la più grande rock band italiana! di più
Il sosia di Charlie Dominici! di più
I peni più duri dell'indie di più
però un sacco di belle canzoni di più
l'orecchio immerso nell'acqua della copertina è perfetto per il contenuto dell'album di più
Godimento in musica. di più
uno che ha capito come gira il mondo. di più
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Un disco che, senza tutti quegli arrangiamenti plasticosi e pomposi, sarebbe stato anche da 4 palline, ma alla fine si riduce ad un semplice ed un po' scontato pop-rock elettronico. Due pezzi a salvare la baracca: "On the Turning Away" e "Sorrow". Il loro peggiore, poco più che sufficiente. di più
Deleteri. Melodie che manco i backstreet boys pompate con chitarre così sterili che paiono VST instrument. di più
Dopo averli visti suonare bisogna soltanto ammettere di avercelo piccolo e inginocchiarsi di fronte a ciascuno di loro a turno facendo a ciascuno di loro un pompino ma di quelli fatti bene proprio!!! Gruppo spesso criticato per pura invidia verso un'abilità tecnica che non si raggiungerà mai!
Sì è vero, dopo Train Of Thought si sono rinnovati poco e limitati più che altro a riproporre cose già fatte, ma continuano a far paura ed è quanto basta per continuare a ciucciarglielo!!! di più
Non sarà un capolavoro, non sarà innovativo, ma è un disco impregnato di nostalgia e molto ispirato (suonato da grandissimi musicisti, tra l'altro). Certo, i riferimenti musicali ai capolavori dei settanta come Dark Side e Wish You Were Here sono palesi, ma ad avercene di minestroni surriscaldati come questo. "High Hopes" struggente epitaffio Pink Floydiano. di più
Il primo disco, quello Live, è malato, schizofrenico, oscuro, spaziale, quanto più di magnificamente allucinato potesse essere concepito in quegli anni. Il secondo disco, quello studio, offre spunti molto interessanti ed ottimi pezzi, su tutti la sinfonia di "Sysyphus" e la bucolica ballata "Grantchester Meadows". L'album in toto è tra i più grandi esempi d'avanguardia musicale del tempo. di più