Copertina di David Bowie My Death
mojo

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Per appassionati di musica rock, fan di david bowie, amanti del folk e del glam rock, cultori della musica anni 60 e critici musicali.
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LA RECENSIONE

Ah Riccardo tu odiavi Bowie...Che Bowie era quello che aveva ucciso il rock classico...E certificato la fine dei sixties...

All'entusiasmo (esser pieni di dio) segue sempre la decadenza e dal punto di vista artistico è un bene...d'altronde noi, noi siamo decadenza...e chi non è d'accordo amen...o trallalà, scegliete voi...

Così passate quelle due tre settimane di gioia estasi e quant'altro, tutti erano fuori di testa . E i più scafati si chiamavan fuori...

Tipo Dylan, che aveva chiuso Blonde on blonde col suo delirio più espansivo, ricordate parlava di una signora delle pianure dagli occhi tristi, poi riga sopra, basta , stop...Tradizione semmai...I cari vecchi archetipi...E magari son finiti li i sixties...

O han cominciato a finire, fate voi di nuovo...

Decadenza e paranoia quindi...tipo i Velvet e la selva oscura (New York probabilmente)

E per le masse, Bowie... ma qui di oscuro non c'era niente, almeno all'apparenza

Oh era una cosa tra il ridicolo e il magico...eccitante, favolosa, coloratissima...bambinesca addirittura...

Poi, improvviso, un interludio, una pausa salvifica e necessaria in mezzo a quello sguaiato cabaret.

Un buffo essere luccicoso, un folkie a ben vedere, imbracciava l'acustica e cantava parole inaspettate...cantava Brel...

E inaspettatamente il rock (rock?) tornava adulto...

A dire il vero c'era molto Brel anche in “Rock'n'roll suicide” con quella vita che sgarbata entrava dalla finestra e l'inevitabilità quasi religiosa della vita di ogni giorno.

E anche con quel “tesori non siete soli”, quasi una citazione.

Qui però il luccichio e lo splendore glam, Bowie d'azzurro vestito, erano davvero meravigliosamente stridenti...e le parole come scolpite nella pietra...

Quelle parole, come tutti i contrappesi, avevano il sapore, il colore, la bellezza della necessità...

Ed erano bellissime...cercatele e converrete con me...dando magari anche un senso a questo schifo di recensione...

Mai ti saresti aspettato da quel magnetico coglione dai capelli rossi un numero del genere...

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Riassunto del Bot

La recensione esplora il brano 'My Death' di David Bowie, evidenziandone la magia inaspettata e la maturità artistica. Bowie trasforma la decadenza degli anni 60 in un’esperienza folk-glam intensa e poetica, con richiami a Brel e una profondità rara nel rock dell’epoca. Il testo sottolinea la bellezza e la necessità di queste parole scolpite nella pietra, che sorprendono chi conosceva Bowie solo come icona magnetica e sopra le righe.

Tracce testi

01   Introduction by Barry Bethal (02:44)

02   Mike Garson Medley (06:43)

03   Ode To Joy (03:53)

04   Hang Onto Yourself (02:58)

06   Watch That Man (04:18)

07   The Wild Eyed Boy From Freecloud / All The Young Dudes / Oh! You Pretty Things (06:45)

08   Moonage Daydream (06:26)

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12   The William Tell Overture (01:02)

15   The Width Of A Circle (15:55)

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16   Let's Spend The Night Together (03:16)

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17   Suffragette City (03:26)

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18   White Light / White Heat (04:26)

20   Round And Round (05:10)

21   Rock 'n' Roll Suicide (05:39)

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David Bowie

David Bowie (David Robert Jones, 1947–2016) è stato un cantautore, musicista e attore inglese, noto per le sue continue reinvenzioni artistiche, i personaggi scenici e l'influenza sulla musica pop e rock.
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