente se oggi ti solletica l'idea di scandagliare il territorio per esplorare tipologie di cibo smerciato da produttori che operano a livello nazionale - e la pasta ne è mirabile esempio - ti puoi fare una cultura culinaria letteralmente infinita in cui ogni giorno scopri un prodotto o un fornitore nuovo. Una volta c'erano solo 5-6 produttori nazionali di pasta e prendevi quello che capitava senza perderci granché tempo. Riuscivano anche a venderti quelle cazzo di penne lisce della Barilla. Oggi è diventato quasi un passatempo andare online sui siti dei fornitori e scegliere tra centinaia di formati e tipologie di grano. E chiaramente la cosa vale anche per migliaia di altri prodotti. Che figata.
ZiOn: Ahahahah, "le costosissime chitarrone"...😄
ZiOn: Ma dai, caz che tira fuori la Molisana. Fa cagare, per giove!
ZiOn: Ovviamente mi riferivo ai marchi commerciali, da supermarket. Poi certo, ci sono produttori meno noti che saranno centomila volte meglio. Questo non lo metto in dubbio!
puntiniCAZpuntini: No Zion assolutamente no, la Molisana ha ottimo grano, per essere "commerciale" ha il miglior grano di Italia.

Detto questo, seguii i consigli di Enea da un post di boh, 2/3 anni fa credo, ed erano ottimi consigli.

Va comunque detto che Voi Campani siete molto Nazi su certe cose e non esplorate al di fuori. Ad esempio a Napoli la pizza è Napoletana, ok. A Caserta però almeno uno che fa la pizza romana ci starebbe, ma niente, non c'è. Giusto un minimo vi state aprendo alle Burrate.

Con la pasta siete ultranazi, o è "gusto campano" o niente (che intendiamoci, è buonissima) e questo un po' vi penalizza.

Ah, e i dolci! Mi fa sempre sorridere quando sbarco a Napoli trovare quel baretto dentro il porto che ha il cartello "dolci Siciliani, arrivi giornalieri da Palermo"... E va tutto bene perché sono sdoganati.

Se quello portasse dolci Viennesi - che ci fanno il culo a esse a tutta italia, proprio schiaffoni sonori - non me comprerebbe nessuno, perché Vienna non è legale a Napoli. A Napoli è legale Napoli, al massimo Palermo (oh da un punto di vista economico, fanno benissimo)
puntiniCAZpuntini: Tipo ricordo un collega di Giuliano che arrivato a Monaco di Baviera, la mattina fa "ci vorrebbe un dolce, peccato siamo in germania".

Ho cercato di spiegargli che la pasticceria Napoletana viene dalla Francese che praticamente viene dalla Tedesca, ma niente.

Quando l'ho portato in una di quelle gioiellerie del dolce bavaresi, ci è rimasto male. Anziché gioire, gli ha dato proprio fastidio scoprire che Monaco a Napoli e a tutta Italia in quanto a dolci gli rompe il culo in quattro. Ed è riuscito a dire "eh ma manca la sfogliatella", quando davanti aveva almeno 200 paste diverse.

Siete CampaniNisti, parecchio 😁 (e ripeto, da molti punti di vista fate bene)
asterics: "dolci Viennesi - che ci fanno il culo a esse a tutta italia, proprio schiaffoni sonori"

