Copertina di Death in June The World That Summer
caesar666

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Per appassionati di musica dark-folk, fan di death in june, cultori di musica alternativa e sperimentale, amanti delle atmosfere decadenti e poetiche.
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LA RECENSIONE

Dopo il successo di "Nada!", il disco che ha ottenuto i maggiori riscontri commerciali e che ancora adesso è il più amato dai fans della Morte in Giugno, Douglas P. decide di dare una svolta alla sua carriera artistica raffinando e mettendo a fuoco quelle che sono le sue concezioni estetiche e musicali che lo vedono diventare sempre più una sorta di "chansonnier" dark nonché inventore del sottogenere neo-folk.

Il nuovo doppio album "The World That Summer" ( titolo preso da un libro che narra le vicende di un giovane ebreo durante il Nazismo ) vede quindi rifinirsi maggiormente le sonorità folk già emerse in "Nada!" e segna anche una salto di qualità nelle liriche.Le rose raffigurate in copertina sono già un simbolo potente che permea questi solchi intrisi di decadetismo : la rosa infatti è vista nel duplice significato di amore e morte.

L'album inzia con "Blood of Winter", dove splendidono i ricami di tromba e chitarra acustica in un'atmosfera vagamente Morriconiana.Il successivo "Hidden Among the Leaves" è un pezzo affilato come una lama di coltello che esemplica l'etica "Hagakure" e dove è possibile ascoltare la voce dello scrittore Giapponese Yukyo Mishima, una delle fonti letterarie di maggior ispirazione di Douglas P. assime a Jean Genet."Torture by Roses" è invece una classica ballata dark-folk che da qui in avanti diventerà una sorta di marchio di fabbrica dei Death in June : il simbolo della rosa è qui ancora evocato in tutto il suo simbolsmo decadente.

Con "Come Before Christ and Murder Love" ci troviamo forse di fronte al vertice assoluto dell'album e ad una delle migliri canzoni mai composte da Douglas P : la melodia è irresistibile ed è sorretta dalla chitarra custica e dalla tromba.L'album si snoda poi fra dure ballate marziali come "Rule Again" e "Blood Victory", dove è possibile ascoltare la voce "indemoniata" dell'ospite David Tibet dei Current93 e altre classiche ballate neo-folk come la splendida "Break the Black Ice" e "Rocking Horse Night".Chiude questo capolavoro con la lunga "Death of a Man" : si tratta della prima incursione dei Death In June in territori martial-ambient, una sorta di oscura litania in onore di Yukyo Mishima e della sua etica.Il pezzo forse è troppo monocorde ma è comunque impossiblie per l'ascoltatore rimanere indifferente di fronte a queste cupe atmosfere nere che lo avvolgono in una spirale infernale.

Un monumentale affresco sonoro che con il successivo "Brown Book" consegna alla storia della musica le visioni morbose e la poetica della controversa figura di Douglas P..

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Riassunto del Bot

The World That Summer segna un importante passaggio artistico per Douglas P. e i Death in June, con un doppio album che raffina il folk apocalittico e svela liriche profonde. L'atmosfera decadente, le ballate marziali e l'uso simbolico della rosa creano un'opera intensa e suggestiva, tra influenze letterarie e sonorità dark uniche. Brani come 'Come Before Christ and Murder Love' emergono come picchi qualitativi, chiudendo un periodo cruciale della band.

Tracce testi video

01   Blood of Winter (04:09)

02   Hidden Among the Leaves (04:29)

03   Torture By Roses (03:33)

04   Come Before Christ And Murder Love (04:24)

05   Love Murder (05:09)

06   Rule Again (04:01)

07   Break the Black Ice (04:06)

08   Rocking Horse Night (03:31)

Leggi il testo

09   Blood Victory (05:17)

Death in June

Death in June è un progetto musicale britannico attivo dal 1981, guidato da Douglas Pearce (Douglas P.), nato dopo l'esperienza dei Crisis. Riconosciuto per l’uso di simboli controversi, ha dato forma e diffusione al folk apocalittico, fondendo elementi dark, post-punk, industrial e neofolk. La poetica ruota intorno al senso di perdita, decadenza dell’Europa, solitudine e contrasti estetici tra bellezza e morte. L’uso di iconografie militari e riferimenti storici ha sempre generato forti discussioni.
36 Recensioni

Altre recensioni

Di  mementomori

 "Il soliloquio artistico di Pearce è orientato verso lidi inquietanti di una musica colma di pathos e passione, ma vuota di speranza."

 "L'apice dell'opera è il devastante 'Death of a Man', un rituale noise di caos e misantropia che riflette la storia umana e la fine della bellezza."


Di  Rocky Marciano

 Una nera aura poetica pervade l’opera, un requiem per il guerriero Yukio Mishima.

 Un imponente canto crepuscolare che fonde folk, elettronica e marzialità in un capolavoro oscuro.