Copertina di Bullet For My Valentine Temper Temper
Gallagher87

• Voto:

Per appassionati di metal e heavy metal, fan di bullet for my valentine, ascoltatori di musica rock moderna interessati all'evoluzione delle band metalcore
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LA RECENSIONE

9 anni trascorsi dall'esordio con l'ottimo "The Poison", 4 dischi alle spalle compreso il presente "Temper Temper", e i Bullet For My Valentine sono sempre lì, ma con un sound più lontano dall'Emo-Metalcore - ammesso che questo genere esista veramente - e più vicino all'Heavy Metal.

Per chi conosce bene la band, a primo ascolto il presente potrebbe sembrare oramai un classico disco da Bullet For My Valentine, cosa che dopo diversi ascolti risulta vera solo in parte. Pezzi 'pomposi' come la traccia di apertura "Breaking Point" e la title-track "Temper Temper" esprimono un Metal convincente, sapientemente intervallati dall'ottima "Truth Hurts", tra i brani più riusciti del disco. A differenza del precedente album "Fever" però, "Temper Temper" è più maturo ed evita facili 'ballatoni da Metal mainstream' concedendo un ascolto più libero da facili pregiudizi, ma al contempo non riesce a graffiare fino a fondo, preferendo un sound più introverso a dispetto di pezzi più adrenalinici, come accaduto in passato con l'album "Scream Aim Fire", apice del loro successo a mio parere anche grazie all'ottimo lavoro di Colin Richardson al mixaggio - già a lavoro con As I Lie Dying, Machine Head, Kreator - e certamente più ferrato nel genere rispetto all'attuale producer Don Gilmore.

Tornando al disco, "Leech" con un tocco di 80's  è il secondo pezzo chiave del disco, ma nonostante ciò non viene proposto nel "Temper Temper Tour 2013" a favore invece di pezzi come "Riot" e "P.O.W." che invece rimandano a qualcosa di già sentito. Dopo un paio di pezzi di riempimento, l'album si prepara a chiudere con una 'sorpresa' - se così la si può definire - "Tears Don't Fall, Pt.2" era qualcosa di evitabile e tali riproposizioni forse non sono alla loro portata, ma sono solo cose per pochi.

Nel complesso il disco non sorprende ne in positivo ne in negativo. Il gruppo ha provato a cambiare approccio con risultati altalenanti e personalmente credo che così facendo non vengano espresse le loro vere potenzialità, ammesso che loro vogliano davvero ciò, o se più realisticamente sono consapevoli che il più è stato già dato tutto e subito, trend a cui ormai il Metal e più in generale la musica moderna ci sta abituando. A loro il "merito" di non aver invaso giornali e classifiche con singoli da facile ascolto, ma non certamente saranno ricordati per "Temper Temper", ci si caratterizza in altro modo.

Gradevole, voto 7

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Riassunto del Bot

Dopo nove anni di carriera e quattro album, Bullet For My Valentine presenta Temper Temper, un disco più maturo e vicino all'heavy metal rispetto al passato. Il lavoro mostra buoni momenti, ma manca di quella forza introspettiva e adrenalitica che ha caratterizzato i loro apici. Non sorprendente né deludente, l'album riflette una band in bilico tra evoluzione e consolidamento, senza esprimere appieno il proprio potenziale. Voto complessivo 7, un ascolto gradevole ma non memorabile.

Tracce video

01   Temper Temper (03:08)

Bullet for My Valentine

Bullet for My Valentine sono una band metal gallese di Bridgend, formata nel 2003. Guidati dal cantante/chitarrista Matthew Tuck, hanno unito metalcore melodico e influenze heavy/thrash, imponendosi con The Poison e singoli come Tears Don't Fall e 4 Words (to Choke Upon).
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