Ultimo lavoro propriamente dei Death, sulla carta è in effetti il penultimo ma The Sound Of Perseverance, nonostante sia un'ottimo album, è il classico album forzato dalla casa discografica, e personalmente lo considero una sorta di prologo del discorso Control Denied.
Ultimo lavoro di un progetto così finito nel migliore dei modi, l'evoluzione stilistica della musica Schuldineriana infatti con questo album si protrae a tal punto da esigere una conclusione: lo sviluppo di una melodicità che ricorda il Death Svedese, e appare contaminata dai grandi classici, mette in difficoltà anche Hoglan e tutta la sua mastodontica abiltà tecnica, ma dallo stampo fortemente "Floridiano", che fatica a sposarsi con le nuove sonorità così stravolte rispetto al precedente lavoro; la voce: sempre in growl, ma che diventa più acuta, tecnica e controllata; i testi, fortemente metaforici e non più così cinicamente reali sono tutti segni evidenti del cambiamento di stile che ha poi portato Chuck all'ideazione del progetto heavy Control Denied, iniziata proprio in questo periodo.
Una fine perfetta, insomma, non dettata da un declino ma da un' evoluzione.
Un lavoro che parte dalla "tradizione" death metal per evolvere in uno stile personalissimo, carico di tecnicismi, riff velenosi, tempi dispari scanditi alla perfezione.
"Con questo lavoro egli espresse un concetto straordinario: suonare con la testa, col cuore e con tanta rabbia, bilanciando le tre cose."
Chuck Schuldiner ci ha regalato un lavoro di immensa portata, un'evoluzione del tipico Death-sound.
"Crystal Mountain è la perfezione musicale, l'apoteosi di ciò che Chuck ci ha donato con la sua Arte."
"In questo album ogni canzone ha qualcosa da offrire e nessuna è messa lì per caso o peggio ancora per riempire un buco."
"Perennial Quest è l'incarnazione perfetta della 'Ricerca continua', un finale più che incantevole."