sottoscrivo
asterics: a Trieste (ma anche a Venezia) si trovano dei kranz viennesi fuori dal mondo
puntiniCAZpuntini: Ho visto poi che la discussione sulla pasta l'hai linkata su. Me la ricordavo di anni e anni fa, invece era solo il 2020
ZiOn: @[puntiniCAZpuntini]: guarda che non sono per nulla campanilista, anzi, penso sia uno dei principali difetti di quella città e di quel popolo! Parlavo solo per esperienza: l'ho comprata una volta la Molisana, dei rigatoni mi pare. Si sono distrutti durante la cottura. Forse mi avevano fatto 'o pacco 😅
puntiniCAZpuntini: Eh madonna allora è sfiga. Riprovaci, fra le commerciali sono le migliori, ed effettivamente dati 2018 e 2019 sono quelli che consumano più grano italiano (ovviamente fra le grandi, esistono gli artigiani che si coltivano il grano e si fanno la loro pasta... ma non li trovi alla Conad)
ZiOn: Secondo me la Rummo resta la migliore tra quelle commerciali. Grano ottimo, tenuta della cottura eccellente. Se non la trovo prendo la Garofalo o la De Cecco, come scritto in precedenza. E chest'è!
puntiniCAZpuntini: Ah, ci tengo a precisare che non è che il Grano Italiano sia buono perchè Italiano.

Semplicemente abbiamo le regole più ferree del pianeta terra (sì, sul serio, siamo i primi assoluti in questo) per la coltivazione. Ovviamente tutti i produttori Italiani fanno magagne per non risultare 3 volte più costosi dei Turchi o Canadesi (per esempio), ma anche facendo magagne difficilmente ti ritrovi "schifezze" nell'analisi chimica (anche se va detto, spesso fanno un articolo "trovato piombo in questo alimento" e poi scopri che era lo 0,0000003% e alla fine non ti fa un cazzo di niente )
ZiOn: O i DITALINI RIGATI dell'Esselunga per fare la pasta con i legumi 🤣
puntiniCAZpuntini: Garofalo è tutto importato.

Che non è che sia merda eh, però non è Italiano. Nè di proprietà, nè di ingredienti. Non li compro per principio, almeno la pasta in Italia la sappiamo fare e almeno quella la compro Italiana
ZiOn: La Rummo non scuoce nemmeno se la tieni mezz'ora sul fuoco. È dura a morire, un po' come @[LibriDakariani].
puntiniCAZpuntini: Sì Rummo niente da dire, sia quella marchiata sia quella che rivendono Eurospin e Lidl. Quando leggi "pasta di Gragnano" in un discount, al 99% dei casi la fa Rummo nel secondo stabilimento in Via dei Pastai a Gragnano. Sede principale al numero uno, sede secondaria se non sbaglio al 14.

Io in Via dei Pastai a Gragnano ci manderei le scuole in Gita. Altro che quel cazzo di Reggia di Caserta.
LibriDakariani: Tu scherzi Zio, ma veramente, cosce sode e salute de fero. (Comunque la Rummo me la segno).
Eneathedevil: Ah, quindi i miei consigli fanno tendenza! Molto bene. Però devo fare due puntualizzazioni. La prima è che Caz fa benissimo ad avanzare una questione di principio nel comprare solo pasta con grano italiano, ma io ho sempre sostenuto l'assoluta superiorità, tra le commerciali, della pasta De Cecco, che in maniera altresì spudorata scrive a caratteri cubitali su ciascuna confezione di pasta l'origine mista del grano (italiano e californiano). Ora, a parte il fatto che la pasta è ottima e se mi trovo a comprare al supermercato, compro quella, questa dichiarazione di onestà la apprezzo molto più di quei marchi che scrivono la provenienza non italiana nelle note a margine o della Barilla che come dibattuto nella medesima discussione di poco più di un anno fa, non si sa come faccia a vantare l'origine italiana di tutto il grano impiegato per la pasta considerando i noti volumi di produzione. L'altra puntualizzazione è che dobbiamo fare attenzione al tema delle pasticcerie al di fuori dell'Italia. Ci sono effettivamente delle konditorei austriache e tedesche che ti fanno apparentemente girare la testa. E aggiungo anche, estendendo la questione alla panificazione, delle boulangerie francesi dove trovi assortimenti di pane che non trovi in molti panifici italiani. Tuttavia devo fare una considerazione sulla differenza tra palati. Se vai in Francia, l'utilizzo del burro nelle viennoiserie è altresì spropositato e da noi un pain aux raisins con una consimile quantità untuosa di burro lo considereremmo uno sfizio tollerabile ma alla lunga immangiabile. Prendiamo la celebre produzione di cioccolato in Belgio e Svizzera. Ragazzi, in Belgio fanno delle opere d'arte col cioccolato che noi ci sogniamo. Ma la quantità di zucchero rende i prodotti stucchevoli. Se confrontiamo una Leonidas con un Venchi abbiamo a che fare con due prodotti completamente diversi dove secondo me l'assortimento dei fondenti batte 10 a 1 la varietà di cioccolatini al latte belgi. Potremmo fare lo stesso discorso sul marzapane in Austria o sull'uso della frittura in Germania et cetera. Poi se estendiamo la questione al salato, vabbè, lì non c'è nemmeno da discutere. Quindi insomma, è pur vero che puoi trovare assortimenti di dolci da "sbalordire i coglioni" al di fuori dell'Italia, ma vai a vedere se un consumo giornaliero di quelle quantità di oli, burro e zucchero non ti stancherebbe dopo una settimana. Oltre a procurarti qualche serio problema cardiovascolare.
puntiniCAZpuntini: Ahahahaha per i Dolci ti ho tirato una palla di neve, lo sapevo che rispondevi da Siciliano.

