Un album che può piacere man mano che lo si ascolta. Bella la resa Kraftwerkiana di Talk/Computer Love ed apprezzabile avvicinamento ad un più frequente utilizzo di strumenti elettronici quali sintetizzatori. Tutto sommato, però, un album mediocre per la proposta creativa. Meriterebbe un 3.5. di più
Un pop bello, rock, deciso, efficace. Buono studio dei brani e belle melodie. Caduta di stile con "Green Eyes" e "Amsterdam" che fan venire il latte alle ginocchia. di più
La solita frittatina pop, che addirittura esce singolarmente, in un contesto totalmente isolato, fatto dunque per la esclusiva necessità di vendere e di potersi presentare sotto l' albero anche nel 2011. Tutto sommato canzone carina ed orecchiabile, puro stile Coldplay, sigla di un possibile finale di film intitolabile "Natale in casa Chris Martin". di più
Una caduta di stile, secondo me. Un ritorno alle origini che non volevo proprio aspettarmi dopo un bellissimo ed innovativo Viva La Vida. Sempliciotto e vergognosamente pop. Carina solamente "Life in Technicolor II" di più
Mediocre live-ep che espone appieno le potenzialità pop del gruppo. Bella l' idea di distribuirlo gratuitamente ai live ( anche se qui, i nostrani Elio E Le Storie Tese stravincono con i loro cd "Brulè") ma non è poi un "must" di più
Una chicca da collezionisti. Bellissime le versioni acustiche, registrazioni un pò scadenti nonostante sia stato prodotto nel 1998 ( e non nel Burundi). Di per sè è un album che poteva anche non esistere nella discografia degli Angra, ma d' altronde è presente solo nel cofanetto "Holy Box", per cui era anche scontato il suo unico ed evidente scopo commerciale. di più
Non m'importa se sia di plastica o studiata a tavolino.
Ha fascino e il suo disco, già tra i miei preferiti, contiene dei pezzi davvero clamorosi (Born To Die, Video Games, Carmen) di più
Proprio poca roba.. di più
Mi piace a momenti alterni: avevo apprezzato la sua evoluzione dal debutto a "Honeymoon", con "Lust for Life" mi aveva rotto i coglioni, con "Norman Fucking Rockwell" mi aveva ristregato e ora non so sinceramente cosa pensare degli ultimi due. Sta di fatto che nel tempo si è creata una sua nicchia e uno stile che è diventato un vero e proprio marchio di fabbrica e da personaggio plasticoso e iper costruito che era ha trovato una sua identità abbastanza interessante, cosa che la eleva molto al di sopra di molte colleghe e colleghi che partono in quarta all'esordio per poi sparire nel nulla. di più
la creatività non è proprio il suo punto forte, però ha una voce stupenda e le sue piano-ballads con venature soul sono una meraviglia. di più
Intramontabili, sono riusciti sempre a stare al passo coi tempi e proporre, di album in album, un sound sempre all' avanguardia e coerente con il proprio genere. A volte hanno presentato lavori poco lodevoli, dati forse anche da periodi un pò burrascosi, ultimamente si sono troppo dedicati al "fanmaking" distribuendo live evitabili e "Best Of" di per sè inutili ( anche se, bisogna ammetterlo, sono sempre utili per chi deve affrontarli per la prima volta). 5 punti per loro ( forse 4.5) di più
Album evitabile, non presenta nulla di nuovo e chiude in bruttezza una discografia ottima di un gruppo immortale. Non che le canzoni siano brutte, ma dopo un " lento" AMOL&D, ci voleva forse qualcosa di sempre cattivo, ma non identico all' album precedente. Secondo me si sono troppo spinti verso un Heavy Metal Progressive, ceh li ha un pò stroncati. Se fosse un album transitorio il tutto gli si potrebbe concedere, ma essendo stato dichiarato come ultimo lavoro, hanno fatto forse un grave errore. di più
chi cazzo? 1 di più
Disco riuscitissimo. Gli Iron Maiden riconfermano la loro capacità di stare al passo con i tempi e proporre un Heavy Metal non nostalgico ( di per sè oggigiorno canzoni come prowler suonerebbero come semplice hard rock) ed aggressivo. Heavy Metal, puro, pesante, così come solo loro possono presentare. Chi non apprezza questo album, spesso ricade in un nostalgico " meglio i tempi di DiAnno" od un irrisorio " i soliti giri", che si basa solo sullo studio tonale, ma non ritmico e melodico delle sin di più
Il giusto heavy metal dei primi anni '90. Aggressivi, brillanti, cattivi. Ritengo questo album alla pari con Piece Of Mind, ovvero buone canzoni unite a branetti skippabili. di più
Il cambio di lineup fa crescere i Maiden di una spanna. Propongono finalmente un nuovo heavy deciso e ben marcato. Non merita 5 stelle in quanto rimangono nella tracklist sempre quelle canzoni " un pò così", che volentieri "skipperesti" nell' ascolto intero dell' album. di più
Gli Iron Maiden si riconfermano più Heavy che mai, con questo album possono orgogliosamente portare il baluardo del NWOBHM. Un heavy poco scontato, che non si rifà troppo a generi precedenti, che a volte può richiamare il loro stesso sound di molti futuri album. Buona riuscita. Uno tra i migliori del gruppo, secondo me. di più
Un album pieno di buone idee, rese male dalla Line-up. Bailey canta bene, ma non è adatto al sound maideniano. In futuro, nei live, riusciranno a riproporle e rivalorizzarle grazie a Dickinson ( vedasi "The Clansman" a Rock In Rio). Mediocre. di più
Fine anni '80, regna il Synth Pop. I Maiden propongono l' Heavy Metal più azzeccato di quegli anni, pesante, aggressivo, ma non per forza retrogrado e "mummificato". Un disco dal sound innovativo e molto contemplativo ( come piace a loro e a me). Canzoni ben proposte e strutturate, che vanno un pò oltre ai soliti giri di accordi ed assoli in pentatoniche. Uno tra i più riusciti nella carriera del gruppo. di più