Di tutta la discografia del gruppo di Birmingham il loro quarto disco sulla lunga distanza, uscito nel lontano 1992, è il mio preferito. Sono quindici i brani che si susseguono in nemmeno quaranta minuti di durata: la forma grind assume una violenza spaventosa, mai udita prima da orecchio umano, con il growl di Mark che è un viaggio negli abissi infernali. "I Abstain", "The World Keeps Turning", e "Got Time To Kill" brani davvero di una pesantezza che sconvolgono nell'ascolto...IO ABIURO... di più
Nessuna regola sul deb dice cose tipo "non ci si può fare fake, non si possono avere più utenze, se hai più utenze devi pagare più tasse..." quindi semplicemente, qui il fake è permesso. Per cui non ho mai capito tutti quelli che si incazzano quando hanno l'impressione di trovarsi di fronte a un fake. Un po' come se vai allo zoo e ti lamenti "oh, ma cheppalle tutti questi animali, non li sopporto" cazzo ci sei andato a fare allo zoo allora? Stattene a casa e non rompere i coglioni. di più
Ottimo rimedio per i problemi di personalitá. di più
Thrash grezzo e primitivo...
... distruttivo come pochi! di più
Strepitoso debutto dei quattro cannibali di Buffalo.
La nascita del Brutal Death Metal! di più
Beh, che dire?!
Album che ha ispirato migliaia di band e legioni sconfinate di deathsters.
Masterpiece e miglior disco dei Possessed: difficilmente si ripeteranno in seguito!
Da avere senza scuse! di più
Capolavoro indiscusso.
L'Album Death per eccellenza! di più
Da questo capolavoro, prenderanno spunto in molti. Per fortuna ne uscirà solo mondezza. Questo album non si tocca. di più
Fantastico gruppo Death Metal statunitense.
Masterpiece del genere... di più
Ottimo album di una band rock '70 purtroppo molto sottovalutata ancora ai giorni nostri... di più
Debutto Brutal stratosferico! di più
Maestri indiscussi del Brutal più pesante e massacrante assieme ai Cannibal Corpse.
Da ascoltare assolutamente!
Come tutti gli album della loro discografia! di più
Il Brutal Death più maciullante, diretto e sincero, una spanna sopra a Cannibal Corpse & Co.
Il growl di Mullen è unico e semplicemente
marcio e cavernoso come pochi.
Miti indiscussi! di più
L'anno è il 1998; il disco è il quinto sulla lunga distanza per i ragazzi di Washington DC. E non vuole avere fine la ricerca musicale dei Fugazi, qui impegnati nel disco della raggiunta maturità artistica; canzoni più ragionate e meno dirompenti rispetto agli esordi, anche se non mancano gli episodi dove rabbia e ferocia generazionale vengono ben a galla. Mi basta citare la dirompente "Place Position" con il suo ritornello "legal-illegal" che ti entra in testa da subito, restandoci PER SEMPRE.. di più
Un opera sublime ...
Disco da avere assolutamente nella propria "discoteca".
Piacevolissima scoperta di un educatissimo George Coleman al sax tenore. di più
Un esordio eccitante, Steve Strange e i suoi AllStarsCustomers Ure/Currie/McGeoch/Egan/Formula rileggono il Glam attraverso i Kraftwerk facendo l'inchino al Punk invaso ormai dai vermi. Manifesto 1980 del suo Blitz Club, dove ragazzi in tutu' si accompagnavano a signorine in doppio petto gessato. di più
Anno importantissimo per la scena di Seattle il 1991; oltre ai dischi di Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden esce l'omonimo ed unico lavoro dei Temple of the Dog: Un tributo alla scomparsa di Andrew Wood, un amico...Lavoro di un intensità emotiva a tratti spiazzante...Say Hello 2 Heaven... di più
Piacevole solitudine negli abissi del post rock di più
Tormentato dal richiamo degli spazi aperti. di più