Copertina di Deep Purple Come Taste The Band
CycoCiccio

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Per appassionati di rock classico, fan di deep purple, amanti di hard rock, soul e funk, collezionisti di musica anni '70
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LA RECENSIONE

Considerando quello che accadde ai loro colleghi storici, ho sempre ritenuto una peculiarità dei Purple quella di non essere mai stilisticamente troppo dipesi da un chitarrista. E mi sbagliavo. Diretta conseguenza del clamoroso split con Richie Blackmore, fu l’abbandono definitivo dei barocchismi che avevano contraddistinto la discografia immediatamente precedente quest’album. Attenzione però: “Come Taste The Band” non è solamente “un disco dei Purple senza Blackmore”. Risentendo invece pesantemente delle inclinazioni dei diversi musicisti che lo realizzarono, ci presenta una band ancora all’apice delle sue capacità (mai fu più azzeccata la scelta del titolo). Quindi, salvo si appartenga alla categoria di audience che si affeziona morbosamente ai suoi idoli, si scopre essere questo un lavoro ricchissimo di spunti interessanti.

Prime su tutto il resto, le radici stilistiche e la verve del prodigioso Glenn Hughes. Il bassista, nell’occasione co-cantante con Coverdale, contagia del suo caratteristico songwriting alcuni splendidi brani del disco. “Getting Tighter”, uno strepitoso assaggio funky-rock, regala un Hughes dalle travolgenti attitudini canore. Spicca in questo brano il sound della Strato di Tommy Bolin, sanguigno e capace certo non meno del suo illustrissimo predecessore. Ancora “made in Hughes” è “This Time Around”: sulle note del piano di Jon Lord, fa stavolta capolino l’intensità soul del singer inglese. Di tutt’altra fattura brani come “Coming Home” o “Lady Luck”, decisamente più alla Whitesnake (band che nascerà per idea di Coverdale, subito dopo il definitivo split che seguirà l’uscita di quest’ album). Sia “Drifter”, che la splendida “You Keep On Movin”, sembrano invece meno vittime della personalità di un solo componente, suggerendo una maggiore volontà di coesione stilistica fra le varie influenze della band. Concludo questa rapida carrellata con le divagazioni dell’hammon di “Love Child”.

Dopo averle saggiate, risulta difficile sotenere che questo “Come Taste…” rappresenta un episodio di serie B, nella lunga e non qualitativamente omogenea discografia del gruppo inglese. Un album da riscoprire, dal sapore hard rock, con venature soul e retrogusto funky. Per una volta, meglio non fidarsi della critica ed andarlo a comprare. Il compianto Bolin jammando coi suoi colleghi sentenziò: “Come see the band! Come taste the band…”. Non resta che dargli retta.

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Riassunto del Bot

Come Taste The Band rappresenta un cambio di rotta per Deep Purple dopo l'addio di Richie Blackmore. L'album mette in luce il talento di Glenn Hughes e Tommy Bolin, unendo hard rock, soul e funk con grande coesione. Non è un semplice disco senza Blackmore, ma un lavoro ricco e interessante da riscoprire, capace di valorizzare diverse influenze e nuovi suoni.

Tracce testi video

01   Comin' Home (03:53)

04   Dealer (03:49)

05   I Need Love (04:22)

07   Love Child (03:06)

08   Medley: This Time Around / Owed to "G" (instrumental) (06:08)

09   You Keep on Moving (05:17)

Leggi il testo

Deep Purple

I Deep Purple sono una storica band britannica fondatrice dell’hard rock e pilastro della musica anni ‘70. Hanno rivoluzionato il linguaggio rock grazie a dischi seminali e una produzione live smisurata, influenzando generazioni di musicisti e ascoltatori.
82 Recensioni

Altre recensioni

Di  Bonzo

 Non è possibile rinunciare a godersi un album di tale livello, solo per la mancanza dei pur leggendari Gillan, Blackmore e Glover.

 E che album signori. Basta aprire il package, per ritrovarsi d'innanzi ad un tocco di classe da 'giù il cappello'.


Di  Stanlio

 Lui non suonava mai le stesse cose due volte, diceva di percepire le note una frazione di secondo prima di suonarle, quasi per magia.

 Non suonava molte note, suonava le note giuste!