In realtà io non mangio dolci, parlo per sentito dire e per "effetto visivo". Ovviamente Vienna e Monaco avendo fatturati boh, fai 20 volte Palermo, le pasticcerie sono più belle di un teatro antico. Poi cosa ci sia dentro i dolci non lo so e non credo lo scoprirò mai.
puntiniCAZpuntini: Comunque parlando di Grano, praticamente come ogni cosa nel resto del mondo, primo in assoluto Israele e seconda la Turchia.
La Turchia in 20 anni ha fatto passi da gigante, qualsiasi cosa esca da lì è ottimo.
Eneathedevil: Sì, anche se riguardo alla pasticceria siciliana qualcuno potrebbe fare lo stesso discorso che ho fatto io su austriaci et similia, dato che l'eccesso di zucchero nelle lavorazioni a base di ricotta a Palermo è un dato di fatto, ma a difesa della tesi io addurrei tutta quella produzione "sommersa" adombrata da cannoli e cassata ove si possono gustare prelibatezze come genovesi, cassatelle, buccellati, raviole, rame di Napoli, 'mpanatigghi et cetera. Però in generale ė un discorso che ha per oggetto l'Italia intera. Dicevo che sarebbe stato un gioco troppo facile estendere il discorso al salato, ma mi serve per semplificare il discorso: sicuramente conoscete quelle videoricette della minchia promosse da host stranieri che fanno vedere preparazioni ipercaloriche a base sia di dolce che di salato: uno di questi è Chefclub, che è francese e ogni volta propone roba tipo frittate di salsiccia cotte nel burro o torte ripiene di praline di cioccolato ricoperte di Nutella e panna montata. La cosa più spassosa è leggere i commenti degli italiani che vanno dal "Sì, e poi una bella flebo in ospedale" al "Io questa merda non la do nemmeno al mio cane". Ok, questa difesa snobistica della presunta dieta mediterranea può risultare fastidiosa (qui potremmo aprire un discorso a parte su come siano stati demonizzati certi prodotti come la povera panna da cucina che oggi tutti schifano nemmeno fosse soda caustica e il dado per brodo), ma certe ricette sono obiettivamente inchiavabili e non le proporremmo in Italia nemmeno nelle peggiori osterie proprio per una concezione diversa della cucina, dato che proprio nell'osteria di Piazza Don Sturzo a Palermo trovi come piatto di punta la pasta e piselli che fai soffriggendo i piselli nella cipolla e aggiuggendoli alla pasta, quindi l'assoluta semplicità opposta alla stratificazione di ingredienti e cotture che rientra invece nella normalità delle cucine europee al di fuori dell'Italia. Secondo me non c'è veramente storia e chi pensa che possa esserci veste Abercrombie & Fitch e dice che i filati sono migliori di quelli italiani.
fedezan76: Caspita, io non ne capisco niente, ma di pasta ne mangio. Le ho provate tutte e a mio gusto preferisco Voiello e De Cecco. Poi si, Rummo piace e anche la Molisana. Cosa non andrebbe nella Voiello e De Cecco ? Di solito mi informo sui test di Altroconsumo e sono sempre ben quotate nel rapporto qualità/prezzo, che poi è quello che noi poveracci dobbiamo considerare.
puntiniCAZpuntini: Comunque i Tedeschi hanno una valanga di "dessert" non dolci. A Natale in Germania mangio millemila biscotti, nessuno è dolce. Ad esempio mi piacciono i Dominostein, tutta la roba con il Papavero, e soprattutto il FOTTUTISSIMO MARZAPANE.

