Copertina di Death in June The Corn Years Plus
Cervovolante

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Per appassionati di musica alternativa, cultori del folk e post-industrial, collezionisti di vinili e cd, fan di death in june e della scena dark anni '80-'90
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LA RECENSIONE

In occasione dell’approssimarsi del 40°anniversario del gruppo l’etichetta francese Steelwork Maschine ha pubblicato nel 2020 2 ristampe di 2 dischi importanti e simbolici della Morte in Giugno come The Wall Of Sacrifice e The Corn Years in formato cd con allegato 7’ (in vinile nero e colorato). All’epoca questa antologia ha costituito per tanti una sorta di “best off” e ha anche rappresentato la migliore introduzione alla loro arte. In una discografia fin troppo frammentata in diverse edizioni The Corn Years è stato per molto tempo il loro prodotto più fruibile (ma, col senno di poi, considerando il successivo florilegio di ristampe assurde in marmo e altri formati lo è ancora oggi) e fu scelto dallo stesso Douglas P. come prima uscita ufficiale dei Death In June in cd (allora questo supporto stava nascendo mentre oggi, ironia della sorte, sta morendo). Il cd vendette benissimo e il motivo era che conteneva il meglio di 2 dei lavori più rappresentativi in assoluto della loro carriera ovvero Brown Book e The World That Summer.

In The Corn Years Plus possiamo riascoltare brani immortali come la filastrocca macabra di “Helige Tod” (Santa Morte) o un vero e proprio classico come “Runes and Men”, uno dei momenti più incisivi della loro produzione in cui il testo ci riporta alla memoria oscuri tempi dimenticati in cui le rune guidavano il nostro spirito: il tutto assume un sapore diverso bevendo, come suggerisce Douglas P., un vino tedesco. In “To Drown A Rose” svetta la voce di Rose McDowell mentre viene evocato il simbolo della rosa. “Come Before Christ and Murder Love” rimane poi forse una delle migliori canzoni mai composte da Douglas P.: il brano si avvale di una melodia irresistibile ed è sorretto dalla chitarra acustica e dalla tromba. In questa raccolta ci sono altre classiche ballate neo-folk come la splendida “Break The Black Ice” e “Rocking Horse Night”. Il singolo in vinile contiene anche un nuovo mix di “Break The Black Ice”. A ben vedere Douglas P. non ha inventato niente e ha attinto a piene mani dal folk e da artisti come Leonard Cohen, Nick Drake e Syd Barrett. In ogni caso non si può negare la sua capacità di aver scritto delle grandi canzoni che sono rimaste nel nostro immaginario.

Disponibile sul sito della Steelwork Maschine al seguente link: https://www.steelwork.fr/en/175-death-in-june.

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Riassunto del Bot

The Corn Years Plus celebra il quarantennale di Death in June con una ristampa ricca di brani iconici provenienti da Brown Book e The World That Summer. L'album rappresenta una delle migliori introduzioni al loro sound, tra atmosfere folk e testi evocativi. Con pezzi memorabili come "Helige Tod" e "Come Before Christ and Murder Love", si riaffermano qualità compositive di Douglas P. influenzate da grandi artisti folk. Un'edizione consigliata agli appassionati del genere e collezionisti.

Tracce

01   Heilige! (00:30)

02   Rocking Horse Night (03:32)

03   Break The Black Ice (Instrumental) (04:05)

04   Runes And Men (03:04)

05   Rule Again (03:52)

06   Hail! The White Grain (03:18)

07   Blood Of Winter (04:11)

08   The Fog Of The World (02:33)

09   Europa: The Gates Of Heaven (03:53)

10   Come Before Christ And Murder Love (04:09)

11   Torture By Roses (03:34)

12   Love Murder (04:59)

13   Zimmerit (02:42)

14   We Are The Lust (04:40)

15   To Drown A Rose (04:29)

16   Break The Black Ice (04:12)

17   Behind The Rose (Fields Of Rape) (03:10)

18   Punishment Initiation (03:29)

19   Runes And Men (00:00)

20   Break The Black Ice (2019 Mix) (00:00)

21   The Fog Of The World (00:00)

Death in June

Death in June è un progetto musicale britannico attivo dal 1981, guidato da Douglas Pearce (Douglas P.), nato dopo l'esperienza dei Crisis. Riconosciuto per l’uso di simboli controversi, ha dato forma e diffusione al folk apocalittico, fondendo elementi dark, post-punk, industrial e neofolk. La poetica ruota intorno al senso di perdita, decadenza dell’Europa, solitudine e contrasti estetici tra bellezza e morte. L’uso di iconografie militari e riferimenti storici ha sempre generato forti discussioni.
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