Il Vecchioni fine anni '80 e, tout court, anni '90 credo sia il migliore (fors'anche di più di quello, ad oggi indigeribile, degli anni '70). "Blumùn" è una carezza che non smette mai di emozionarmi: dalla title-track a "Euridice", dal divertimento pecoreccio, ma di classe, de "Saggio di danza classica e moderna" alle emozioni, invero mai trattenute, de "Il mago della pioggia". Nel finale s'ingolfa (gli ultimi due brani sono mediocri), ma è un disco da cui continuerò a farmi affascinare. di più
Dopo due album di nicchia, firmano con la Warner, vengono subissati di fischi dai fans della prima ora, ma stravendono, e dunque chapeau. L'album, musicalmente accattivante e narrativamente sorprendente, è una sorta di omaggio al cinema italiano poliziottesco anni '70, con i suoi toni e i suoi umori. Bianconi è in stato di grazia, e in tutta Italia rimbalzano canzoni non facili come "La guerra è finita", "Un romantico a Milano", "Il corvo Joe". Brani da mandarsi a memoria come "Sergio", "A vita bassa", "Il nulla" profumano di Smiths, come non si vedeva da (troppo) tempo nel Belpaese. di più
Il lento morire delle città si interseca col lento perire dell'uomo che le popola: un disco a tratti magnifico, sontuoso ("Bisanzio"), ironico ("Bologna"), narrativamente coinvolgente ("Antenor"), da pelle d'oca ("Lager"), da piangere ("Venezia"). Con qualche brano in odor di riempitivo, ma c'è abbastanza polpa e molta, molta ciccia. di più
Uscito postumo l'ultimo lavoro di Gaber (voce affaticata, invecchiata, sofferente) pare un lascìto artistico e spirituale, quasi un testamento. La conclusiva "Se ci fosse un uomo" è l'ultima speranza possibile: una civiltà nuova che soppianti questo nostro mondo inesorabilmente malato. La speranza, però, è anche "Non insegnate ai bambini", più alcuni brani del passato riproposti in chiave moderna. L'ironia è assicurata ("Il corrotto") ma il tono è, ça va sans dire, funereo. di più
Letteralmente consumato di più
Un disco bellissimo, figlio della sua epoca e di una generazione inquieta che Carboni delineò con raffinatezza e bel gusto pop. Canzoni come "La voglia di vivere", "Vieni a vivere con me", "Farfallina", "Silvia lo sai" passeranno alla storia, mentre episodi, apparentemente più deboli, come "Lungomare" o "Caro Gesù" sono segni di una definitiva maturazione, non solo musicale. di più
Uno dei primi brani dove compare una linea sequenziata. di più
Terzo lavoro dell'artista di Latina, primo non prodotto dalla coppia Salerno/Maionchi. Già il precedente album ("Nessuno è solo") suonava come un passo indietro rispetto all'r&b che contraddistingueva i primi due album (la produzione di Canova aiutò molto), questo è una lagna imbevibile in cui il nostro ci racconta, in musica, tutti i suoi drammini e drammoni esistenziali quasi come se il pubblico fosse il proprio psichiatra. C'é Fossati ("Indietro"), c'è Battiato ("Il tempo stesso") ma c'è (molta) poca sostanza, a salvarsi solo la curiosa "La traversata dell'estate" e il singolone "Il regalo più grande". Poca roba, Mr. Ferro. di più
Uno dei più belli dischi italiani degli anni 90. Il miglior esordio di sicuro. di più
Capolavoro anni 80. di più
Pietra miliare. di più
Nata nel 2024 in Brasile, Castrivenian si è fatta notare fin da subito per il suo black metal grezzo e atmosferico, intriso di tematiche vampiresche, licantropiche e misantropiche . Il loro primo album full‑length, "Reborn from the Ashes", è uscito il 6 luglio 2025 via Onlyhate Propaganda in edizione super-limitata (solo 10 copie CD‑R). di più
Un idiota di più
Per dire, è il più bello di De André dopo "Creuza de ma"? Voto sì. di più
Vanno a Sanremo con "Tutti i miei sbagli" e, di colpo, li conosce mezza Italia. Il loro secondo album vola in classifica grazie anche ad una buona qualità e un tasso altissimo di potenziali hit ("Colpo di pistola"; "Liberi tutti"; "Discolabirinto"), anche se il loro manifesto (culturale ed esistenziale) è "Il mio DJ". L'elettronica a livelli eccelsi, con interventi di Morgan, Daniele Silvestri e DJ Coccoluto. di più