Copertina di Bob Dylan Oh Mercy
benzo24

• Voto:

Per appassionati di musica rock e folk, fan di bob dylan, amanti delle produzioni musicali di qualità
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LA RECENSIONE

Correva l'anno 1989 ed era dai tempi di Infidels che Bob Dylan non pubblicava lavori all'altezza delle sue capacità e della sua fama: una serie di dischi poco curati distrutti da scellerate produzioni di cattivo gusto. Il primo passo fu quindi dare un "suono" che esaltasse le qualità delle canzoni e così la produzione fu assegnata al geniale Daniel Lanois, il disco che ne uscì è Oh Mercy ed il risultato fu sbalorditivo!

Fin dalle prime note l'ascoltatore è introdotto in un mondo magico, fatto di suoni densi e caldi, mentre passano in rassegna brani di una bellezza dirompente, di un'intensità superiore che solo Dylan riesce a dare con il suo tocco.
Come non rimanere attoniti di fronte a "Man In The Long Black Coat", gente come Tom Waits o Nick Cave (per fare solo due nomi) è da sempre alla ricerca di scrivere momenti così splendenti e vigorosi.

Oh Mercy, un disco, la realtà, un sogno reale o meglio: la realtà di "una serie di sogni" che ci racconta di posti dove cadono le lacrime, di montagne piene di pecore smarrite, di campane che scandiscono la perdita dell'innocenza, di gente che soffre e lotta nella notte a causa della malattia della Vanità, confini invisibili, strade incorniciate da alberi africani in cui soffiano delle brezze minacciose.
Un mondo dove tutto è un compromesso, in cui tutto è spezzato, dalle strade ai cuori, un mondo senza amore, senza dignità in cui non si distingue più il bene dal male, un mondo sovrastato dalla figura dell'uomo con il lungo cappotto nero, ladro di sogni, ladro d'amore, che ci lascia soli con i nostri rimpianti e i nostri ricordi, soli in mondo di stelle cadenti, che bruciano in pochi istanti e svaniscono nell'immensa oscurità, dove una solitaria voce sussurra, grida, invoca e ripete sempre la stessa parola: pietà!

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Riassunto del Bot

Oh Mercy rappresenta il ritorno di Bob Dylan ad un lavoro all'altezza della sua fama, grazie alla produzione di Daniel Lanois. L'album avvolge l'ascoltatore in atmosfere dense e calde, con brani intensi e poetici. L'album racconta un mondo spezzato, pieno di sogni, sofferenza e pietà, dominato dall'iconica figura dell'uomo con il lungo cappotto nero.

Tracce testi video

01   Political World (03:47)

02   Where Teardrops Fall (02:32)

03   Everything Is Broken (03:15)

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05   Man in the Long Black Coat (04:33)

06   Most of the Time (05:03)

07   What Good Am I? (04:44)

08   Disease of Conceit (03:43)

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09   What Was It You Wanted (05:02)

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10   Shooting Star (03:15)

Bob Dylan

Bob Dylan (nome d'anagrafe Robert Allen Zimmerman) nasce nel 1941 e rivoluziona la musica e la canzone d'autore in Occidente, portando il folk e il rock in territori impensati. Influenzato da Woody Guthrie e dalla Beat Generation, vince il Nobel per la Letteratura nel 2016.
127 Recensioni

Altre recensioni

Di  Viva Lì

 "Quando ormai gli anni Ottanta stanno volgendo inesorabilmente al termine, la zampata leonina di Dylan appare, se possibile, ancora più vigorosa e incisiva."

 "Dylan riesce finalmente a ritrovare la propria vena cantautoriale, seppur dolente e invecchiata, rispetto ai tempi in cui sobillava le folle con 'The times they are a changin''."