Copertina di Blonde Redhead Melody of Certain Damaged Lemons
masturbatio

• Voto:

Per appassionati di musica indie e rock alternativo, ascoltatori sensibili alle atmosfere introspettive e riflessive, fan di blonde redhead e kazu makino
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LA RECENSIONE

380 km. Questa la distanza che mi separa da un sogno. Vicino o lontano che si consideri non importa, l’ho colmata un giorno ed è stato come non mi aspettavo, sono rimasto totalmente incosciente.

Distanze siderali accomunano il mio rapporto con questo disco. Ho sempre avuto paura di rimetterlo sul lettore. È il cd più consumato, graffiato, unto che ho. Vorrà dire qualcosa.

Quei riquadri rosso sangue sulla copertina hanno inciso l’anima, questa prende il volo ogni volta che mi approccio a Melody of Certain Damaged Lemons. È il disco che rappresenta per me la differenza tra innamoramento ed amore. L’ascolto come facevo da bambino ma ora sono cresciutello. L’ascolto e m’illudo di capire cosa voglia trasmettere.

È un monito a non rimanere ancorati al passato, a capire le proprie emozioni e a lasciarsi travolgere da esse. Non lo prendo alla leggera perché ricordo che fin da piccolo queste melodie incutevano forte angoscia e soggezione. Come l’attrazione fatale della falena notturna per i lampioni, ho sempre sbattuto contro quest’opera, nel tentativo di coglierne sfumature nascoste, un’essenza.

Ed è sempre una nuova scoperta, perché il timbro di Kazu Makino non solo è inafferrabile, è velenoso, stride con grazia sui comuni mortali che hanno avuto il piacere di ascoltarlo almeno una volta nella propria vita.

Gli errori commessi, si spera in buona fede, vengono smascherati quando metto su il cd. Come fa un supporto così piccolo a contenere tanta grandezza? L’umore generale che aleggia è cupo, come triste è la sorte di chi rimugina sui propri passi. Molte fotografie mentali si susseguono all’ascolto. Quadretti sanguigni appunto, ferite aperte, cicatrici che faticano a guarire. A volte, nelle giornate buone, riesco quasi a visualizzare queste immagini e provo stupore e dolore.

Non è un caso se il primo verso del disco recita così:

Lying on my back, I heard music

Felt unsure and catastrophic

Had to tell myself it's only music

It blows my mind, but it's like that

Non è un caso se le due composizioni (per il sottoscritto) più rilevanti sono precedute da brevi digressioni strumentali, come a voler prendere un respiro profondo. Poi la discesa in un baratro fatto d’attrazione e allontanamento, di incomprensioni profonde tra due persone che cercano d’amarsi, di capirsi. È un botta e risposta tra Makino e Amedeo Pace, un rincorrere affannato di lui che prova a cogliere l’intimo mistero nascosto in lei.

You’ll be a freak

And I will keep you company

Questo l’ultimo sussurro del disco, l’ennesima marcia funebre del vuoto che incorre tra due persone che si vogliono bene ma che non conoscono l’amore, o se volete, dell’incomunicabilità.

Ora il cd l’ho in macchina, non lo schiodo di lì perché diventato parte integrante della carrozzeria insieme al santino di Keith Moon. Se un giorno qualcuno mi chiedesse di mettere su qualcosa saprei esattamente che esperienza fargli provare: il voltastomaco, le farfalle in pancia, l’innamoramento che precede l’amore e la consapevolezza che il tutto si regga su un filo sottilissimo. Quello di un ragno che attende un suo simile, pronto ad iniettare un veleno dolcissimo.

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Riassunto del Bot

La recensione esprime un intenso rapporto personale con l'album Melody of Certain Damaged Lemons dei Blonde Redhead, evidenziandone l'atmosfera cupa e profonda. L'autore riflette sulle emozioni contrastanti evocate dal disco, sull'incomunicabilità tra persone che si vogliono bene e sulla simbologia del timbro vocale di Kazu Makino. Il disco viene descritto come un viaggio doloroso ma affascinante tra innamoramento e amore, con un valore quasi sacro. Una testimonianza genuina di un legame affettivo forte e duraturo con l'opera.

Tracce testi video

01   Equally Damaged (00:40)

03   Melody of Certain Three (03:53)

Leggi il testo

04   Hated Because of Great Qualities (04:42)

Leggi il testo

05   Loved Despite of Great Faults (04:12)

06   Ballad of Lemons (01:54)

11   For the Damaged Coda (02:37)

Blonde Redhead

Trio musicale con base a New York composto da Kazu Makino e dai fratelli Amedeo e Simone Pace. Nelle recensioni viene descritto un percorso dagli esordi noise-rock (con richiami ai Sonic Youth) verso sonorità più melodiche, eteree e arrangiate, con crescente uso di tastiere e sintetizzatori.
21 Recensioni

Altre recensioni

Di  donzaucher

 Non è facile classificare la loro musica, né azzardare accostamenti con altri gruppi esistenti.

 Se avete modo, ascoltatevelo, secondo me è un disco sottovalutato e poco conosciuto!


Di  ZiOn

 Il loro noise-rock sembra stemperarsi, lasciando spazio a momenti più melodici ma non per questo meno originali.

 Ottimo album, vivamente consigliato a tutti coloro che lo abbiamo perso, o come ottimo punto di partenza per conoscere i Blonde Redhead.


Di  The_dull_flame

 Kazu è una sirena che ha perso il punto d'approdo ed è sperduta in mezzo ad una tempesta di onde devastanti.

 Molto più cattivo e acido di 'Misery', ma ancora sorprendente.