I Coldplay, dopo il folgorante successo da 6 milioni di copie, pubblicano il loro secondo attesissimo album, "A Rush Of Blood To The Head".
Il cd si apre con l'incessante battere di "Politik", pezzo dalla ritmica impensabile ai tempi di Parachutes, e dallo strepitoso finale e prosegue con il romantico e azzeccato singolo "In My Place", vera e propria hit. Memorabile é la traccia numero 4, "The Scientist", autentico capolavoro e ottimi altri pezzi rock come "God Put A Smile Upon Your Face", "Clocks", uno dei pezzi musicalmente meglio riusciti, l'orientaleggiante "Daylight" e la canzone che dà il nome al cd, "A Rush Of Blood To The Head". Interessante la ballata di stampo dilanyano "Green Eyes", e la notturna e inquietante "A Whisper". L'album si chiude con "Amsterdam", pezzo che pone ancora una volta in risalto la voce e l'abilità di suonare il piano di C. Martin, leader della band.
In conclusione, i Coldplay con questo ottimo lavoro non hanno sicuramente portato nulla di nuovo, ma dimostrano di essere maturati e di essersi scrollati di dosso la scomoda etichetta di eredi dei mitici Radiohead acquisendo uno stile loro.
Non sei nemmeno arrivato a metà disco e ti ritrovi con un bel sorriso stampato in pieno volto.
Una miscela di malinconia ed emozioni che non mancherà anche questa volta di avere un grande impatto sull’ascoltatore.
Note pop-rock malinconiche, tristi, estremamente coinvolgenti, inconfondibili fin dai primi minuti di ascolto.
E' nell'ultima traccia "Amsterdam" dove troviamo il meglio dell'album, una canzone indimenticabile, una perfetta chiusura per questo cd.
"A rush è un capolavoro di 4 uomini che nel giro di due anni sono diventati adulti."
"The Scientist bisogna scoprirla da soli e gustarla ogni singolo secondo."