Copertina di Blur Parklife
ste84

• Voto:

Per appassionati di britpop, fan degli anni '90, ascoltatori di rock britannico e pop intelligente
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LA RECENSIONE

Essere un grande fan dei Gallagher Bros. ha sempre fatto dei Blur i miei acerrimi nemici; certo mi sono trovato a urlare "Whoo Hooo!" anche io ma li odiavo comunque. Due giorni fa mi reco dalla mia rivenditrice di cd (originali) di fiducia e butto un occhio ai cd dei Blur; "quasi quasi..." dice il mio omino del cervello... "ma si, dai!" dico io. Scelgo "Parklife" perché mi piace la copertina, perché costa 10 EURI a differenza degli altri e perché è uscito lo stesso anno di "Definitely Maybe"...

Il primo ascolto in macchina (dal negozio a casa) è stato delizioso: faccio in tempo ad ascoltare le prime tre tracce; "Girls & Boys" è una song smaccatamente pop simil-dance... irresistibile! "Tracy Jacks" scorre tra un "vaffanculo" a quella balorda che non mi ha dato la precedenza e una soddisfatta espressione di allegria che la song mi mette! "Sti Blur non sono male, eh Ste!" mi dice l' omino del cervello mentre sotto Damon canta della "fine del secolo".
Eccomi a casa... riprendo dalla traccia 4 "Parklife": verso recitato su una melodia che sprizza British da tutti i pori, soprattutto nel chorus. Mi godo il veloce rock di "Bank Holiday" che fino ad ora è l'unica traccia che mi consente di fare un paragone con gli Oasis; in effetti la successiva "Badhead" conferma che sta battaglia virtuale tra le band non ha né capo né coda: i generi sono diversi e ammetto con amarezza che i Gallagher non saranno mai in grado di spaziare tra i vari suoni come fanno abilmente i loro antagonisti.
Dopo la divertente strumentale stile Raul Casadei di "The Debt Collector" rimango sorpreso nell'ascoltare la psichedelica "Far Out": effetti in background, calma & pace... bella! Un arrangiamento barocco, la voce particolare di Albarn che si alterna con una sensuale francese... e un ritornello che trasuda amore, romanticismo e dolcezza: è "To The End". E ancora ritmo! Belli quegli effetti di battiti di mani durante il verso... la voce mi ricorda Peter Gabriel, ma in fondo "London Loves" non mi piace granchè!
Nel rock "Trouble In The Message Centre" tira un'aria di 80's, ma soprattutto nel pop di "Clover Over Dover". Non potevano mancare dei "la la la la" ed eccoli puntuali nel ritonello della simpatica "Magic America"; di "Jubilee" mi rimane poco: si è carina e veloce, insomma godibile ma l'unica cosa che mi colpisce è l'effetto di quelle pistole finte che ognuno avrà maneggiato da bambino, assolutamente geniale!
Arrivo dopo quasi tre quarti d' ora a "This Is A Low": è la malinconica ultima pagina; lenta, a tratti triste, con un godibile assolo distorto... è uno dei momenti migliori dell' album. E la finale "Lot 105" è la scossa che non ti aspetti, quella che ti risveglia: un coro da pub, da cantare con gli amici in quelle situazioni di puro divertimento!

Beh questo album mi ha costretto a fare un passo indietro ed apprezzare anche la musica dei Blur che è totalmente diversa da quella degli Oasis e, lo ammetto a malincuore, anche un pochino più intelligente... lo dice anche l'omino del cervello.

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Riassunto del Bot

La recensione racconta la sorprendente esperienza di un fan degli Oasis che scopre e apprezza 'Parklife' dei Blur. L'album viene descritto come vario e intelligente, capace di spaziare tra pop, rock e psichedelia con un'inconfondibile impronta britannica. Tracce come 'Girls & Boys' e 'To The End' spiccano per originalità e sentimento, mentre 'This Is A Low' figura tra i momenti migliori. L'autore ammira la capacità dei Blur di differenziarsi dai Gallagher, riconoscendo la qualità e freschezza della band.

Blur

I Blur sono una delle band inglesi più influenti del britpop anni Novanta, noti per la capacità di reinventarsi e spaziare tra generi. Nati a Colchester nel 1989, hanno segnato la storia del pop britannico con dischi iconici (Parklife su tutti), progetti paralleli e un’ironia inconfondibile.
49 Recensioni

Altre recensioni

Di  danieleerpiccoletto

 Un album che presenta sfaccettature nuove in ogni sua canzone, semplicemente stupendo.

 Un ritornello che ti rimane in mente sin dal primo ascolto.


Di  temi

 "Parklife, una delle pietre miliari del Britpop, schizza al numero 1 della classifica UK e scalza i Pink Floyd."

 "Ascoltate quest'album, non ve ne pentirete."


Di  Jude93

 "'Parklife' sintetizza l’essenza del britpop e ne ha contribuito la diffusione di massa anche fuori dall’Inghilterra."

 "Un vero e proprio inno liberatorio alla vita all’aria aperta, libera e senza pensieri, propria degli immensi parchi inglesi."


Di  2000

 Parklife oggi può essere il vero emblema del Britpop con Different Class e Morning Glory.

 Mi fa piacere ricordare questa pietra miliare degli anni '90 ed una band con i controcoglioni.