Copertina di Brutality Ruins of Humans
GenitalGrinder

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Per appassionati di metal estremo, fan del death metal tecnico e atmosferico, seguaci delle band storiche degli anni '90
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LA RECENSIONE

Dopo oltre un mese e mezzo di latitanza scrittoria ritorno a farmi vivo...ma non troppo vegeto...

Ennesimo periodo nerissimo per quanto mi riguarda; come sempre in questi frequenti e bui momenti della mia esistenza è il Death Metal a venirmi in soccorso, a sorreggermi, a sostenermi.

Narrando le vicende di una delle band che più amo del metallo estremo e pesante; gli americani Brutality che ritornano a farsi sentire agli inizi del 2013 con questo EP di due soli brani. Dopo oltre quindici anni dalla pubblicazione dell'album In Mourning, qui da noi recensito dal mio alter ego De...Marga...

Non mi sono mai piaciute le reunion, i ritorni discografici dopo troppo tempo; ma questo Ruins of Humans rappresenta la classica eccezione. Ed in verità non avevo dubbi sulle capacità dei Brutality di tirar fuori un qualcosa di pazzesco, magmatico, granitico, solidissimo.

Quattordici minuti di sfiancante Death Metal; un continuo alternarsi di assoli delle due chitarre (se ne contano nei due brani almeno otto) a riff infiniti delle stesse sei corde, potentissimi, atonali. Una versione agonizzante a metà strada tra i Morbid Angel ed i Cannibal Corpse.

Riconoscibili fin dalle primie lontane note di chitarre della title track; come dei crepuscolari My Dying Bride grondanti sangue da infette ferite.

L'esplosione della voce di Scott riporta l'andamento del brano in territori molto prossimi al Brutal Death Metal; con un controllo strumentale, una capacità di variare di continuo l'andamento della canzone come nei loro migliori lavori degli anni novanta.

Il drumming fuori controllo, asincrono, spezzato, di quella piovra umana che risponde al nome di Jim: scandendo un "intubato" suono di batteria che ha ben pochi rivali nelle centinaia di band di puro Death Metal che ho ascoltato nella mia ultratrentennale carriera di seguace dell'inumano Death Metal.

Gli otto minuti di "Ruins of Humans" lasciano il testimone all'altrettanto mefistofelica "Irreversibly Broken". Un mid-tempo di deturpante bellezza; un cimiteriale viaggio che si sviluppa per sei minuti. Implacabili testimoni di un estremismo che mai smetterà di affascinarmi.

L'assolo conclusivo di chitarra dura un'eternità...lasciando infine spazio alle ultime spasmodiche urla di Scott...da uscirne fusi di cervello...

Nel 2016 finalmente daranno alle stampe il nuovo album completo Sea of Ignorance...avrò tempo, per la vostra sicura gioia, di parlarvene forse un giorno nemmeno troppo lontano.

Diabolos Rising 666.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il ritorno degli americani Brutality con l'EP Ruins of Humans, dopo oltre 15 anni dall'ultimo album. Il disco è descritto come un concentrato potente e magmatico di Death Metal, caratterizzato da riff incessanti, assoli tecnici e un drumming unico. Le atmosfere riprendono elementi di Morbid Angel, Cannibal Corpse e My Dying Bride, offrendo un viaggio sonoro oscuro e affascinante. L'autore esprime entusiasmo e attesa per il prossimo album completo della band.

Tracce

01   Ruins Of Humans (08:10)

02   Irreversibly Broken (05:52)

Brutality

Brutality è una band death metal di Tampa (Florida), formata nel 1986. Pubblica tre album negli anni ’90 per Nuclear Blast (Screams of Anguish, When the Sky Turns Black, In Mourning), si scioglie nel 1996, poi si riunisce: EP Ruins of Humans (2013) e ritorno full-length con Sea Of Ignorance (2016).
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