Il disco nuovo della chitarra dei Pink Floyd. Vabbè vediamo anzi sentiamo cosa ha fatto di nuovo il nostro eroe. Parte il primo brano lento lentosembra un po' un vecchio successo dei Pink scivola via senza lasciar traccia . Secondo brano lento lento lento, sembra un vecchio disco dei Pink Floyd. Diamogli fiducia tengo duro terzo brano lento lento lento lento...
Cazzo sembra un vecchio brano dei Pink Floyd.
Quarto brano lento lento lento lento...
Quinto brano...
Sesto brano...
Settimo brano...
Chi mi ha svegliato!
Và bene vado a dormire lento lento ripongo il disco al suo posto fra Gabriel Garbo Guccini chissà se mai lo riascolterò.
Per fortuna me lo hanno regalato.
"David Gilmour confeziona un album sicuramente più convincente rispetto agli ultimi dei Pink Floyd."
"Con On An Island si torna a sonorità sognanti e malinconiche da ascoltare nel buio e ad occhi chiusi per ottenere sensazioni vere."
I Pink Floyd sono maggiore della sintesi delle parti e “the voice and the guitar” rappresenta soltanto un arto di quella favolosa creatura.
Un disco autocommemorativo, che mi ha deluso un bel po’, ma che spero (sebbene ne dubito) di rivalutare con il tempo.
L'intro affidato a "Castellorizon" è in pieno stile pinkfloydiano, una degna apertura per farci capire che si fa sul serio.
Un lavoro che Gilmour si meritava alla soglia delle sessanta primavere, elegante e solenne e forse un tantino autocelebrativo.
La classe è come il buon vino più invecchia e più diventa cristallina.
Un disco bellissimo, intenso, emozionante, una vera perla di rara bellezza e maestria confezionata da quel geniaccio che è sir David Gilmour.
"È un disco che parla di ricordi, di tutto quello che si affolla nella memoria nel corso della vita."
"Fortunatamente è possibile assaporare ancora il sound dei Floyd, e forse è questo che rende l'album così malinconico, più che i testi."