Copertina di Deep Purple Perfect Strangers
cliffburton86

• Voto:

Per appassionati di hard rock classico, fan di deep purple, amanti della musica rock anni '80
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LA RECENSIONE

Deep Purple – Perfect Strangers

Da degno metallaro ascolto costantemente dischi molto “decisi” di gruppi che, per la maggior parte delle volte, appartengono alla razza “nome sconosciuto-copertina demente”. Quando però ho voglia di rilassarmi con del “vecchio” hard rock non sorgono tentennamenti e questo album è fra le mie prime scelte.

“Perfect Strangers” nasce dalla reunion del nucleo storico, annunciata in una conferenza stampa nel Connecticut, a Greenwitch, il 3 Novembre 1984. Registrato agli Horizons Studios di Stowe in piena estate ‘84 e ai Tennessee Tonstudios di Amburgo nel settembre sempre dello stesso anno, l’album segna il ritorno di una delle più importanti rock band degli ultimi 30 anni, “colpevole” di aver formalizzato quel “famoso” hard rock inventato dai Led Zeppelin.
Quasi totalmente scritto dal “Men in black”, il disco gode di soluzioni sonore di altissimo livello e di una formula musicale aggiornata e più tecnica rispetto ai vecchi lavori.
Gran parte del merito per la bellezza del disco va proprio a Ritchie Blackmore.
Mai stato un genio della tecnica lo storico chitarrista, ma con la sua “strato” ha sempre espresso un suono unico e inimitabile, associato sempre con il suo tocco encomiabile e con i suoi immortali assoli.
I riff tanto elementari quanto eleganti sono le colonne portanti di “Perfect Strangers” e convivono in modo assiduo con il loro tipico sound fresco e vivace. I refrain, di Ian Gillan, veri tocchi di classe, sono sempre perfetti e fanno da spartiacque tra i momenti di hard rock puro, con un’intensità non comune, e quelli più atmosferici e melodici.
Ian Paice e Roger Glover fanno della sincronia il loro pane quotidiano, condito dal piano di Jon Lord che armonizza i brani, equilibrando le parti dinamiche con quelle più scure.
Le ottime perfomances dei 5 musicisti, che nel contesto riescono anche ricreare gradevoli atmosfere, danno vita ad un disco godibilissimo che riunisce tutte le influenze degli ex gruppi di Paice, Blackmore e Lord.
Ottimo davvero il binomio degli ultimi due, vera anima dei Deep Purple.
Brani storici come l’incantevole title-track, l’eccentrica “A Gypsy's Kiss” e “Knocking at your back door”, fanno di “Perfect Strangers” una pietra miliare del hard rock, che insieme a “Machine Head” risulta come uno dei migliori studio album realizzati dal gruppo.

In poche parole un…..”Perfect disk”….

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Riassunto del Bot

Perfect Strangers segna il ritorno di Deep Purple con una reunion attesa e un album che esalta l'hard rock classico con tecnicismi aggiornati. I riff di Blackmore, la voce di Gillan e l'intesa della band creano atmosfere vivaci e ricche di energia. L'album è considerato una pietra miliare insieme a Machine Head, con brani storici che hanno definito il genere. Una scelta imprescindibile per gli appassionati di rock d'altri tempi.

Tracce testi video

01   Knocking at Your Back Door (07:04)

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03   Nobody's Home (03:59)

05   Perfect Strangers (05:21)

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09   Not Responsible (04:45)

Deep Purple

I Deep Purple sono una storica band britannica fondatrice dell’hard rock e pilastro della musica anni ‘70. Hanno rivoluzionato il linguaggio rock grazie a dischi seminali e una produzione live smisurata, influenzando generazioni di musicisti e ascoltatori.
82 Recensioni

Altre recensioni

Di  Josh

 Non si trovano forse i brani-simbolo che hanno fatto la storia del gruppo, ma si ascolta un album riuscito di una grande band.

 ‘Perfect Strangers’ è, a tutti gli effetti, uno degli ultimi classici del gruppo, giocato sull’imperioso riff di Blackmore.


Di  claudio carpentieri

 Un concentrato di mordace hard rock energico caratterizzato dal portante guitar riffing, arricchito ulteriormente dalla laboriosità di Lord.

 I Deep Purple erano (e sono) ben più di una semplice rock band... forse un'IDEA!