MAGGESE 7/10
Nel gennaio 2012 quei simpatici “cazzoni” del Rolling Stone stilarono la classifica dei 100 migliori album italiani di sempre. Chiesero a chiunque, e “Maggese” si conquistò un dignitoso 78esimo posto. Va bene dai, ci sta. O no? Insomma, secondo la nota rivista questo album di Cremonini (non disprezzabile, anzi...) sarebbe meglio, tra gli altri, di “La gatta Cenerentola”, “Il tuffatore”,“17 re” “Le radici e le ali”, “Darwin!” e, udite udite, “Quelli che...”, confinato quest'ultimo al 97esimo posto. Ora, capite che siamo in pieno delirio. Però io difendo il Cremonini, anzi Zesare (detto alla bolognese), perchè mi è simpatico, è un bravo (molto bravo) musicista, non l'ha mai fatta fuori dal vaso e sa fare il suo mestiere (che oggi non è così scontata come cosa). Ho già recensito l'ultimo suo lavoro, “Alaska Baby” che, invero, mi ha parecchio deluso. Questo trovo che sia uno dei suoi lavori migliori, non il migliore (“Possibili scenari”, 2017, fa storia a sé).
“Maggese” esce nel giugno 2005 (il 10, per l'esattezza) ed è abbastanza atteso data la fama dell'artista e quell'etichetta che, imprudentemente, molti addetti ai lavori gli hanno affibiato: il nuovo “genietto” del pop italiano. Che, tolta l'esperienza coi Lunapòp, da solista aveva solo un album in carriera: “Bagus”, 2002, pessimo. Ma brutto vero. Già uno che esce con un album che si intitola “Maggese” fa simpatia: chi ricordava più cosa fosse un campo coltivato a maggese? Ce lo insegnavano a scuola durante l'ora di storia: i vassalli, i valvassori, i valvassini e quell'epoca lì. Il nostro, che ha sempre avuto un debole per i Beatles, se ne va a registrare l'album a Londra agli “Abbey Road Studios” (e dove, altrimenti?) e, sarà stata l'atmosfera o quello che volete voi, sembra un artista molto diverso dai tempi di “Bagus”. Sono passati solo 3 anni, lui ha 25 anni, ma sembra passata una vita: se nell'album precedente la facevano da padroni atteggiamenti e “smargiassate” adolescenziali (compreso il look ancora molto Lunapòp) questo “Maggese” è il risultato di un uomo adulto (taglio di capelli compreso), sicuro di sé, finalmente libero da vincoli di audience (le ragazzine lo amano sempre, ma è meglio aprirsi anche al pubblico più adulto). Non tutto funziona, almeno metà dei brani sono discutibili, eppure molte cose centrano il bersaglio.
La title-track (con citazione di “Penny Lane”) è una sarabanda di suoni e strumenti (chitarre, basso, ottoni, fiati, chi più ne ha più ne metta) che suscita immediata allegria. Perdonate il ricordo personale: avevo 20 anni (quasi 21) quando uscì questo singolo e Cremonini per me era quello della Vespa, di Via Zanardi, 33, del giorno migliore e padremadre, e quando ascoltai “Maggese” feci fatica a comprendere chi fosse l'artista in questione, nonostante la voce riconoscibilissima, proprio perchè già all'epoca mi sembrò un salto di qualità enorme. Salto che ritroviamo anche in brani come “Ancora un po'”, o nelle complessità armoniche di “Amami (Quando è il momento)”. E c'è qualcosa di sottile e di inquietante nella riflessiva “Momento silenzioso” (“...Sento che non manca molto alla mia morte”, non è in effetti una frase rassicurante). E stupisce l'omaggio a De Gregori con la delicatissima ballata “Sardegna” che, credo, sia la cosa più bella fatta da Cremonini. Insomma, siamo sicuro che sia lo stesso Zesare?
Poi, certo, qualcosa qua e là traballa, forse perchè il giovanotto vuole fare troppo e troppo spingersi in là: “Stavo pensando che Dio” è ambiziosa ed irrisolta; “Le tue parole fanno male” sembra, purtroppo, uscita (male) dall'album precedente. E poi c'è “Marmellata#25”, quella di Baggio che non gioca più, di Senna che non corre più e “da quando mi hai lasciato pure tu/non è più domenica/e non si dimentica”. Fu il primo singolo estratto, ed è un bell'esempio (si fa per dire) di ciò che pensano del pubblico le case disvografiche (ed anche, in questo caso, gli artisti) dell'intelligenza del pubblico. Cioè che non ne abbiano, di intelligenza intendo. Perchè dare in pasto al “popolino” una canzone che, seppur bella e fatta bene, è il solito concentrato di zuccherosità, caramellosità e tanto love (bhè, mica tanto...)? Perchè non scegliere ogni tanto, ma giusto ogni tanto, la canzone meno d'appeal radiofonico ma un po' più complessa e meno “banalotta”? La title-track, molto più riuscita, fu scelta come secondo singolo con uscita ad ottobre quando, cioè, l'album aveva già 4 mesi di vita e molte copie vendute. Così è facile, dai.
Il nostro caro Cesare, ci ha fatto aspettare molto per questo nuovo album, ma ne è valsa la pena!!
W Cesareeeeee!!!!! È il più bello dell'universo, anzi di tutti gli universi che esistono!!!!
Il disco non è affatto ruffiano, non strizza l’occhio a nessun altro artista.
Un disco adulto, fatto con serietà, impegno, competenza, e scritto bene.
Questo disco di power-pop, ne sono convinto, è stato fatto da Cremonini pensando, anche in maniera inconscia, a quel disco.
Attento Cesare, torna a scrivere di nuovo Special 50. Nessuno è disposto a perdonarti se lo costringi a cambiare idea su di te.
"Il ragazzo ha talento, ci sa fare... e anche se ha ancora molto da dimostrare sono sicuro saprà farsi strada."
"Maggese è un disco ben variegato... ben fatto... ben suonato e arrangiato in modo eccellente."