Che porca di quella puttana passi tutta l'infanzia a leggere i Fratelli Grimm che ti fanno la testa enorme con sto cazzo di Marzapane. E tu Marzapane non ne vedi da nessuna parte, è solo nelle favole.

Poi a 30 anni ti danno una roba, dici "minchia buono, cos'è" e scopri che è lui, IL FOTTUTISSIMO MARZAPANE.
fedezan76: Ops! Ho preso la discussione sbagliata. Arrivedergliela!
ZiOn: @[puntiniCAZpuntini]: bellissime le pasticcerie di Vienna, ci sono stato ormai un ventennio fa. Sull'MTV crucco passavano hip-hop a manetta (ricordo "Return of Hip-Hop" di DJ Tomekk con KRS-One e tutta la balotta) 😃
puntiniCAZpuntini: No fede è Corretta, si parlava di Pasta ma Enea fa i pipponi omnicomprensivi e ora abbiamo un momento dolce.

Magari torna domani, che parleremo di Sughi.

Per mercoledì c'è il Tisanina Day: prepara il biancospino e la retina per infusioni.
Eneathedevil: Beh, tu dici Israele primo in tutto perché pensi alla topa ed effettivamente ė incredibile il gran numero di supermodelle esagerate che stanno uscendo da lì negli ultimi dieci-quindici anni. Aveva iniziato Moran Atias qualche tempo fa venendo in televisione qui da noi, poi sono arrivate Bar Refaeli, Esti Ginzburg e le altre, una più fia dell'altra. Anche la Turchia è foriera di altrettanta gnagna, e conferma la tesi che nelle zone di commistione come il Medio Oriente o le isole caraibiche ci sono le donne più belle del pianeta. Poi vabbè, de gustibus e sticazzi, ma se qualcuno fa lo schizzinoso con una come la Refaeli deve avere grossi problemi di valutazione estetica.
Eneathedevil: E ora siamo passati alla fregna in un batter d'ali!
fedezan76: Ecchecchezzo, io scrivo da cellulare, mica vi sto dietro. Comunque taggatemi quando parlate dei sughi!
fedezan76: Credo che anche Hitler si ricrederebbe su Israele!
ZiOn: Devo dire che anche la pasticceria siciliana non mi esalta. Troppo zucchero, sapori ultradolci e quella cacchio di ricotta di pecora che dopo un po' mi fa sentire un ovino. Non me ne voglia @[Eneathedevil]! 😄

