Copertina di Blur Parklife
2000

• Voto:

Per appassionati di musica anni '90, fan del britpop, cultori della musica rock britannica, giovani curiosi di storia musicale
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LA RECENSIONE

E' la generazione Trainspotting, quella che non vedeva un futuro roseo (del resto, "chi ha bisogno di ragioni quando hai l'eroina?" -Cit.-).

Gli Oasis e i Blur dominarono le classifiche, ma come al solito i media hanno reso l'arte in mera sfida commerciale. I Blur vennero visti come gente borghese che suonava pop ruffiano per altri borghesi. I più rocheggianti Oasis invece vennero subito divinizzati, dal pubblico e dalla critica.

Oggi, 2017, più di vent'anni dopo, le cose sono un pochino cambiate. Liam Gallagher è diventato la caricatura di sè stesso facendo il Pino Scotto di Twitter, sputtanando il povero Noel, che invece sta avendo un buon successo con un interessante side project. I blur due anni fa hanno cacciato fuori un album di alta qualità e la carriera solista di Damon Albarn ha dato i suoi frutti con i Gorillaz, i Good, The Bad and The Queen e il recente Everyday Robots.

Parklife oggi può essere il vero emblema del Britpop con Different Class e Morning Glory. Un album che ironizza su quella generazione di scoppiati, gente media, senza "charme", la middle class ironicamente raccontata da un gruppetto non proprio sobrio, tant'è vero che anche i componenti del gruppo ne hanno passate di cotte e di crude, dalle dipendenze ai periodi di poca visibilità.

Parklife è un album che va ricordato, anche se ci sono già un paio di recensioni, ma più se ne parla, meglio è. In apertura la strafamosa Girls and Boys preannuncia un grande viaggio pop con molti rimandi ai Kinks, Beatles e Stone Roses. Ne esce però un lavoro con un sound maturo e personale dato dall'ottimo utilizzo degli strumenti ed un'energia e positività più leggera forse di quei gruppi più seriosi del periodo.

Che dire: mi fa piacere ricordare questa pietra miliare degli anni '90 ed una band con i controcoglioni. Alla prossima!

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Parklife dei Blur come un vero emblema del Britpop anni '90, sottolineandone il sound maturo, le influenze musicali e l'ironia verso la middle class. Viene evidenziata la rivalutazione della band rispetto agli Oasis, il successo delle carriere soliste, e la qualità duratura dell'album con tracce come 'Girls and Boys'. Un omaggio a un classico che ha segnato un'intera generazione.

Blur

I Blur sono una delle band inglesi più influenti del britpop anni Novanta, noti per la capacità di reinventarsi e spaziare tra generi. Nati a Colchester nel 1989, hanno segnato la storia del pop britannico con dischi iconici (Parklife su tutti), progetti paralleli e un’ironia inconfondibile.
49 Recensioni

Altre recensioni

Di  danieleerpiccoletto

 Un album che presenta sfaccettature nuove in ogni sua canzone, semplicemente stupendo.

 Un ritornello che ti rimane in mente sin dal primo ascolto.


Di  ste84

 Sti Blur non sono male, eh Ste!

 Questo album mi ha costretto a fare un passo indietro ed apprezzare anche la musica dei Blur... anche un pochino più intelligente.


Di  temi

 "Parklife, una delle pietre miliari del Britpop, schizza al numero 1 della classifica UK e scalza i Pink Floyd."

 "Ascoltate quest'album, non ve ne pentirete."


Di  Jude93

 "'Parklife' sintetizza l’essenza del britpop e ne ha contribuito la diffusione di massa anche fuori dall’Inghilterra."

 "Un vero e proprio inno liberatorio alla vita all’aria aperta, libera e senza pensieri, propria degli immensi parchi inglesi."