Penso sia giusto offrire un punto di vista differente rispetto a quello, negativo, già espresso in una precedente recensione di questo nuovo film di Nolan.

Tenet è senza dubbio il film più discusso dell'anno. Ma anche senza la tempesta che ha trovolto il mondo chiudendo, purtroppo, le sale cinematografiche per fin troppo tempo, lo sarebbe stato lo stesso. Perché un film di Nolan è sempre un evento, un evento che scatena migliaia di pareri e commenti assai divisivi; pareri, ahimè, sempre fin troppo polarizzati e mai davvero sereni ed obiettivi. Da una parte, ovviamente, i fan del regista inglese, che in lui vedono come un profeta contemporaneo, in grado di competere con i grandi del cinema, e da qui i ricorrenti paragoni dei più insensati e fuori luogo. Dall'altra chi tende a smontare e sminuire l'opera nolaniana ad ogni costo, come in preda di una reazione contraria, di rigetto a priori, senza riconoscere nei film dell'autore di Memento, The Prestige e della trilogia del Cavaliere Oscuro i meriti che comunque ha. E lasciandosi andare a stroncature obiettivamente fuori dalla realtà.

Personalmente riconosco Nolan come un regista di grandissimo ed indiscutibile talento ed un cineasta di indubbio valore, con una sua importanza nel cinema della nostra epoca. Pur rifiutando assolutamente gli eccessi di mitizzazione ed esaltazione dei più entusiasti.

Amo moltissimo The Prestige, il sopra citato Memento e Interstellar, ed ho molto apprezzato gli ultimi due, Dunkirk e, appunto, Tenet. Meno Inception e la trilogia di rilettura del pipistrello.

Viviamo in un mondo crepuscolare.

Tenet è un film di azione e spionaggio appassionante ed originale, spettacolare e di grande intrattenimento. Di certo è anche un film intricato ma non difficile da seguire nella sua trama principale (indubbiamente infintamente meno rispetto al capolavoro kaufmaniano I'm thinking of ending things, per fare un paragone sempre con un film d'attualità). Più complesse le sfumature, i singoli dettagli, le implicazioni teoriche fisiche e quantistiche, e certamente tiene ben impegnata la mente. Mereghetti addirittura parla, provocatoriamente, della necessità di due lauree in fisica teorica per capire il film. Chiaramente non è così, ma ciò non toglie che l'argomento dell'opera stuzzichi parecchio.

Sicuramente è un film molto coerente con la poetica nolaniana sul tempo e la sua relatività (il fatto che il film si presentasse con un titolo palindromo già anticipava molto a riguardo). Nolan, inoltre, come già in Interstellar, ci parla di un mondo prossimo alla fine per i cambiamenti climatici, e pertanto della possibilità di un qualcosa di radicale in vista, la bomba che nessuno vede esplodere ma che esploderà. Visto che la tematica, in questo caso, comunque, riguarda non un viaggio spaziotemporale, né tantomeno un qualcosa in stile DARK (e relativi paradossi, citati dal personaggio del sempre bravissimo Pattinson, come quello celebre del nonno - ma d'altronde già Interstellar escludeva la possibilità di viaggi indietro attraverso i wormholes) ma l'inversione della direzione della freccia del tempo, attraverso un complesso discorso sull'entropia invertita, ci tenevo a lasciare un contributo divulgativo a riguardo:

"Supponiamo che uno scienziato pazzo crei un laboratorio in cui il tempo scorre all'indietro e lo attrezzi con un tavolo da biliardo. Nel gioco normale, la palla colpita dalla stecca colpisce a sua volta le palle bersaglio ordinate a triangolo e le sparpaglia. Rovesciando il procedimento, le palle bersaglio che si stanno muovendo in maniera caotica riescono in qualche modo a formare simultaneamente un triangolo, urtandosi in maniera da fermarsi, concentrando l'energia liberata nella palla che andrà a colpire la stecca percorrendo il tavolo all'indietro.

Questa potrebbe essere la scena che uno scienziato osserverebbe, sbirciando attraverso la finestra del laboratorio durante una fase del gioco. Il mettersi insieme delle palle in questo strano modo è estremamente sensibile al più lieve disturbo. La più piccola perturbazione del moto di una singola palla comprometterebbe la splendida coreografia e distruggerebbe qualunque speranza di sistemazione ordinata in un triangolo.

L'estrema sensibilità di un sistema in cui il tempo è invertito implica che le influenze accidentali provenienti dall'universo esterno farebbero presto fallire l'esperimento. Se il laboratorio fosse completamente sigillato, allora in linea di principio l'inversione temporale del tempo sarebbe possibile.

Ma in pratica non è così. Il calore e le perturbazioni gravitazionali penetreranno sempre per un certo tratto, influenzando in maniera lieve ma fatale ciò che si trova all'interno del laboratorio. distruggendo la delicata orchestrazione. Le molecole sono molto più sensibili alle perturbazioni delle palle da biliardo. Anche l'occasionale fotone che penetrasse nell'immaginario nell'immaginario laboratorio attraverso la finestra di osservazione potrebbe essere sufficiente per produrre una modificazione consistente.

Una volta che l'elemento disturbo fosse penetrato, gli effetti prodotti si susseguirebbero rapidamente a catena e senza possibilità di controllo, amplificando la perturbazione di partenza, fino a quando le conseguenze non fossero arrivate a pervadere tutto il laboratorio, palle da biliardo comprese."

Paul Davies, I Mistero del Tempo (capitolo X "Indietro nel tempo")

L'impianto messo in scena da Nolan presenta indubbiamente forzature narrative e fragilità potenziali, e chiaramente l'aspetto d'intrattenimento resta quello preponderante. Nessuno chiede per forza che tutto debba essere verosimile, né, di certo, nessuno è quel che si aspetta vedendo Tenet; anche se Nolan è (tra le altre cose) noto per l'accuratezza scientifica mostrata soprattutto in Interstellar, e il famoso, tanto decantato realismo nell'approccio al personaggio di Batman. Questo non toglie che Tenet risulti un prodotto filmico di grande potenza e fascino, che considero riuscito ed appagante. E che rendere interessanti ed appassionanti certe questioni ricorrenti per un vasto pubblico sia un merito. Stimolando magari dibattiti ed approfondimenti.

Ricordare, al di là della natura di prodotto di intrattenimento, e come già Villeneuve nello splendido (ben superiore, sia chiaro, ai film di Nolan) Arrival, come il tempo non sia una linea - sciagurata eredità della cultura giudaico-cristiana, che, malauguratamente, andò a considerare superata la concezione ciclica dei popoli tradizionali -, è sempre cosa buona e giusta.

L'adrenalina non scende di livello, così come l'aspetto audiovisivo resta sempre su alti standard.

Nolan è e resta un regista di blockbuster ad altissimo budget, film per il grande pubblico e non per una nicchia. L'esaltazione e le stroncature sono in egual misura insensate. Si può benissimo riconoscere Tenet come un buon film, anche ottimo secondo me. Lontano comunque dai migliori di Nolan, ma anche più interessante di altri (lo preferisco ad Inception, ad esempio, mi piace meno di Interstellar), e comunque sempre ben al di sopra della media nel suo campo di competenza. Appunto, il cinema d'intrattenimento.

Promosso.

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