Copertina di Black Lips 200 Million Thousand
psychopompe

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Per appassionati di garage rock, indie rock, lo-fi, teen punk e musica alternativa
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LA RECENSIONE

Fine anno, tempo di fare il punto della situazione.

Cosa si salva in questo 2009? Solito bicchiere mezzo vuoto come nel 2008?

Un po’ si e un po’ no. E un po’ non lo so.

Un po’ sì perché di ascolti che mi han colpito ne ricordo pochi, e ancor meno quelli capaci di stuzzicare sia la mente che il corpo.

Un po’ no, perché alcune derive post ’80 marce lo-fi un loro fascino ce l’hanno. Sì quella roba che ora chiamano glo-fi  (brrr....)o altre definizioni del cazzo. A scremare cose interessanti ce ne sono.

Un po’ non lo so, perché ammetto di aver ascoltato poco anche solo di quello che viene promosso in webzine e riviste varie, soprattutto per estrema mancanza di tempo.

Capita allora di rifugiarsi, in assenza di stimoli adeguati, su lidi musicali ben conosciuti (magari pure troppo). Questo pensavo nei primi mesi dell’anno dopo aver sentito l’ultimo Black Lips. Un po’ la solita minestra riscaldata, insaporita per bene, magari un po’ più di pepe là, un rametto di timo lì, senza che il gusto generale cambi di molto.

Non avevo fatto però il conto con le “canzoni”. Eh sì, perché se l’impatto sonoro dei Lips è come detto, il solito (qualcosa di indefinito fra Back From The Grave- sempre meno per la verità- e garage sound selvaggio alla texana), questa volta han centrato proprio le canzoni. E sulle 14 totali, ben poche sono riempitive. Merce sempre più rara, soprattutto in ambito garage.

La cosa migliore è che le sento oramai da mesi senza che mi stanchino per nulla (cosa accaduta al precedente disco invece). Ritornelli e refrain che si stampano a caldo sulla corteccia cerebrale senza possibilità di liberarsene (“Again And Again”, “Take My Heart” la contagiosa “Body Combat”), con inoltre una vena ironica e delirante ancora più accentuata che in precedenza (il video di “Drugs” docet), nonché alcuni esperimenti fuori dal seminato (il semi hip hop di “The Drop I Hold”, il piano caracollante di “Elijah”, la quasi psichedelica “I Saw God").

Ma amerò questo disco soprattutto per un paio di anthem teen punk, rispondenti ai nomi di “Starting Over”, che ricorda gli LA’s (?) e soprattutto “I’ll Be With You”, roba tipo i Reigning Sound versione acustica.

Non chiedetemi il perché di questi sperticati elogi, a ben sentire non ci sarebbe niente per cui strapparsi i capelli. Ma vista la calvizie incipiente, forse è una fortuna.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia come il disco '200 Million Thousand' dei Black Lips, pur mantenendo un sound garage tradizionale, presenti canzoni fortemente coinvolgenti e memorabili. Brani come 'Again And Again' e 'Body Combat' restano impressi, accompagnati da sperimentazioni e una vena ironica. L’album conquista l’ascoltatore, risultando più valido e stimolante rispetto al precedente lavoro.

Tracce video

01   Take My Heart (02:48)

02   Drugs (02:33)

03   Starting Over (03:59)

04   Let It Grow (03:37)

05   Trapped in a Basement (02:34)

06   Short Fuse (03:26)

07   I'll Be With You (02:32)

08   Big Black Baby Jesus of Today (02:56)

09   Again & Again (02:48)

10   Old Man (02:52)

11   The Drop I Hold (03:16)

12   Body Combat (03:24)

13   Elijah (02:52)

14   I Saw God (04:15)

15   Meltdown (07:55)

Black Lips

Band garage rock di Atlanta (Georgia) formata nel 1999 e nota per concerti sfrenati, attitudine lo-fi e melodie appiccicose. Tra i fondatori Cole Alexander e Jared Swilley; il chitarrista Ben Eberbaugh è scomparso nel 2002. Pubblicazioni su etichette di culto come Bomp!, In The Red e Vice.
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