Riguardo alla pasta commerciale, resto inamovibile: Rummo, se non c'è la De Cecco. La Garofalo la sto abbandonando. La Voiello l'ho provata e si rompeva durante la cottura: bocciata.
fedezan76: @[ZiOn] e che la mangi scotta? 😂
ZiOn: @[fedezan76]: nono, non era scotta, è che proprio non teneva la cottura. Mi avranno fatto 'o pacco? Non saprei, ma da allora non l'ho più comprata.
fedezan76: Comunque, a parte gli scherzi, ma conta tanto anche l'acqua. Io ho provato a cucinare le migliori paste i Brasile, per fare bella figura con i parenti di mia moglie, e l'acqua di lì quasi mi fregava. Non avevano la stessa resa.
fedezan76: @[ZiOn] a me piace al dente la pasta, e prendo soprattutto penne e linguine. Mai avuto problemi, anzi.
ZiOn: L'acqua 'e Napule è n'ata cosa! 'A pizza e 'o ccafè so' cchiù bbuoni (credenza del popolo partenopeo, a mio avviso opinabile dato che la pizza buona la fanno pure a Milano)! 😃
ZiOn: @[fedezan76]: non ricordo il formato di pasta. Le linguine della Rummo, però, sono eccellenti. Superiori a quelle De Cecco, senza dubbio!
fedezan76: Ormai credo che in Italia la pizza buona la si trovi un po' dappertutto, ma è indubbio che siano stati i napoletani a portare il nou-au.
fedezan76: @[ZiOn] si, la Rummo è ottima, qui da me però la si trova ad un prezzo solitamente più alto. Quando è in offerta la prendo, infatti.
ZiOn: Sicuramente, tuttavia a me non dispiace la pinsa romana (che pare sia un'invenzione degli ultimi anni, altro che la focaccia degli antichi romani, come si legge in giro).
Eneathedevil: No, vabbè, c'è qualcosa che non va in questa classifica. Barilla e De Cecco con lo stesso punteggio? Prima Libera Terra? Ma non scherziamo. Penso che Altroconsumo sia una di quelle tipiche realtà che cercano dei parametri tecnici - teoricamente inconfutabili - nello stilare classifiche trascurando gli aspetti prettamente legati al gusto. Ma poi quali paste sono analizzate? Le cosiddette commerciali? Su che base? La Sgambaro non ha certo una diffusione sul territorio maggiore di una Agnesi o di una Buitoni che non compaiono in classifica (perché troppo scarse o non fanno parte del campione analizzato?). Questo apre un'altra questione ben nota che confermerebbe la scarsa attendibilità delle classifiche: quant'è esaustivo il campione? La cosa diventa lampante se pensiamo a quelle stronzate di classifiche che attribuiscono premi alle "migliori birre artigianali d'Italia" o peggio, al "miglior panettone d'Italia" dove è praticamente impossibile pensare che una giuria di stronzi si sia fatto il giro di tutti i produttori dello Stivale per decretare il panettone più buono sulla base di criteri pseudo-oggettivi come l'alveolatura o quel cazzo di colore fosforescente delle uova a pasta gialla. Quindi un po' una farloccata quella di Altroconsumo se non esplicita tutte le marche considerate nell'analisi (oltre al fatto che i punteggi e i criteri sembrano molto opinabili).

