Travoni di merda che inquinano il pianeta, ma sono stati anche la rovina di un genere inutile al cazzo come l'hard rock : Il nemico del tuo nemico è tuo amico. 3 di più
Disco ricco di ottime idee e un sound Heavy degno di essere chiamato tale negli anni '00. Alcune canzoni meravigliose, come "Dance Of Death" o "Paschedale" sono farcite di robette rockeggianti quali " Wildest Dreams" o "Journeyman" che, nonostante siano ben orecchiabili, non rendono il disco pienamente Heavy e degno di un voto eccellente. di più
"Thumbs up for Kurt Ballou's tits!" cit. commento su youtube. di più
Più pop che metal...una delle band più insignificanti sul piano musicale-artistico che si possa immaginare; posizionati in una sfera contestuale dove la merda viene scambiata per musia. Nocivi a grossi livelli. di più
Un album più che sufficiente, che merita un 4 per vari motivi:
- canzoni belle, efficaci, ma di per sè poco innovative
- sound "attuale" per quegli anni, che mantiene salda l' idea di un metal Pesante
- Capolavori ( vedasi la meravigliosa "Rhyme Of The Ancient Mariner" o "Two Minutes To Midnight") uniti a porcheriuole ( vedasi "Flash Of The Blade") di più
Storicamente parlando è uno di quegli album cui, senza di essi, la storia della musica avrebbe rischiato di non possedere un capitolo intero riguardante il NWOBHM. Voto 4.5 per la musica, ma non 5 totale, perchè primo album, per cui bisogna vedere cosa sapranno proporre in futuro. di più
Un album che mai mi ha convinto, e a parte "Sign Of The Cross", "Man On The Edge" e "Lord Of The Flies" lo butterei nella spazzatura. Bisogna però riconoscere che si sente l' inizio di una ricerca di un nuovo Heavy Metal conforme a quegli anni in cui le nuove branche più estreme, richiedevano all' heavy di essere più "Heavy", appunto. Sound quindi discreto, ma qualità musicale poco valida. di più
Nonostante sia ritenuto da molti l' album "per eccellenza" della storia dei Maiden - e dell' Heavy Metal- ritengo che non meriti un 5 proprio per il motivo che forse sia troppo amato ed elogiato fino allo sfinimento. Certo contiene notevoli tracce che inevitabilmente sono rimaste scolpite nella storia del Metal, però bisogna ammettere che Invaders è un puro richiamo ai primissimi Maiden ( insomma niente di nuovo) e Gangland è un brutto neo con tanto di pelacci neri. Insomma, bellissimo disco, ma di più
Ah beh ma loro sono i padri del metal, precursori nel doom...ma vaffanculo, imparate a suonare un cazzo di strumento come si deve e a non rubare i soldi ai metallari che non distinguono un cazzo basta che che vedono un croce capovolta. Rimandati. di più
Impeccabile. Un album che riconferma qualsiasi idea precedentemente nata per questo gruppo. Ascoltare questo disco significa superare la semplice "esperienza" ed avvicinarsi direttamente ad un "vivere" ogni storia qual' è ogni singola canzone. di più
Ogni canzone è un romanzo, da ascoltare e riascoltare, da vivere e contemplare. Per assaporare le sonorità di questo album, bisogna essere impassibili, pronti a tutto, pronti a farsi colpire in ogni zona, fare da diga ad un' ondata di musica che inevitabilmente sarà più forte di te. Un album consigliato a tutti, apprezzabile da chiunque. di più
Concordo con la precedente definizione: troppo discontinuo. Tale discontinuità ha portato ad una continua separazione sia dei membri del gruppo che dei fan stessi, che non sono mai riusciti ad amalgamarsi poichè disabituati ad un sound sempre diverso di album in album. A mio avviso, album consigliabili: Holy Land e Temple Of Shadows.
Nonostante ciò, per me restano un grande amore. di più
Un album che mai mi ha attratto, tanto che mai ho potuto ascoltarlo con gran interesse. Mi astengo dal voto, ma se dovessi darlo, sarei indeciso tra un 2 ed un 3: melodie a mio parere poco efficaci e stile un pò ripetitivo. Tentano di mantenere viva l' anima di Temple Of Shadows, sbagliando - a mio parere- in quanto portano a reindirizzare l' ascoltatore in un' idea di concept album che già era terminata con "Gate XIII". Un album che spesso voglio riascoltare ma forse un pò deludente. di più
MiniCD cui vale realmente la pena avere solo per le prime due canzoni ( effettivamente inedite). Lo stile di Holy Land si ripete in maniera eccellente e sia Freedom Call che Queen Of The Night avrebbero meritato di far parte di un full-lenght più valorizzante rispetto a questa " chicca da collezionisti" che pochi possiedono. Un peccato. di più
Un signor Live, che ascolti ed apprezzi per una o due volte, per poi finire nel cassetto dei bei cd di cui non te ne fai niente. D'altronde resta pur sempre un live, per cui si può solo constatare che la bravura esecutiva di ogni componente ascoltabile in compact disc, è altrettanto mirabile nei concerti dal vivo; ma delle tracce non te ne fai niente, suonano paro paro all' album.
Un oggetto non indispensabile se non per fan e collezionisti. di più
Live impeccabile per tutti i componenti eccetto Falaschi. Conferma che in live il nuovo frontman si riesce a salvare in calcio d' angolo "PGR". Un live che di per sè ha poco senso se non quello di elevare ad N-esima potenza la nostalgia di Matos. L'avessero fatto nel "Temple Of Shadows" tour, mannaggia a loro... di più
Dignitoso all'inizio, ora in decadenza di più
Il cambio di formazione si sente, come è percepibile la voglia di ritornare alle origini musicali autoctone che nei primi due album della band si facevano ben identificare. Nonostante ciò, il tutto suona ancora un pò obsoleto e poco efficace, non facendo riuscire dal guscio i tanto amati Angra di "Holy Land". Disco ascoltabile ed apprezzabile per varie proposte ( quali la classica Nova Era, Rebirth, Visions Prelude), un pò noioso e ripetitivo nel complesso. Promette bene sentire il salto qualita di più
Ennesimo pseudorapper fighetto di più
Album molto discusso della band. A mio parere una caduta di stile in quanto abbandonano l' efficacia del mix brasileiro, preferendo un' avvicinamento (poco riuscito in quanto musicalmente scontato) ad un power-progressive che ricorda i Dream Theater all' alba dei tempi. Secondo una mia opinione, il tutto suona come se fosse un' autoelogio alla bravura esecutiva tecnica dei vari componenti. Un album di cui faccio volentieri a meno. Peccato. di più