A tre anni dall'ultima studio release ("Infinity Land"), i Biffy Clyro tornano nel giugno 2007 con un nuovo lavoro, "Puzzle".
Pubblicato in Gran Bretagna sotto etichetta 14th Floor (ramo Warner), negli Stati Uniti è uscito un paio di mesi dopo per la Roadrunner. I Biffy hanno scelto i tredici pezzi che compongono il disco da una lista di circa 40 canzoni, e registrato il tutto tra Vancouver e Gibsons, Canada; il mixaggio, invece, è stato effettuato da Andy Wallace in quel di New York. La produzione è affidata a Garth Richardson (Rage Against The Machine, Nickelback, Melvins, Red Hot Chili Peppers, Skunk Anansie, Testament), affiancato dalla stessa band.
"Puzzle" è il disco che ha determinato la definitiva esplosione della band nelle classifiche britanniche, con un secondo posto nella settimana di uscita e ben sei singoli estratti. Non è, comunque, un avvenimento casuale: "Puzzle" è, infatti, il disco "mainstream" per eccellenza dei Biffy. Se nei capitoli precedenti, infatti, la band sfodera uno sfrenato rock che fonde sapientemente elementi prog e grunge, stavolta il tutto è levigato e coperto con una patina liscia ed orecchiabile che a volte paga, ma sporadicamente solleva qualche dubbio.
Uno degli aspetti positivi di questo disco è da ricercare sicuramente nella grande varietà di influenze ben assimilate dalla band: dallo stoner del primo, splendido singolo "Semi-Mental" ai Queens Of The Stone Age meno "sballati" di "Who's Got A Match?", passando per una "Saturday Superhouse" che farebbe sobbalzare di gioia pure quel timidone di Rivers Cuomo. L'attitudine più "cazzara" dei precedenti dischi targati Biffy si fa sentire nei cinque minuti assolutamente schizoidi di "Living Is A Problem Because Everybody Dies" (che evoca Cobain e soci pure nel titolo) o nelle svangate alla sei corde di "9/15ths", oltre ad una "The Conversation Is..." che cede alla tentazione di scontrare un piacevole trama power pop con echi di progressive piazzati qua e là.
Male, invece, quando Neil e soci lanciano come un fulmine a ciel sereno "Folding Stars", ballad melensa che non starebbe né in cielo né in terra nemmeno in un disco dei Foo Fighters (se di ballad si parla, molto meglio le progressioni chitarristiche della bellissima "As Dust Dances"), o sfoderano un incipit à la The Cribs piuttosto inusuale ("Now I'm Everyone"). Lascia perplessi anche la riesumazione degli U2 in "Love Has A Diameter".
Ottima comunque la prestazione al microfono di Neil, veramente a suo agio nel cavalcare le trame sonore create dalla band, nonostante una pulizia del suono che non trova riscontri nelle precedenti opere del combo scozzese.
"Puzzle" è comunque un gran bel disco, alla fin fine lontano dalle mode dettate dalla stampa anglosassone e titolare di tanti pezzi belli e comunque coinvolgenti. Una bella realtà, questi Biffy Clyro, in mezzo ad una marea di proposte d'oltremanica che tendono troppo ad assomigliarsi l'una con l'altra.
Tracce chiave: "Living Is A Problem Because Everybody Dies", "As Dust Dances", "Semi-Mental", "9/15ths";
Ciò che impressiona in questo "Puzzle" è la quantità di brani che possano "erigersi" a single, secondo la mia valutazione almeno sei.
Il più radiofriendly (nella speranza, per loro, che porti a qualcosa in termini monetari) ma non il migliore.