Copertina di Darkthrone A Blaze in the Northern Sky
Cimbarello132

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Per appassionati di black metal, fan del metal estremo, cultori della musica underground, collezionisti di album storici
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LA RECENSIONE

"Desert, night, coyotes feel the cold wave of dark, red eyes eat through the vast nocturnal landscape, a strong light... the only light"

"A Blaze In The Northern Sky" si apre così, con la tetra e sinistra introduzione di "Kathaarian Life Code". Una formula viene ripetuta da voci oscure (si dice fosse Fenriz) mentre Nocturno Culto sputa fuori parole come un serpente che si è stancato di starsene dentro un fottuto buco norvegese...

"We are a blaze... in the northern... sky !"  ...poi inizia il massacro sonoro con la chitarra Nocturno e la batteria "sporca" di Fenriz, che però dura pressochè poco. Infatti la canzone s'arresta subito per continuare con un ritmo lento, il che rende questo "codice di vita" ancora più coinvolgente, per tutti i 10 min di durata. Perchè i Darkthrone sono l'unica luce, in questo cielo eternamente nero cosparso di stelle spente, anno 1991 (anno di registrazione). Dalla copertina (che assieme a quelle di "Transilvanian Hunger" e "Under a Funeral Moon" faranno storia) ci sorride malefico Zephyrous, e le mani spalancate come se volesse trascinarci nella sua oscurità...

"As once they gazed upon the hillside searching for the memories..."

"In The Shadow Of The Horns", chitarre distorte come è solito nel black... però i Darkthrone possiedono quella capacità di creare un suono talmente sporco ("come i bagni delle scuole elementari" soleva dire un mio compagno) che le loro composizioni si distinguono molto bene dalle altre dolci (?!) canzoni black metal. Memorie, rimembranze... ho recentemente visto alcuni video su internet in cui Fenriz e Nocturno Culto parlano delle registrazioni dei primi album... mi e' rimasta impressa nella mente la seguente citazione di Nocturno:

"You know, when we recorded "A Blaze In The Northern Sky"... we just took all that death metal riffs of "A Soulside Journey", and played them in a black metal style ...the result was this album... Peaceville (la loro etichetta all'epoca) listened to the record and said : "what the fuck is this? this is not death metal, we signed you as a death metal band" ...then I said that we changed our style totally (anche grazie ad Euronymous, che i Darkthrone conobbero durante l'estate del '90) and that was our future ...they released the record ...nobody regrets that now!"

Ascoltare un album dei Darkthrone è come intraprendere un viaggio senza meta, non conoscerne la strada ma saper sempre dove mettere i piedi ...non c'è mai un attimo dove è possibile perdersi. L'intero lavoro scorre con le composizioni, che sono molto simili fra loro e tutte strettamente collegate. Comunque belle, ed è così che il black dovrebbe essere. Puro. Grezzo (non sempre ma questo è un'altro discorso). Norvegese? non centra. Purtroppo ci sono i Cradle Of Filth che non hanno ascoltato le parole di Euronymous, e che ora vendono e sono carichi di soldi e sono pure/fucking/black/metal/evil/satan/monsters. Anche questo però è un'altro discorso.

"Paragon Belial", terza traccia : "Simulating a spectre shadow...". La voce di Nocturno sembra vicina, forse egli è dietro l'angolo, ci aspetta... o forse no. Si sta ubriacando in qualche bar nei paraggi dello studio assieme a Fenriz. Chi lo sa.

Arriva come un fulmine a ciel sereno (be', sereno proprio no) la devastante "Where Cold Winds Blow", la più violenta dell'album. Le chitarre si sentono a malapena, il drumming è velocissimo, Nocturno con quella sua voce ricorda un monaco assatanato (ha proprio una voce da Dio! hmmm...).

Per concludere in bellezza la passegiata nel cielo del nord con l'indimenticabile title track. Anch'essa, come "Kathariaan Life Code" presenta un tempo rallentato al centro, trascinante nella sua malefica semplicità. Un tentativo di melodia (termine non presente nella maggior parte dei dizionari di composizione delle black metal bands) da parte di Nocturno, saranno 4, 5 note... maledettamente geniale.

Arrivò purtroppo l'inverno pagano che richiamo a se i prodi cavalieri norvegesi, e lasciò in eredità al mondo uno dei piu' grandi album del black metal mai scritti, suonati, prodotti. Il voto massimo vale sia per la musica, e per l'immortale copertina...bwahahaha fa freddo qui. Vado a coprirmi la faccia con un po di corpsepaint...

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Riassunto del Bot

La recensione esalta 'A Blaze in the Northern Sky' come uno degli album più influenti del black metal norvegese, caratterizzato da un sound grezzo, atmosfere cupe e un approccio musicale puro. Viene sottolineata l'importanza della collaborazione di Fenriz e Nocturno Culto e la storicità della copertina. L'album rappresenta un punto di svolta nel genere, con brani che combinano velocità e momenti rallentati, creando un'esperienza unica e coinvolgente.

Tracce testi video

01   Kathaarian Life Code (10:39)

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02   In the Shadow of the Horns (07:01)

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04   Where Cold Winds Blow (07:26)

05   A Blaze in the Northern Sky (04:57)

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06   The Pagan Winter (06:34)

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Darkthrone

Darkthrone sono un duo norvegese fondamentale per lo sviluppo del black metal. Nati come gruppo death metal col nome Black Death nel 1986, si sono trasformati in maestri dell’oscurità negli anni '90, con album come 'A Blaze in the Northern Sky', 'Under a Funeral Moon' e 'Transilvanian Hunger'. Noti per un sound grezzo e anti-commerciale, nella carriera hanno contaminato il proprio stile con heavy, punk, doom e speed metal. Membri chiave: Fenriz e Nocturno Culto.
28 Recensioni

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Di  Fallen

 Fu il fulmine che lacerò le cupe coltri del firmamento artico, il testamento dei Figli di Odino.

 Nulla potrà mai descrivere l'arcano alone che circonda questo primo lavoro dei Darkthrone.