Copertina di Deep Purple Come Taste the Band
Stanlio

• Voto:

Per appassionati di rock classico, fan di deep purple, storici della musica, chitarristi e amanti del blues rock
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LA RECENSIONE

Non parlerò dell'album nè dei "Deep Purple" (del quale già ne han ben descritto pure qui) ma del loro neo chitarrista ehm, di cui non credo che Dio abbia avuto un occhio di riguardo (citando il nostrano Ivan Graziani altrettanto grande alla chitarra).

Lui iniziò a suonare giovanissimo, dopo aver visto col su babbo nientepopàdimenochè Elvis Aaron Presley ad un concerto.

Tra il '75 ed il '76 fece parte dei "Deep Purple" e fu la Sua ultima band (sigh!) poichè nel loro ultimo e breve tour il 19 marzo 1976 si accasciò sul palco per problemi di droga e a seguito di ciò il mitico gruppo si sciolse per poi riformarsi nel '84.

Subito dopo illo tornerà negli States per registrare e portare in tour il suo secondo disco solista: "Private Eyes", come apertura per Geoffrey Arnold "Jeff" Beck e Peter Kenneth Frampton.

Molto prima formò gli "Zephyr", un gruppo che suonava blues rock ed anche hard rock e ci rimase dal '69 al '71 mentre loro continuarono a darci dentro fino al 2002.

Passò nei "James Gang" dal '73 al '74 un gruppo (che faceva pure isso del blues rock, hard rock & rock and roll) nato nel '66, che non mantenne mai la formazione originale negli anni fino al 2006 quando chiuse baracca e burattini.

Lui non suonava mai le stesse cose due volte, diceva di percepire le note una frazione di secondo prima di suonarle, quasi per magia, il Suo talento era totalmente naturale.

Fu anche chitarra solista per Mr. William Emanuel "Billy" Cobham il quale ebbe a dire di Lui "Non suonava molte note, suonava le note giuste!" ehm, ed il bello è che quando Billy lo contattò al telefono (per farlo suonare nel suo primo disco da solista) Lui del tutto incredulo gli confessò di non saper leggere la musica, al chè il batterista replicò che non aveva importanza, aveva ventun'anni...

Dopo un'esibizione dal vivo ad un concerto di Jeff Beck tornò nel suo Hotel Newport di Miami e s'intrattenne in un "party after-concert" (l'ultimo) con vari amici, perse conoscenza mentre stava al telefono dopo aver ben ben abusato di whisky, champagne, cocaina ed eroina un cocktailmix micidiale, morì la mattina del 4 dicembre 1976, aveva solo venticinque anni, l'avevano paragonato perfino a Johnny Allen Hendrix alias James Marshall "Jimi" Hendrix, stava diventando una vera leggenda ma gnaa fece, maremma majala!

Nacque il primo agosto del '51 negli States, in una piccola città dell'Iowa e fu seppellito nella stessa, al "Calvary Cemetery" di Sioux City e gnente... ah no, il suo nome era Tommy Bolin.

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Riassunto del Bot

Questa recensione mette in luce la vita breve ma intensa di Tommy Bolin, chitarrista talentuoso e innovativo che partecipò ai Deep Purple negli anni '70. Viene narrata la sua carriera con varie band, il suo stile unico e l'influenza musicale. La recensione si conclude con la tragedia legata alla sua morte prematura a 25 anni, sottolineando la sua eredità come leggenda del rock.

Tracce testi video

01   Comin' Home (03:53)

04   Dealer (03:49)

05   I Need Love (04:22)

07   Love Child (03:06)

08   Medley: This Time Around / Owed to "G" (instrumental) (06:08)

09   You Keep on Moving (05:17)

Leggi il testo

Deep Purple

I Deep Purple sono una storica band britannica fondatrice dell’hard rock e pilastro della musica anni ‘70. Hanno rivoluzionato il linguaggio rock grazie a dischi seminali e una produzione live smisurata, influenzando generazioni di musicisti e ascoltatori.
82 Recensioni

Altre recensioni

Di  CycoCiccio

 "Questo album non è solo un disco dei Purple senza Blackmore."

 "Un album da riscoprire, dal sapore hard rock, con venature soul e retrogusto funky."


Di  Bonzo

 Non è possibile rinunciare a godersi un album di tale livello, solo per la mancanza dei pur leggendari Gillan, Blackmore e Glover.

 E che album signori. Basta aprire il package, per ritrovarsi d'innanzi ad un tocco di classe da 'giù il cappello'.