Eccomi qui, a scrivere la mia prima recensione!
Questo terzo disco della band inglese è a mio avviso un disco senza tempo, scorrevole e pulito in tutta la sua durata. Un album che ho scoperto quando avevo pochissimi anni, essendo io molto giovane, e che non mi stufa ancora adesso.
Si inizia dalla track numero 1, "Girls and Boys", senza dubbio uno dei pezzi piú spumeggianti dell'album; ritmo fresco e innovativo se si considera la data di uscita di questo lp, e un ritornello che ti rimane in mente sin dal primo ascolto: "Girls who are boys who like boys to be girls who do boys like they're girls who do girls like they're boys always should be someone you really love".
E le canzoni che seguono sono tutte fatte della stessa pasta: innovative, spumeggianti, fresche e trascinanti.
Questo cd inoltre dà un senso di scorrevolezza che pochi altri cd riescono a darmi: cosí da "Girls and Boys" si arriva subito a "Parklife", pezzo piú bello dell'album a mio parere.
"Bank Holiday" invece è una canzone velocissima e rock. Da citare anche "Tracy Jacks", molto bella, e "To The End", lenta ma molto piacevole.
E potrei citarne molte altre, già, perché è proprio questo il punto di forza di "Parklife": un album che presenta sfaccettature nuove in ogni sua canzone, semplicemente stupendo.
Sti Blur non sono male, eh Ste!
Questo album mi ha costretto a fare un passo indietro ed apprezzare anche la musica dei Blur... anche un pochino più intelligente.
"Parklife, una delle pietre miliari del Britpop, schizza al numero 1 della classifica UK e scalza i Pink Floyd."
"Ascoltate quest'album, non ve ne pentirete."
"'Parklife' sintetizza l’essenza del britpop e ne ha contribuito la diffusione di massa anche fuori dall’Inghilterra."
"Un vero e proprio inno liberatorio alla vita all’aria aperta, libera e senza pensieri, propria degli immensi parchi inglesi."
Parklife oggi può essere il vero emblema del Britpop con Different Class e Morning Glory.
Mi fa piacere ricordare questa pietra miliare degli anni '90 ed una band con i controcoglioni.