Copertina di Blackfield Welcome To My DNA
Gregory Samsa

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, fan di steven wilson, ascoltatori di pop raffinato ed emozionale
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Terzo album per i Blackfield, progetto nato dalla collaborazione fra Steven Wilson, anima dei Porcupine Tree, e il polistrumentista israeliano Aviv Geffen.

Il percorso musicale del progetto giunge alla terza tappa con maggiore consapevolezza compositiva, sperimentando con maturità le strade del pop in senso puro, inteso come arte melodica universale. Nonostante le composizioni di Geffen condividano lo studio meticoloso dei suoni e gli arrangiamenti poetici dei Porcupine Tree, il risultato complessivo si distacca molto dalle inclinazioni Prog del gruppo di Wilson.

Un prodotto emotivo, semplice ma mai banale. E' così che la complessità si scioglie con classe, senza perdere il gusto e regalandoci quaranta minuti di musica ben confezionata. Rispetto a “Blackfield II” le sonorità perdono il suono cupo ed esistenzialista e si liberano in un'atmosfera di grande respiro.

L'apertura è “Glass House” armoniosa digressione popeggiante; segue l'ossessiva e dinamica “Go To Hell”, poetica e decadente. “Rising Of The Tide” è il classico pezzo dei Blackfield: essenziale, pulita ma curata nei dettagli. “Waving”, spensierata e di poche pretese, è forse uno dei pezzi meno riusciti del disco. La stessa “Far Away” appare già sentita e annoia facilmente sopratutto nella chiusura sinfonica. Approccio, che ritroviamo anche nella successiva “Dissolving With The Night” molto più epica nei toni e carica sul piano emotivo, grazie alla scrittura profonda ed elegante. “Blood” è solida ed ipnotica: testo minimalista, riff distorto e deciso ma compensato dal ritornello estremamente melodico.

La successiva “On The Plane” è forse il pezzo migliore dell'album, melodia delicata ed introspettiva, scorre senza eccessi e virtuosismi ma si spiega nell'assolo centrale, pulito e caldissimo. “Oxygen” e “DNA” sono i pezzi più space del disco: escursioni soffici nella galassia melodica tracciata dall'intero album. Nel mezzo si piazza “Zigota”, senza dubbio il pezzo più eterogeneo e vicino alle composizioni dei Porcupine. Giunti alla terza fatica i Blackfield hanno forse sfornato il loro lavoro più completo. Continuano a non disprezzare l'autocitazione, l'esplorazione dei suoni semplici e della melodia come esercizio di stile...e che stile.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Il terzo album di Blackfield segna una maturità compositiva che privilegia un pop melodico e universale, distaccandosi dal prog di Porcupine Tree. Nonostante alcune tracce meno riuscite, offre quaranta minuti di musica emotiva e ben confezionata, con pezzi di pregio come "On The Plane" e "Blood". Un lavoro completo che riflette uno stile raffinato e uno studio attento degli arrangiamenti.

Tracce video

01   Glass House (02:56)

02   Go to Hell (03:03)

03   Rising of the Tide (03:47)

04   Waving (03:54)

05   Far Away (02:47)

06   Dissolving With the Night (04:06)

07   Blood (03:17)

08   On the Plane (03:41)

09   Oxygen (03:04)

10   Zigota (05:04)

Blackfield

Blackfield è un duo art rock formato da Steven Wilson (UK) e Aviv Geffen (Israele). Debutto nel 2004 con Blackfield, seguito da Blackfield II (2007), Welcome to My DNA (2011), Blackfield IV (2013) e Blackfield V (2017), oltre a pubblicazioni live. Noti per brani brevi, melodici e malinconici.
08 Recensioni

Altre recensioni

Di  IAmRapture

 L’atmosfera che si respira durante l’ascolto è trasognata e distante, piuttosto differente rispetto alle tinte amare e fin troppo disilluse dei precedenti lavori.

 In Welcome to my DNA traspaiono tutta la passione e la sensibilità dei due artisti, che migliorano e rifiniscono ulteriormente la formula dei Blackfield.