Poi, @[fedezan76], ripeto quello che avevo già detto nella precedente conversazione di un anno fa: non si può pensare che la pasta sia un cibo "costoso" per il quale i marchi di livello possono essere accessibili a ricchi e ricchioni. La gente è portata a ragionare per consuetudine su tutti gli acquisti, per cui pensa che se 500 grammi di pasta Barilla costano 80 centesimi, gli 1,30 della De Cecco sembrano un mezzo furto (più del 50% in più) e i 3,00 della Afeltra sono una rapina a mano armata (quasi il 300% in più). Parimenti, non appena in generale si trova mezzo kg di filetto di vitello scontato da 15 a 10 euro, lo scaffale viene svuotato in mezza giornata. Con 10 euro di filetto scontato da 500 grammi ci fai una cena per tre persone, mentre con gli stessi 10 euro spesi per una Afeltra ci compri un kg e mezzo di pasta che per tre persone puoi impiegare in 4-5 cene. A meno che uno non abbia una famiglia di divoratore seriali di pasta con medie da mezzo kg al giorno, la pasta sottintende dei consumi che incidono in minima parte sulla spesa pro-capite. Quindi devolvi un po' della tua consumazione giornaliera di paillard ai ferri per qualche pacco di selezione Senatore Cappelli in più e vedrai che la vita ti sorriderà.
Eneathedevil: @[ZiOn]: condivisibile la tua osservazione, non sto a confutarla. Come detto, è sicuramente più interessante la produzione di alcuni dolci siciliani meno celebri ma a mio modo di vedere dai sapori molto più equilibrati. Poi non ti nascondo che i dolci di punta della tradizione napoletana come pastiera e sfogliatelle mi fanno letteralmente impazzire e se mi dovessero chiedere di scegliere tra una Santa Rosa di Attanasio e un cannolo di Massaro, sceglierei senza dubbio la prima.
Eneathedevil: @[puntiniCAZpuntini]: in una delle ultime cene che ho fatto in Germania ho mangiato quintali di Kaiserschmarrn, quella sorta di via di mezzo tra una frittata e una crepe che si mangia con confettura di mirtillo e zucchero a velo. Non era male: effettivamente in Germania e Austria la commistione tra dolce e salato è all'ordine del giorno mentre da noi le due cose rimangono spesso piuttosto distinte quantomeno nelle preparazioni domestiche. Non nego che preparazioni molto essenziali come quella del "frittatona dell'imperatore" siano ben più che commestibili, ma l'impressione generale è sempre quella che manchi una vera e propria arte pasticcera se appunto in una cena di discreto livello la chiusura sia dedicata ad un piatto con dei pezzi di frittata. Oggi in Italia la tua bettola è out se non hai come minimo il tuo budino minimal di panna cotta o il tiramisù al pistacchio. O quella minchia di parfait che tutti prendono per darsi un tono senza aver mai capito cosa c'è dentro.
fedezan76: @[Eneathedevil] se inizi ad applicare il tuo metro sulla pasta, poi lo estendi a tutto. E te ne accorgi solo dopo a fine anno, che quei 10 € in più a spesa, poi diventano il costo di una vacanza... Poi si sa, s uno non è costretto a fare i conti a fine mese, può certo scegliere la qualità che più gli aggrada su ciascun alimento (e non solo).
Eneathedevil: No, perché non puoi pesare nella stessa maniera i due metri che applicheremo alla pasta e alla grandissima maggioranza degli altri cibi. Perché gli ordini di grandezza dei prezzi danno per forza ragione alla pasta che in proporzione è uno dei cibi più economici che esistano. Consumare quotidianamente della pasta di Gragnano rispetto a una commerciale, ti porterà, che so, a spendere 10 euro in più al mese (e sto esagerando), ma se lo stesso ragionamento lo applichi praticamente su tutti gli altri cibi (formaggi, carne, salumi, pesce, caffè etc.) avrai una spesa in eccesso percentuale uguale a quella della pasta ma poiché parliamo di ordini di grandezza diversi dei prezzi, in valore assoluto spenderai molto di più. Se consumi prosciutto crudo di cinta senese in luogo di quello nazionale, i 500 grammi dell'uno e dell'altro significano 10 euro vs. 40. Non parliamo di pesce o carne chiaramente. Quindi i metri tra tutti i cibi non puoi applicarli nello stesso modo, perché la spesa eccedente sulla pasta cuberà sempre di meno rispetto alla maggior parte degli altri alimenti di consumo abituale. A meno che, ripeto, tu non mi dica che nel tuo nucleo familiare mangiate in media un kg di pasta al giorno, per cui chiaramente il mio discorso va a farsi benedire.
fedezan76: Secondo me trascuri l'aspetto psicologico, uno che sceglie di acquistare la pasta di un certo livello non credo si accontenti di uno scarso livello degli altri cibi. Quindi tenderà più o meno ad applicare quel ragionamento su tutto.
fedezan76: In quanto ad Altroconsumo è ovvio che si scontra con il gusto di ciascuno, come vedi anche tra di noi abbiamo verificato di avere preferenze diverse, nonostante mi sembra di capire che siamo tutti buone forchette. In quanto ai loro test non possono certamente farlo su tutte le marche, anche perché magari molte non danno disponibilità. Questi comunque i loro criteri. Come testiamo la pasta | Altroconsumo
ZiOn: Guagliù dai, non c'è paragone: oggi ho cucinato delle linguine De Cecco condite con frutti di mare e pomodorini. Quelle della Rummo restano al dente dopo tre giorni e queste qui si sono cotte subito. Morale: Rummo è uno dei migliori marchi da supercato, non si discute!

