Sorprende questa bella retrospettiva su Billy Bragg per chi lo conosce solo per il folk elettrico di "New England" o per gli inni politici. Sorprende perché il quadro che emerge è di un Billy Bragg tutt'altro che limitato a pochi seppur magistrali trucchi del mestiere. Emerge anzi un songwriter a tutto tondo, capace di spaziare con successo nei generi più disparati e di mantenersi vitale e efficace nel corso degli anni.
E' certo che Billy Bragg è sempre stato un tipo scomodo, coraggioso e per questo ammirevole. Ce ne vuole di coraggio per interpretare il punk buttando a mare la band e presentandosi solo soletto con una chitarra elettrica. Ci vuole coraggio e talento, bisogna saper costruire canzoni dalle strutture melodiche semplici e potenti, capaci di sorreggersi quasi da sole, senza l'aiuto di arrangiamenti che solitamente facilitano il compito del compositore. E le melodie restano infatti scolpite tutt'uno con le parole : "I dont want to change the world Im not looking for a new England, im just looking for another girl...", recita la paradossalemente antipolitica "New England". Numerosi sono i brani da segnalare in questa prima parte della carriera dominata dall'essenzialità, da strutture melodiche disadorne e ben scolpite ma in particolare ricordiamo la bella "Levi Stubbs Tears" e "Greetings to the New Brunette".
Verso la fine del primo cd della raccola appare evidente la volontà di arricchire progressivamente gli arrangiamenti delle canzoni come nella title-track "Must I Paint you a Picture" e nel magistrale crescendo di "Waiting For The Great Leap Forward".
Il secondo cd si apre con uno dei brani più pop :"Sexuality", prodotto da Johnny Marr, seguono le bellissime ballate "Moving The Goalposts" e "Tank Park Salute", quest'ultima dedicata alla morte del padre in cui Bragg dimostra di essere un autore di testi delicato e efficace nonché totalmente privo di retorica.
Non manca nemmeno la collaborazione con i Wilco nella reinterpretazione di alcuni brani di Woody Guthrie. Verso la fine del cd, i brani tratti dall'ultimo cd ufficiale di Billy England Half English mostrano un po' di stanchezza ma l'ultimo pezzo della raccolta, uscito solo come singolo, "Take Down The Union Jack" conferma che Bragg non ha perso la verve polemica e la capacità di testi pungenti e ironici.
E' vero che probabilmente reggono meglio le canzoni personali di quelle politiche (scontata la melodia di "There is Power in the Union", ancora efficace invece "Between the War"). Tutto sommato si tratta di una ottima compilation, che da un lato offre una panoramica a 360 gradi dell'autore, dall'altro può stimolare ad approfondire un aspetto o l'altro della sua carriera.
PS poiché credo sia difficilemente rintracciabile, almeno a buon prezzo, in Italia consiglio gli interessati di prenderlo qui a 12.99 euro: http://www.play.com/play247.asp?pa=srmr&page=title&r=CD&title=153318