Fermi tutti. Per parlarvi di questo ragazzo qua, tale C.W. Stoneking bisogna prendersi del tempo, mettersi seduti, magari sorseggiando un bel bourbon o anche solo un bel caffè all'americana. Perchè di caffeina e whisky sono pregne queste12 tracce. E soprattutto perchè col tempo il buon Stoneking ci scherza a suo piacimento.

Stoneking va ad infoltire la nuova schiera di adepti al verbo blues nella sua versione più classica, o meglio archetipica. Quella pre-war, dei Blind Willie Johnson, dei Blind Lemon Jefferson, dei Robert Johnson, del big bang del genere, delle piantagioni di cotone e di Alan Lomax che va a registrare spiantati colored nelle loro baracche in Louisiana. Già alla partenza di “How Long” l'effetto è talmente spiazzante da non poter datare coerentemente la musica che ne scaturisce. Troppo pulita per essere una registrazione d'epoca ma assolutamente anacronistica per tutto il resto. Un brano che sembra esistere contemporaneamente in due tempi distantissimi tra loro. Un quantum leap musicale che cortocircuita il cervello e confonde le coordinate interpretative.

E' tutto troppo perfetto per essere vero: i cori delle sorelle Bull e Kelly su “The Zombie”, il proto ska blues di “The Thing I Done”, gli standard del futuro passato “Mama Got The Blues” e “Tomorrow Gon' Be Too Late”, il r'n'r ante-litteram di “Jungle Swim” e della titletrack. E difatti vero non è. O meglio è più vero del sound originale, perchè ricreato con apparecchiature analogiche spesso introvabili (leggetevi le note di registrazione scritte con cura dallo stesso Stoneking) e registrato con un solo microfono ambientale, modificando il timbro e la potenza degli strumenti avvicinandoli o allontanandoli dallo stesso. Tanto rudimentale quanto efficace. La cosa più affascinante e stupefacente, è sapere che dietro a questa voce roca e potente, dal timbro profondamente nero, si nasconde un 30enne bianchiccio e smunto.
In conclusione un disco e un artista che consiglio caldamente, perchè, pur essendo una riroduzione copia-carbone di un epoca arcaica della musica, risulta quanto di più attuale si possa desiderare oggigiorno, elettronica esclusa ovviamente. E, hype e mode a latere che questo tipo di revival si porta inevitabilmente dietro, oltre alla forma c'è anche molta sostanza.

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