In una New York cinica, spietata, sporca e allucinata la storia di due poveracci come tanti. Schlesinger dirige uno dei suoi film più riusciti, in un realistico ritratto delle strade di New York. Jon Voight è alla sua migliore interpretazione, ma Dustin Hoffman, che interpreta Rico, zoppo e gravemente malato, è addirittura superlativo ed è qui che si consacra come uno dei più grandi attori di sempre. Grandissimo film, con un finale così amaro, drammatico e commovente da lasciare senza parole. 9 di più
Tra i film più sottovalutati dell'immenso Vittorio De Sica, è invece un ottima commedia tragicomica, a tratti esilarante quanto a tratti amara. Un cast eccezionale, forse non sfruttato a dovere, con alcuni attori un po' fuori parte, ad offrire prove comunque più che dignitose. Esilarante Gassman, ottimo Stoppa, gigantesco Alberto Sordi, nel personaggio più riuscito del film, forse il più viscido e cinico da lui mai interpretato.
Davvero un gran film, da riscoprire assolutamente. di più
Il capolavoro di Michael Mann, a pari merito con "Heat". Tratto dal romanzo di Harris "Red Dragon" (primo romanzo della "trilogia Lecter"). Un Thriller coi fiocchi diretto magistralmente da un Mann maestro di tecnica e suspance, interpretato da un terzetto di ottimi attori (ottimo Cox, il primo Hannibal Lecter dell grande schermo). Grandioso scontro finale sulle note degli Iron Butterfly. Di pochissimo inferiore a "Il Silenzio degli Innocenti", molto più bello del remake "Red Dragon". di più
Tagliato, maltrattato, snaturato, un finale buonista rigirato da un regista diverso, questo secondo lungometraggio di O.Welles rimane comunque un grandissimo film, gigantesco da un punto di vista prettamente tecnico, comunque ottimo in generale. Rimane però il dubbio di quello che il film sarebbe stato senza quei barbarici tagli subiti.
Splendido. di più
Esilarante parodia Brooksiana sul Western,inferiore ai successivi capolavori, "Frankenstein Jr." e "Silent Movie",rimane comunque tra i più riusciti del regista. Finale geniale con la mega-rissa negli studios e la resa dei conti fuori dal cinema. Eccezionale anche: "Fermi tutti, al primo movimento faccio fuori il negro" detto dallo stesso sceriffo di colore. Parodia divertente e a tratti geniale. di più
Dopo due grandi film come "Le Iene" e "Pulp Fiction" comincia l'inesorabile discesa di Tarantino. Questo per me è costantemente tra le 3 e le 4 stelle, un film ancora più che discreto con qualche scena davvero riuscita, un grande Samuel L.Jackson e una buona interpretazione di Robert De Niro (prova appena dignitosa se paragonata a quelle del periodo '68-'96, gigantesca in confronto a quelle dal '00 in poi). Buon film. di più
Meno brutto di quanto ricordassi. Un film diretto con mestiere da Scott, per stile molto differente e per qualità molto inferiore a "Il Silenzio degli Innocenti" si regge più che altro sulla carismatica interpretazione di un istrionico Hopkins e si avvale dell'ottima scenografia fiorentina nella prima parte (con un bravo Giuseppe Giannini in più) e di un paio di scene notevoli. Julianne Moore non mi ha convinto affatto, buona prova per Oldman, discreto Liotta, Scott d'esperienza e mestiere. di più
Grande film "Collateral", ai livelli di "Insider" e quasi ai livelli dei due capolavori di Mann: Manhunter e Heat. Ottimo Foxx, convincente anche Cruise (probabilmente la sua prova migliore), Mann al solito strepitoso, descrive meravigliosamente la notte di Los Angeles. Tensione, adrenalina, classe e tecnica eccellente. Thriller davvero splendido. di più
Mann si cimenta nel genere epico/storico e lo fa con la consueta abilità, riuscendo nel girare un bellissimo film. Discorso a parte per la strepitosa colonna sonora, quella sì capolavoro assoluto. Poi c'è un Lewis strepitoso (ma non è una novità), una parte finale (20-15 minuti) meravigliosi, serrati, coinvolgenti ed epici, e infine le scenografie mozzafiato e l'ottima regia del sempre eccellente Mann. Peccato che la sceneggiatura finisca per incentrarsi troppo su una certa love-story. di più
Forse l'apice del primissimo Polanski (quello pre-Rosemary's Baby), un Thriller malato, surreale (strepitosa la scena delle mani che sbucano dalle pareti), sfibrante. La Deneuve, oltre che bellissima, è qui eccezionale dell'interpretare l'inarrestabile discesa di Carol nell'abisso della follia. Finale eccellente. Forse non un capolavoro (come sarà "L'Inquilino del Terzo Piano")ma comunque un bellissimo film. di più
L'eccellente esordio di Martin Scorsese (1969), che negli anni '70 grazie a capolavori quali "Mean Streets" e "Taxi Driver" si affermerà come uno dei più grandi esponenti della "New Hollywood" e come uno dei più grandi registi di sempre. Protagonista l'amico Harvey Keitel (anche lui esordiente), autore poi di una brillantissima carriera (attore eccezionale). Non è ancora del tutto a fuoco, ma c'è già tutta la classe e l'abilità di Scorsese, c'è Little Italy, c'è una grande storia. di più
Grande anche qui. Sembra di sentire un trentenne urlare sguaiato invece questo qui ha 62 anni e quasi quarant'anni di carriera alle spalle ormai. Sempreverde e immarcescibile zio Tom. Quando ho sentito "Bad as Me" era chiaro che il diavolo fosse davvero tornato, quando poi ho ascoltato "Hell Broke Luce" ne ho avuto la conferma, vecchio pazzo assatanato. Ma non mancano ballate meravigliose, su tutte "Last Leaf". Una sorta di eccellente sintesi della sua lunga carriera. Immenso. di più
Uno degli Scorsese più sottovalutati. Un grande De Niro, un'ottima Liza Minelli, la New York Jazz di questo film è una delle tante facce della città che Scorsese ha raccontato, sempre meravigliosamente, nel corso della sua carriera. Bellissimo film, ha il solo difetto di essere letteralmente schiacciato tra le due assolute vette scorsesiane "Taxi Driver" e "Toro Scatenato" che sono una spanna buona più su. di più
Il capolavoro di Roman Polanski, diretto all'età di 68 anni. Meraviglioso capolavoro biografico sulla vita del pianista Wladyslaw Szpilman e contemporaneamente anche un film molto autobiografico. Crudissimo e spietato dall'inizio alla fine ma, soprattutto nella parte finale, incredibilmente commovente. Meraviglioso l'ufficiale tedesco che aiuta Szpilman, e di cui il pianista polacco non riuscirà a sapere il nome almeno fino a dopo la morte dello stesso ufficiale, in un gulag sovietico... di più