Casablanca
Pace violenza o costume

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L’album rock dell’anno è sicuramente quello dei Casablanca: la seconda prova della band di Max Zanotti e Stefano Facchi (ex Deasonika mentre Zanotti è stato voce anche dei Rezophonic) è corposa, matura ed intrigante come pochi dischi.

Mentre gli Afterhours e Marlene Kuntz rimescolano il solito passato senza nulla più di ispirato e le nuove generazioni (vedi Ministri, forse la band più accreditata a raccoglierne i cocci) ancora non sono a fuoco, “Pace violenza o costume” (etichetta Vrec, Audioglobe distribuzione) è un album compiuto e vivace dalla prima traccia “Maschere” alla penultima “Un taglio in bocca”.

Nel mezzo singoli spaccalacrime (“Lei”, “Ti Sto cercando”), colpi al cuore “(“Un punto di sutura”) e vere e proprie poesie (“Niente rose”, “Una ragione di più”). Un album magnifico a cui si aggiunge la sperimentale “Minuetto” dove la band prova a sperimentale un rock più ammodernato ma che graffia e lascia il segno come pochi.

Semplicemente da avere. Ascoltare per credere.

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