LA RECENSIONE

Forse ho compiuto un enorme, madornale errore/orrore: il primo disco dei Blonde Redhead che ho ascoltato è stato" Misery Is A Butterfly" del 2004.

Quel disco mi aveva rapito come un orso viene incastrato da una trappola. Per una volta il titolo di un disco ha davvero enfatizzato il suo contenuto: le canzoni contenute erano così eteree ed ovattate, ma mai noiose o banali, da apparire come le movenze di una farfalla che danza nel vento, con rarissimi interventi di velocizzazione del ritmo (su tutte "Equus", devastante capolavoro indie-rock). Quel disco mi catturò profondamente, mi strappò via il cuore facendolo suo, esercitando un potente sortilegio sulle mie orecchie, intente a godersi una estatica ed estasiata "Elephant Woman". Nulla da dire: quel gruppo italogiapponese era manna dal cielo. Non intesi approfondire, non capisco ancora oggi il perchè. Forse perchè così perso tra quelle tracce che non intendevo dare ascolto alle opere precedenti , temendole troppo inclini a qualcosa di diverso e poco magico.

Solo pochi giorni fa decisi di farmi forza, attratto dalla copertina rosso-scarlatto di questo "Melody Of Certain Damaged Lemons" abbandonato su uno scaffale di un negozio di dischi a 6,90€, come se fosse un qualsiasi dischetto della Tatangelo. Ne fui tentato, come le api lo sono dal miele. Il titolo per quel piccolo capolavoro datato 2004 era stato così azzeccato e impressionantamente fedele. Immaginai il suono di limoni straziati e spiaccicati. Non riuscii ad immaginarmelo.
Acido? Rozzo? = Chitarre ferrose e strepiti?

Non ci penso due volte e lo prendo.

L'inizio è strepitoso. Siamo ben lontani dalle eteree visioni di "Misery Is A Butterfly" e ancora mi rapisce. Un breve strumentale è una sorta di intro alla splendida suite di sei minuti "In Particular".

Kazu è una sirena che ha perso il punto d'approdo ed è sperduta in mezzo ad una tempesta di onde devastanti. La ritmica è quasi d'ambiente, ma una chitarra tagliente è parte integrante di una struttura sonora davvero invidiabile e avvolgente.

"Sdraiata di schiena/Sentivo della musica/Mi sentii insicura e catastrofica/Dovetti dire a me stessa che era solo musica/Soffia nella mia testa/Tutti gli altri sono così noiosi/Nessuno è così buono abbastanza". Kazu sta parlando per me!

Mi sto chiedendo se questa melodia quasi ancestrale e febbrile venga da un altro mondo e che sia veramente musica o se siano solo i miei sensi. In mezzo a tutte quelle "X" ripetute a fine testo. Mi perdo.

Fino a ricongiungermi con un post rock rozzo e struggente di "Melody Of Certain Three". Kazu ritorna in un pezzo quasi post-rock denonimato "Hated Because Of Great Qualities". Kazu è una strega, con la sua voce da bambina fatata, che a volte risulta lagnosa e insopportabile, ma da cui non riesci a liberartene. Ti graffia la pelle inesorabilmente. Mentre gli strumenti sotto la accompagnano verso una fontana di sensi, che si conclude con un guizzo di emozioni allucinate.

Mi ritrovo su un'isola deserta. Non avrei mai pensato che il gruppo di "Misery" avesse potuto produrre un altro disco di allucinazione cronica, così lontano in fatto di suoni, eppure avvincente e struggente.

Stupenda "Love Despite Of Great Faults", che è una sorta di incontro amoroso tra rock e animo umano. Totalmente diversa "Ballad Of Lemons", in cui si vira pericolosamente nell'ambient. Sorprendente, nei suoi due minuti scarsi, che si fiondano nella marcetta indie-rock "This Is Not", le percussioni, i sintetizzatori entrano virandosi uno con l'altro in una danza di macabre intuizioni. Il guizzo della voce di Kazu è assai delirante, ma a pieno agio con la scelta stramba dell'accompagnamento musicale.

"A Cure" è uno splendido ed inaspettato duetto tra le due voci del gruppo. Uomo e donna si incontrano, si corteggiano musicalmente, fino alla completa assoluzione finale. L'atmosfera è tesa e tagliente, come un foglio di carta che macchia di sangue il polpastrello raggrinzito. Ancora emozioni in "For The Damaged", stupenda interpretazione voce-pianoforte, offerta dalla sensazionale sensualità di una Kazu in stato di grazia, in punta di piedi.
"Mother" è rabbia hardcore allo stato puro: quello che esattamente mi aspettavo dal titolo del disco. Kazu ha perso il controllo, è assatanata come una fenice ferita. Sensuale e maledetta. Una bonus track chiude il vaso di pandora con estrema grazia e sensuale ambiguità erotica.

Molto più cattivo e acido di "Misery", ma ancora sorprendente. Dicevo prima di aver compiuto un errore ad ascoltare questo disco per secondo? Sì e ne sono tuttora convinto... forse avrei apprezzato ancora di più la musica contenuta in entrambi i due album, riuscendo a godere dell'evoluzione musicale ed interiore di questo incredibile gruppo.

Da ascoltare con fervore.

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Riassunto del Bot

Questa recensione analizza 'Melody Of Certain Damaged Lemons' dei Blonde Redhead, evidenziando un disco più acido e intenso rispetto al precedente 'Misery Is A Butterfly'. L'autore apprezza la voce unica di Kazu, le atmosfere avvolgenti e le composizioni emotive e variegate che fondono rock, ambient e post-rock. Il disco è descritto come una sorprendente e struggente esperienza musicale che merita di essere ascoltata con passione.

Tracce testi video

01   Equally Damaged (00:40)

03   Melody of Certain Three (03:53)

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04   Hated Because of Great Qualities (04:42)

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05   Loved Despite of Great Faults (04:12)

06   Ballad of Lemons (01:54)

11   For the Damaged Coda (02:37)

Blonde Redhead

Trio musicale con base a New York composto da Kazu Makino e dai fratelli Amedeo e Simone Pace. Nelle recensioni viene descritto un percorso dagli esordi noise-rock (con richiami ai Sonic Youth) verso sonorità più melodiche, eteree e arrangiate, con crescente uso di tastiere e sintetizzatori.
21 Recensioni

Altre recensioni

Di  donzaucher

 Non è facile classificare la loro musica, né azzardare accostamenti con altri gruppi esistenti.

 Se avete modo, ascoltatevelo, secondo me è un disco sottovalutato e poco conosciuto!


Di  ZiOn

 Il loro noise-rock sembra stemperarsi, lasciando spazio a momenti più melodici ma non per questo meno originali.

 Ottimo album, vivamente consigliato a tutti coloro che lo abbiamo perso, o come ottimo punto di partenza per conoscere i Blonde Redhead.


Di  masturbatio

 È il disco che rappresenta per me la differenza tra innamoramento ed amore.

 Come fa un supporto così piccolo a contenere tanta grandezza?