Copertina di Deep Purple The Battle Rages On...
Mandrocker

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Per fan di deep purple e rock classico, appassionati di musica blues-rock, cultori della storia delle band rock anni ’90, e collezionisti di recensioni musicali critiche.
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LA RECENSIONE

Ci risiamo. I Deep Purple non riescono a restare stabili per tre anni. "The Battle Rages On..." era già pronto nel 1993, quando Lord, Glover e Paice preferirono licenziare il discusso Turner per fare rientrare il vecchio compare Gillan. Immaginiamoci come Blackmore possa aver appreso felicemente questa in decisione. Pure lo stesso Gillan dichiarò più volte di non essere molto contento di tornare insieme al Man In Black esprimendosi con frasi del tipo: "Quando Joe Lynn Turner fu licenziato dal gruppo, gli altri membri della formazione, eccetto Blackmore, iniziarono a pressarmi per ritornare con loro. Allora pensavo che mi sarei tagliato la gola piuttosto che tornare con i Deep Purple". Con tutte queste premesse "The Battle Rages On..." si preannuncia un lavoro deludente a causa dei dissidi interni, invece la Mk. IIc ci regala un degno ultimo disco a metà fra l'epico ed il blues.

La title track sembra rievocare le influenze di "Perfect Stranger". Questa tipologia di brano sarà oggetto principale del successivo e ultimo album dei Rainbow : "Stranger Us All". Alla traccia numero due troviamo un brano denso di venature blues : "Lick It Up". Il giudizio complessivo risulta mediocre a causa della non perfetta coniugazione del brano con la voce di Gillan. L'apice del disco si ha in occasione della successiva: "Anya". Blackmore ce la introduce con un maestoso fraseggio dei suoi. Lord poi si propone prepotentemente con una melodia mozzafiato. In tutti i 6 minuti e passa non si cala di livello. Splendida! Da notare anche una somiglianza (non spudorata) con "Ariel" sempre di "Stranger Us All". Questi dettagli vogliono dimostrare che il maggior ispiratore e compositore dei pezzi è proprio il Man In Black.

Il disco non cala di livello. "Talk About Love" è sorretta da un riff granitico il riff di chitarra che la introduce. La canzone si sviluppa poi con un Paice che accompagna con un ritmo molto "blueseggiante". Per chi non ha apprezzato a pieno il lavoro precedente "Slaves And Masters", "Time To Kill" non appagherà molto, in quanto la canzone è stata sicuramente scritta per Turner e solo all'ultimo sostituita dalla ugola di Gillan. Brano sottotono.
"Ramshackle Man" è un pezzo classico in cui prima Lord e poi Blackmore danno sfogo a tutte le loro influenze blues. Buon lavoro ma niente di più. La successiva "Twist In The Tale" è sorprendente. Il brano si propone a velocità sostenuta con una buona dose di cattiveria che ancora mancava in questo cd. Da ascoltare!

"Nasty Piece Of Work", traccia 8, vede Gillan impegnato in un brano a metà fra l'epico ed i ritmi blues che però risulta mediocre. Da notare che in questa e nelle successive due traccie Gillan sfrutta notevolmente la doppia incisione della voce in due tonalità. Una bassa e l'altra un'ottava più alta. L'effetto migliore si ha con "Solitarie", ultimo maestoso brano degno di questa line up. Solitamente Gillan s'adattava male a brani del genere, qua dimostra invece di essere all'altezza e ad emozionare, nonostante abbia perso la graffiante voce da anni. A chiudere il cd è "One Man's Meat" caratterizzato, ancora una volta, da ritmi e cadenze blues.

La durata di questa mark è pressochè irrilevante. Ed era evidente che la convivenza fra Gillan e Blackmore era quasi impossibile. Ma la cosa interessante è che la rottura è stata testimoniata da un DVD ("Come Hell Or High Water") addirittura, quasi a far vedere al mondo intero quanto Blackmore non ne potesse più e quanto fosse definitiva la separazione. Vi descrivo la scena iniziale che è esilarante: Paice inizia "Highway Star" con la sua classica rullata e pian piano si introducono Glover e Lord. Gillan entra e corre a destra e a manca del palco. Il brano inizia, ma Blackmore non c'è! Da vero lunatico fa suonare i quattro poverelli finchè non arriva il momento del suo classico assolo in cui finalmente si degna di entrare ed alterna sguardi alla Strato bianca a Gillan. Oltre a sembrare veramente alterato si direziona verso la telecamera, che stranamente era utilizzata dalla fidanzata di Gillan, e gli butta un bicchiere di birra.
Blackmore lascierà subito dopo pochi giorni i Deep Purple e quello che succede dopo è ormai noto a tutti.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album "The Battle Rages On..." dei Deep Purple, evidenziando i forti dissidi interni tra Gillan e Blackmore e le tensioni nella band. Nonostante ciò, l'album è valutato positivamente come un lavoro che mescola influenze epiche e blues, con brani di qualità come "Anya" e "Solitarie". Il testo descrive anche la fine del rapporto tra i due protagonisti, con aneddoti sul controverso addio di Blackmore. Nel complesso, il disco è visto come un degno ultimo capitolo della formazione Mk IIc.

Tracce testi video

01   The Battle Rages On (05:56)

Leggi il testo

04   Talk About Love (04:07)

05   Time to Kill (05:50)

06   Ramshackle Man (05:34)

07   A Twist in the Tale (04:17)

08   Nasty Piece of Work (04:36)

10   One Man's Meat (04:38)

Deep Purple

I Deep Purple sono una storica band britannica fondatrice dell’hard rock e pilastro della musica anni ‘70. Hanno rivoluzionato il linguaggio rock grazie a dischi seminali e una produzione live smisurata, influenzando generazioni di musicisti e ascoltatori.
82 Recensioni

Altre recensioni

Di  claudio carpentieri

 L’ascolto di questo disco ci procura la certezza di essere piacevolmente inondati da un prodotto hard rock di buona fattura strettamente legato alle pubblicazioni della decade precedente.

 "The Battle Rages On fa schifo! Quando tornò Gillan lo rifecero daccapo, ma io ho ancora conservati i demo originali e ti posso garantire che era una vera bomba." (Joe Lynn Turner)