Copertina di Black Flag The First Four Years
ikonnikovcore

• Voto:

Per appassionati di punk rock, fan della musica hardcore, cultori della storia del punk, nostalgici degli anni '80, nuovi ascoltatori interessati alle radici del punk
 Dividi con...

LA RECENSIONE

C'era una volta l'America e tra le tante altre cose che c'erano in questo paese delle meraviglie c'era pure il punk rock. E fra i tanti che facevano il punk rock i Black Flag, volenti o nolenti, divennero la band cardine, insieme a pochissime altre, di tutto un movimento, l'hardcorepunk, che nient'altro era che la radicalizzazione sonora e attitudinale del primigenio punk rock.

"The first four years", come esplicita il titolo, raccoglie le incisioni dei primi quattro anni della Bandiera Nera, quindi i tre celeberrimi ep "Nervous Breakdown", "Jealous Again" e "Six Pack", la song "Clocked in" tratta dalla compilation tape Cracks in the sidewalks, la traccia bonus "Machine" ed il singolo "Louie Louie". Questo il materiale che possiamo trovare su questo dischetto ottico (tanti anni fa l'avevo in vinile ma poi lo regalai!!!????? Maledetta stupidità!).

La furia allo stato brado che straripa da queste songs è incontenibile! Si parte con "Nervous Breakdown" dove la chitarra di Greg Ginn e il torrido basso di Chuck Dukowsky ti aggrediscono a calci nello stomaco per pochi, dolorosi secondi. Le prime 4 fantastiche tracce sono cantate da Keith Morris (che infatti riprenderà coi suoi Circle Jerks "Wasted") che pare Johnny Rotten alle prese con i suoi incubi peggiori. Si passa poi a "Jealous Again" dove canta Ron "Chavo Pederast" Reyes e meritano una nota particolare "No values" e la grandiosa "You bet we've got something personal against you!" nei suoi 45" di folle ferocia. C' è poi la prima traccia inedita, "Clocked in" dove canta Dez Cadena e arriva l'ep "Six Pack", altro pezzo da 90 dei nostri, dove Dez, oltre a cantare, imbraccia pure la chitarra.

L'ultima traccia inedita è "Machine" dove Dez strilla come un ossesso "Machineee....Machineeee..." prima che il pezzo parta velocissimo e in una manciata di secondi naufraghi in feedback e di nuovo nelle grida di Dez. "Louie Louie" e "Damaged" vedono ancora Dez alla voce e chiudono questo gioiello. Qui non c'è ancora l'ombra di Henry Rollins ma personalmente io non ne sento affatto la mancanza, anche se amo tutti i dischi dei Black Flag.

Quello che c'è di incredibile in questo, però, e che si può trovare anche in altre incisioni di bands dell'epoca (Circle Jercks, Minor Threath, 7 Seconds, Adolescent, Wasted Youth....) è l'energia incontenibile, allo stato brado, che queste canzoni elementari trasmettono, una rabbia distruttiva che nessuna band grindcore munita di chitarroni ultrametal e voce growl come un rutto dopo 25 litri di birra e blastbeat a kalasnikov oliato a benzedrina ha mai eguagliato.

E adesso scusatemi ma ho qui la mia confezione da sei e tra poco comincia il mio telefilm preferito....

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra "The First Four Years" dei Black Flag come una raccolta imprescindibile che racchiude la furia primordiale e l’energia bruta del punk hardcore. Passando attraverso le voci di Keith Morris, Ron Reyes e Dez Cadena, l’album è descritto come un’esplosione sonora che ha influenzato tutto il movimento punk. Nonostante l’assenza di Henry Rollins, il disco mantiene un fascino unico e autentico. Una testimonianza della purezza e radicalità del punk degli anni ’80.

Tracce testi video

01   Nervous Breakdown (02:09)

Leggi il testo

03   I've Had It (01:25)

05   Jealous Again (01:52)

09   You Bet We've Got Something Personal Against You! (00:52)

12   I've Heard It Before (01:39)

Leggi il testo

13   American Waste (01:33)

14   Machine (01:27)

16   Damaged I (04:07)

Black Flag

Black Flag sono una band hardcore punk formata a Hermosa Beach (California) nel 1976 dal chitarrista Greg Ginn. Pionieri del DIY con l’etichetta SST, hanno definito l’hardcore americano con Damaged e spinto verso territori più lenti e pesanti con My War e Slip It In. Tra i cantanti storici figurano Keith Morris, Ron Reyes, Dez Cadena e Henry Rollins.
14 Recensioni