Copertina di Brainticket Cottonwoodhill
supersoul

• Voto:

Per appassionati di musica psichedelica, acid rock e prog rock anni '70, amanti delle esperienze sonore intense e sperimentali
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LA RECENSIONE

Warning!!! Only listen once a day to this record. Your brain might be destroyed!

 Letta l'avvertenza? Ok oggi potete ascoltarlo, ma una sola volta mi raccomando, perché un biglietto diretto al cervello costa parecchio. Nel 1971 una banda di fricchettoni provenienti dai più svariati paesi europei si mette in testa di dare una lezione ai californiani su come si fa un disco sotto l'effetto dell'acido lisergico. Svizzeri, tedeschi, inglesi, forse qualche oriundo italiano (quelli non mancano mai) tra i magnifici sette dello Sballo Maggiore: Joël Vandroogenbroeck, organo, flauto e voce; Ron Bryer, chitarra; Werni Frohlich, basso; Cosimo Lampis, batteria; Wolfgang Paap, tabla; Dawn Muir, voce; Hellmuth Kolbe, potenziometri, generatore di suoni ed effetti sonori a manetta.

 Attenzione che questi sublimati nei primi due brani della facciata A cercheranno di confondervi le idee, non facendovi capire cosa tengono nascosto nel resto del disco. Così "Black Sand" e "Places of Light" vi potranno sembrare due belle proposte di sano prog rock condotte dall'organo hammond con qualche stranezza tanto per gradire, come la voce filtrata di Joel nel primo caso e la leggera venatura funky jazz del secondo, dove faremo l'incontro con la voce elettronicamente manipolata della sensuale Dawn Muir.

Ok, adesso avete il biglietto pronto nella mano? Staccatelo ed entrate... attenzione alle vetrine che vanno subito in mille pezzi e alle auto della polizia che sfrecciano a sirene spiegate! Sentite questo groove funky della chitarra e dell'organo? Sarà ETERNO: non vi abbandonerà per il resto della prima facciata e per l'intera seconda. Avete appena utilizzato il vostro "Brainticket" diviso in Part 1 e Part 2. Aggrappatevi alle cuffie e ogni sorta di rumore quotidiano entrerà nella vostra testa: martelli pneumatici, gargarismi, sveglie impazzite, risate infernali, scrosci di pioggia acida, vetri frantumati, denti spazzolati, l'orgasmo psichedelico di Dawn che chiede di essere posseduta, treni che sferragliano sui binari di stazioni deserte, echi di una rivolta domata con le raffiche di mitragliatrice, la colata bollente di un impianto siderurgico, scimme urlatrici della foresta amazzonica, la nona di Beethoven, linee telegrafiche impazzite ...

Siete allo stremo vero? E quel maledetto loop di hammond e chitarra che non smette mai di masturbare il nervo acustico e Dawn che implora "it's all right.. it's all right... it's all right..."   ma quante volte vuoi venire, troia?!?  Il mio tempo è scaduto e c'è ancora una sinistra avvertenza stampata sulla copertina: "After listening to this record your friends won't know you anymore"....

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album Cottonwoodhill dei Brainticket come un viaggio psichedelico intenso e unico, capace di confondere e coinvolgere l'ascoltatore. La band composta da musicisti europei crea un miscuglio potente di acid rock e prog, ricco di effetti sonori e voci manipolate. L'ascolto è definito quasi un'esperienza mistica e viscerale, sconsigliata se non fatta con cautela. L'album viene descritto come un classico di culto, da approcciare una volta al giorno per evitare il 'danno' cerebrale.

Tracce video

01   Black Sand (04:05)

02   Places of Light (04:05)

03   Brainticket, Part I (08:21)

04   Brainticket, Part I (Conclusion) (04:36)

05   Brainticket, Part II (13:13)

Brainticket

Collettivo europeo di rock psichedelico/kraut guidato dal musicista belga Joel Vandroogenbroeck, attivo dal 1968. Tra i lavori di culto: Cottonwoodhill (suite rumorista e voce di Dawn Muir), Psychonaut (più melodico e onirico) e Celestial Ocean (concept ispirato al Libro egiziano dei morti, registrato in Italia).
05 Recensioni

Altre recensioni

Di  paolofreddie

 ‘‘Cottonwoodhill’ è un capolavoro cerebrale, che sfocia nel parossismo, sotto una luce positiva.’

 ‘‘Il pregio di questo brano sta nel non poter essere incasellato, né saggiato, né affrontato con razionalità. Non lo si può capire fino in fondo, è impossibile, per quanto si possa provare. Geniale!’’