Neanche io bado alle classifiche (in generale), vado molto a gusto. Non metto in dubbio la serietà dell'analisi di Altroconsumo, anche se alcuni piazzamenti mi lasciano perplesso.

Tornando alla pasticceria siciliana, concordo con @[Eneathedevil]: i dolci sono davvero buoni, soprattutto quelli in cui usano mandorle e pistacchio. Cassate, cannoli e ricottame vario mi stufano dopo poco 😄
Eneathedevil: Beh, certo, se compro la pasta buona è molto difficile che poi vada ad acquistare il mix di formaggi grattatugiati in busta come sostitutivo del Parmigiano. Però non dimenticare che ci sono certo sfumature per le quali non necessariamente per molti cibi l'alta gamma è tanto migliore di uno o più brand comunque di buon livello. Pensa ad un prodotto di eccellenza come il pesto alla genovese: se compri quello Barilla fatto con l'olio di semi, lo paghi due euro, ma con un euro in più compri quello fresco Rana che secondo me è ottimo come molti dei prodotti del medesimo brand. Molto meno di un vasetto di pesto di Pra che paghi in media 5 o 6 euro per una quantità che si aggira intorno ai 200 grammi. Su altri prodotti certo puoi fare più fatica a trovare soluzioni ragionevoli, ma sicuramente con l'esperienza riesci a trovare per molti alimenti delle soluzioni comunque soddisfacenti senza spendere un capitale. Poi a questo punto potresti dirmi: "Eh, e quindi posso fare lo stesso con la pasta spendendo 1 euro e 20 per la Rummo invece dei 3 per la Cocco!" E io ti dico di sì senza problemi. Il punto è che io contestavo il tuo "noi poveracci" detto a proposito della pasta rispondendomi che per un consumo "normale" di pasta anche un poveraccio può togliersi lo sfizio di una Afeltra o di una Verrigni senza che questo gli pesi davvero quanto una confezione di salmone Red King del Pacifico.
fedezan76: Diciamo che io per i cibi per i quali ho un consumo alto e ripetitivo applico quasi sempre il rapporto qualità/prezzo, anche affidandomi inizialmente a queste classifiche, e poi ovviamente affinando con il mio gusto. Se invece poi trovo dei prodotti per me irrinunciabili (tipo le fette biscottate Buitoni o la marmellata Rigoni di Asiago), dove la differenza con gli altri prodotti al mio palato è evidente, allora vada per il prezzo più caro. Ecco, invece sono più delicato su verdura, frutta e carne. Per quelle preferisco sempre prodotti di agricoltori o allevatori locali rispetto al prodotto da supermercato.
Eneathedevil: Hai visto, Fede? Qui c'è ZiOn che è uno che proviene dalle nobili famiglie del VomeVo napoletano e pranza con linguine ai frutti di mare dalla sua dimora con vista Duomo nel centro di Milano. Lui si rifornisce da Peck e almeno una volta alla settimana prende l'ape in Terrazza Gallia dai fratelli Cerea. Il suo radicalismo chic è così squisitamente snob che per lui le vere marche che contano sono quelle dell'alta moda mentre per mangiare va bene una Rummo qualsiasi commissionata al suo galoppino del Punjab.
ZiOn: Ma se vivo in una palafitta sulla Darsena e al massimo mi concedo un Greek Fusion da asporto! 😄
macmaranza
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Spaghetti, pollo & insalatina, a malapena riesco a mandar giù. Haw!


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