Rock 'N Rolf torna due anni dopo Pile of Skulls, e tira fuori un altro capolavoro. Black Hand Inn è la summa di tutte le caratteristiche dei Running Wild, riff velocissimi, mai un attimo di pausa e un'atmosfera unica. Sono a provare ciò pezzi come The Phantom Of Black Hand Inn, The Privateer, l'incessante Titletrack, o Dragonmen. Discorso a parte va a Genesis, probabilmente una delle canzoni più belle mai scritte da Kasparek, che in tutti i suoi 15 minuti di durata non stanca un attimo. Un plauso va fatto anche a Jorg Michael, autore di una prova alla batteria fenomenale. 10. di più
Un menestrello tra le atmosfere fiabesche e la ricerca musicale spirituale. Semplicemente un genio. di più
Epitome del funk di più
Massimo è un nome troppo semplice. Se ti avessero chiamato con un altro nome avresti fatto più successo, un nome diverso, un po' particolare. Per esempio...... Vasco di più
Cadaveri, alla bersagliera! di più
Ci sarààà, un ritorno d'amore in ventiquattro ooore, ciiii sarààà, al divorzio ripenso davanti a un compensoooo....
(Oblivion) di più
1) Melodie di merda da pianista incapace del baretto di piazza
2) Testi stucchevoli da sabato sera a casa con la dissenteria
3) Personaggio che niente di peggio poteva capitare al mondo musicale e televisivo italiano. di più
Grandissimo batterista e buon compositore, peccato che il personaggio sia quanto di più sporco, antipatico e disgustosamente volgare che si possa trovare nel mondo della musica. E la sua voce, con quella di Gabriel, non si può neppure paragonare. di più
Un buon disco d'esordio, ma il meglio arriverà con i dischi successivi, che conteranno anche Gene Hoglan alla batteria in sostituzione di Jack Swartz che suonò invece, su questo disco. Ciò comunque non toglie che pezzi come Merciless Death, No Tomorrow, Vendetta, o la monolitica Welcome To The Slaughterhouse siano gran belle canzoni, rese ancora più incisive dalla voce di Don Doty. di più
Chitarrista pioniere del blues napoletano. Punto e basta.
"I'so pazzo...e nu'mm'e scassate u cazzo" di più
Il dopo-Blackmore definitivo per me è bastato. Il periodo che vi precede sarebbe da 15 stelle, ma purtroppo non posso. E non è una critica a Morse. di più
Una volta hanno quasi cercato di farmelo piacere regalandomi "Miss Mondo", adesso, escluso qualche discreto titolo, mi fracassa i coglioni anche più dei miei parenti (eh, si, ho la sfiga di essere circondato da suoi fan in famiglia) e anche peggio di Vasco Rossi. Anzi, almeno Vasco non finge di saper cantare e suonare la chitarra. di più
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAA di più
Repertorio scarsotto. di più
Tanto rumore per nulla o quasi.. di più
Destruction sarebbe suonato più fiko.
Ma c'erano già in Teutonia dalla prima metà degli anni ottanta.
E quindi. di più
Quartetto di geni indiscussi. Spontanei il giusto nella composizione e tecnici come orologiai svizzeri dove serviva, a partire dalle chitarre di Page fino alla voce di Plant o la batteria genialmente innovativa di Bonham, non dimenticando le sfumature bassistiche di Paul Jones. di più
Quelle sane compilation in vinile al brumoso sapor di salsiccia che non ne fanno più.
A1 – Tar - Deep Throw
A2 – Cows - My Girl
B1 – Vertigo - Dynamite Cigar
B2 – Helios Creed - Hideous Greed
C1 – Helmet - Oven
C2 – Surgery - Our Demise
D1 – Boss Hog - Fire Of Love
D2 – God Bullies - Bullet di più
Tre perché il non averli mai capiti fino in fondo mi ha tolto la voglia di studiarli e di scoprirli. Ma per i titoli che ho sentito finora sarebbe un 2,5. di più
Deludentissimi a Sanremo anche come canzone. Però in 38 anni hanno messo in musica un'estro inimitabile. E in fondo, si portano nella memoria del demenziale italiano, sicuramente più di Checco Zalone. di più