LA RECENSIONE

Pensare che questa band sia composta da ex membri di una band progressive metalcore (gli afterimage, per chi non li conoscesse) fa parecchio strano, dato che in questo breve ep i generi buttati insieme sono lo slam, il djent, il deathcore e qualche pizzico avantguard, mai mi sarei aspettato un tale progetto da dei ragazzi sulla ventina (parlo proprio io che ho 17 anni eh.....) che dimostrano una maturita a livello compositivo che fa paura considerata la provenienza di genere dei cari ragazzi, le iniziali eclipse e millenium fanno vedere i muscoli con un attitudine a meta tra humanity last breath e ingested, poi seguiti da casca che parte con un blast velocissimo da spaccarvi il cranio, per poi alternarsi tra riff slam e breakdown deathcore con un riffing piú complesso sul finale dalla matrice molto progressiva, crimson segue le coordinate delle precedenti canzoni ma con tempi piú cadenzati e quasi sulfurei sul finale, dove le accordature delle chitarre si fanno abissali.

il disco si conclude con conviction, un pezzo che segue in modo piú preponderante i dogmi degli humanity last breath con l'uso preponderante di whammy bar e riffing a meta tra atmosfere blackeggianti e venature djent/deathcore ben orchestrate, che si incanstrano benissimo con il growl disumano del cantante .

Insomma, se volete sentire un EP deathcore/death metal molto valido e che sfugge dai tipici stereotipi del genere, questo é consigliatissimo, ma è consigliato sopprstutto a chi campa con le gesta di band nello stile degli ingested, degli humanity last breath, dei false images e dei gamma sektor .

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Riassunto del Bot

Interstice, EP di Brand of Sacrifice, si distingue per la combinazione originale di slam, djent e deathcore, mostrando maturità e composizione avanzata per una band giovane. Le tracce mostrano influenze da Humanity Last Breath e Ingested, con riffing complesso e atmosfere variegate. Consigliato a fan di band heavy e innovative nel metal estremo.

Brand of Sacrifice


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